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Coldiretti Puglia, riapertura matrimoni e agriwedding salva 100mila posti lavoro

Nel 2019, secondo i dati Istat, si sono celebrati in Puglia 14mila matrimoni di cui 1.636 nella Bat

La ripartenza di matrimoni e agriwedding salvano oltre 100mila posti di lavoro in Puglia, con la riapertura di feste e cerimonie a partire dalla metà di giugno, dopo che nell'anno della pandemia è stato annullato in Puglia il 90% dei festeggiamenti di nozze. E' quanto dichiara Coldiretti Puglia, in riferimento all'entrata in vigore del decreto legge Covid con la pubblicazione in Gazzetta.
"Tre le regioni più richieste dai buyer internazionali e nazionali per i matrimoni green c'è la Puglia che assorbe il 6,1% delle richieste italiane. L'impossibilità a festeggiare i matrimoni, in campagna ha fatto crollare il fatturato del segmento di attività con gli agriturismi che propongono "pacchetti di agriwedding" che includono agribomboniere realizzate in green style come orci di olio in ceramica decorata oppure accessori lavorati con lana di pecora, servizi fotografici con scenografie naturali e rurali, menù di nozze stampati su carta riciclata, spostamenti in carrozze trainate da cavalli o in bicicletta, o in tandem addirittura", racconta Filippo De Miccolis Angelini, presidente di Terranostra Puglia, associazione agrituristica di Coldiretti.

La cancellazione e il rinvio delle nozze, con lo stop ai festeggiamenti a causa dell'emergenza Covid nel 2020, ha provocato un crack di almeno 50 milioni di euro per l'agriwedding, dai fiori alla tavola, dalle bomboniere alle cooking class, con il segmento dei matrimoni green azzerato per effetto delle restrizioni imposte dall'emergenza sanitaria.

Nel 2019, secondo i dati Istat, si sono celebrati in Puglia 14mila matrimoni – aggiunge la Coldiretti regionale – di cui 2.064 in provincia di Foggia, 4.626 a Bari, 1 402 a Brindisi, 1.636 nella BAT e 1.626 in provincia di Taranto, mentre la crisi generata dal Covid 19 ha stravolto nel 2020 i programmi di promessi sposi e famiglie e azzoppato i bilanci delle aziende, dal catering alla fotografia, dai trasporti al fiori, dai viaggi all'abbigliamento, dal trucco alle acconciature, dall'immobiliare fino alla vigilanza privata.

Un terzo delle strutture agrituristiche pugliesi – sempre secondo i dati emersi e analizzati da Coldiretti Puglia – offrono agli sposi e agli ospiti cibi genuini e fedeli alla tradizione contadina, l'allestimento della tavola è a tema, oppure, a seconda dei gusti e delle preferenze, introduce elementi della tradizione come i centrotavola ad uncinetto fatti dalla nonna e composizioni di fiori di campo. Ci sono poi agriturismi attrezzati con percorsi benessere che offrono alle coppie e agli ospiti momenti di relax immersi in paesaggi rurali da sogno.

"Con la ripartenza, riprenderanno vita i servizi aggiuntivi per gli sposi ed i loro ospiti, come i pool party, le feste in piscina organizzate il giorno successivo al matrimonio, le cooking class e le degustazioni guidate, richieste dagli ospiti stranieri durante la giornata. I nostri agriturismi offrono alloggio, ristorazione, ma anche degustazioni e attività ludiche, ricreative e sociali e la presenza delle donne è sempre più forte e strategica proprio nell'agriwedding", aggiunge Floriana Fanizza, responsabile nazionale di Coldiretti Donne Impresa e agrichef di Campagna Amica Puglia.

Proprio per questo – conclude Coldiretti Puglia – oltre alle attività specializzate come gli abiti e accessori, i settori che hanno pagato il prezzo più alto all'emergenza sono quelli dell'agriturismo con le 900 strutture presenti in Puglia ma anche il florovivaismo che registra un buco da 120 milioni di euro, un vero e proprio tsunami senza precedenti nella storia dell'Italia, dove per effetto delle misure di sicurezza anti virus e dei timori legati al contagio sono stati azzerati eventi pubblici, fiere e assemblee, cresime, comunioni, battesimi e sposalizi.
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