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Aya, il capitano dalla zampata vincente: "Vittoria importante"

Il ds Doronzo sul mercato: "Bilancio positivo, eccetto due situazioni in uscita"

Il sigillo dell'uomo simbolo della squadra. La zampata vincente di Aya al 90' è l'emblema di una squadra che soprattutto nel suo capitano esprime quella voglia di non arrendersi mai, di sudare fino all'ultimo secondo. E questa volta il premio è arrivato: «Sono contento, è stato un gol importante. Noi giocatori dobbiamo essere intelligenti ad analizzare le partite: venivamo da diversi pareggi dai quali dovevamo trarre i nostri difetti, ma sicuramente in alcune partite meritavamo la vittoria. Oggi vincere è stato importante soprattutto a livello morale, anche perchè abbiamo vinto il primo derby quest'anno, ed è un successo che valorizza tutti gli altri pareggi». Riguardo ai compagni andati via e ai nuovi arrivati, Aya pone l'accento sulla forza del gruppo come aspetto primario in una squadra: «Sul lato tecnico non entro, ma posso dire che siamo un grande gruppo: abbiamo perso grandi uomini ma siamo stati fortunati perchè sono entrate altre brave persone. Penso che questa sia la cosa più importante, perchè quando c'è applicazione e unione si possono superare anche i limiti tecnici». Nel posto giusto al momento giusto, come un vero attaccante: «Mi sono trovato in una posizione avvantaggiata, la palla è rimasta lì e l'ho ribadita dentro; sono stato fortunato a trovarmi lì».

Nel post gara, decisamente soddisfatto il direttore sportivo Piero Doronzo: «Credo che la squadra oggi abbia dimostrato quanto ci tenesse alla vittoria, e l'ho visto già in questa settimana; sapevo che i ragazzi avrebbero dato il 110 per cento». Il ds traccia anche un bilancio sul mercato, conclusosi secondo gli obiettivi prestabiliti e svelando qualche retroscena: «Nel mercato ci sono sempre situazioni che si incastrano: ad esempio Croce è un attaccante che volevamo prendere a luglio, ma aveva firmato un importante biennale con il Teramo, che era partito con l'intento di vincere il campionato. In seguito, parlando col suo procuratore, ho capito che il ragazzo aveva voglia di tornare alle origini, lui è figlio di questa terra. Così lo abbiamo trattato, e secondo me con la strategia giusta: il fatto che sia arrivato dieci giorni dopo ci ha consentito di risparmiare qualche soldo o qualche scambio che per noi poteva risultare dannoso, infatti il giorno prima mi avevano chiesto Curcio in cambio. Croce voleva venire ad Andria o al massimo rimanere a Teramo, non voleva altre possibilità anche se aveva ricvuto altre offerte, e in questo si è comportato da uomo. Siamo felicissimi di averlo con noi, e anche oggi ha dimostrato il suo valore. In generale è stato fatto un ottimo mercato, e negli ultimi giorni ci è mancata una chicca che potevamo portare qui e si chiama Andrea De Falco, con il quale avevamo trovato l'accordo e anche il presidente del Benevento era disponibile. Ma per problemi fisici ha preferito lui stesso non venire, e questo l'ho molto apprezzato. Poi volevamo dare a Marco Cilli la possibilità di giocare di più, quindi avevamo trovato l'accordo con Pane dell'Akragas; poi all'ultimo momento l'allenatore ha voluto che rimanesse».

L'unica pecca, forse, può essere vista nel mercato in uscita, in particolare per due giocatori che hanno preferito declinare altre proposte: «Il mercato in uscita dell'Andria è stato quasi completato. Solo due giocatori sono venuti a mancare, ma non per negligenza della società: nel caso di Fall, gli avevo trovato due squadre in Lega Pro tra cui la Reggina, che non è l'ultima arrivata dato che ha fatto parecchi anni in serie A. Mi dispiace che sia rimasto per due motivi: il primo è legato al fatto che ora è fuori lista e per noi è una spesa in più, e poi perchè andare a Reggio avrebbe significato portare lì anche Berardino, che era inserito nella stessa trattativa. Riccardo aveva anche altre proposte a livello interregionale, ma non se l'è sentita. Riguardo a Matera, l'avevo dato a una squadra di serie A che lo lasciava in prestito fino a giugno. Poi si è verificata una situazione più vantaggiosa col Benevento». Il ds ritorna anche su alcune critiche ricevute nei giorni scorsi, e che lo stesso ritiene ingiustificate per il lavoro svolto sinora: «Le critiche non fanno mai piacere, specie quando uno ritiene che siamo immeritate. In questo momento e con questa società da luglio 2015, l'Andria sta facendo buonissimi risultati e credo che nessuno possa dire il contrario; porta anche giocatori in categoria superiore. Da quando sono qui posso dire di averci messo cuore, anima e passione. Ho l'orgoglio di dire che l'Andria è una società rispettata, e in questo momento non è considerata come una società di Lega Pro, poichè se ne parla a livello di società importanti di categoria superiore; questo credo sia un fatto positivo per la società e per la città, e inoltre posso garantire che in questo momento c'è la coda per venire a giocare ad Andria. Credo che nessuno possa disconoscere l'impegno e la professionalità che ci sto mettendo».
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