Fidelis Andria: due sconfitte, molti interrogativi
Problemi e incertezze di una squadra ancora in modalità cantiere aperto
lunedì 14 settembre 2026
Due sconfitte diverse per la Fidelis Andria, ma pur sempre due sconfitte. Due sconfitte diverse innanzitutto per tipologia e stato si forma dell'avversario, laddove a un Gravina a tratti irresistibile (come del resto confermato con il Gladiator, con il terzo 3-1 consecutivo) ha fatto poi da contraltare un Brindisi che (al netto dell'evidente fallo di mano non fischiato a Elefante) ha preferito controllare con prudenza l'asfittica reazione di una Fidelis Andria in dieci dal primo tempo.
Due sconfitte diverse per la Fidelis Andria, figlie peraltro di due moduli e due formazioni molto diverse, in merito alle quali molti sarebbero i legittimi interrogativi da parte di tifosi e addetti ai lavori, a partire dall'insolito 4-2-3-1 ( o se preferite 4-2-4) schierato da De Sanzo al Fanuzzi.
Certo, a mandare all'aria tutti i piani tattici di De Sanzo ha contribuito in maniera evidentemente decisiva l'espulsione di Lopez Salgado, anche se, a onor del vero, poco o nulla aveva combinato la Fidelis fino a quel momento, laddove alla prova di impegno e sacrificio dei due pesi massimi Ferraro e Musy Hernandez, ha fatto da contraltare quella decisamente opaca sugli esterni di Umbaca e Gjonaj, peraltro inevitabilmente poco appoggiati in fase propositiva dagli adattati Soldani e Tsioungaris.
"Ho voluto schierare quattro punte per dare una scossa alla squadra". Ha affermato De Sanzo in merito alla sua insolita scelta tattica, in merito alla quale, soprattutto alla luce di quanto detto sopra una prima domanda viene spontanea: al netto dell'infortunio di Schiavi e della squalifica di Rovere, può questa Fidelis fare a meno di Allushaj e Nicolao?
Un quesito al quale se ne accompagna un altro: senza cross dalle fasce quanto possono essere efficaci due attaccanti strutturati come Ferraro e Musy Hernandez?
E poi, a proposito di attacco: sicuri che Kisseih non meriti una chance da titolare?
E infine quella che più di una domanda è un'affermazione: e cioè che allo stato attuale, ferme restando le prestazioni non certo esaltanti, ma nemmeno da buttare di Tolomello e Bonavolontà, questo centrocampo non può fare a meno di Vincenzo Tagliarino.
Certo, siamo solo alla seconda giornata, e per lo meno a Brindisi un pizzico di animus pugnandi, soprattutto nel secondo tempo si è visto, ma in ogni caso troppo poco per una Fidelis Andria che ha indubbiamente enormi margini di miglioramento, a patti di uscire quanto prima dalla modalità cantiere aperto.
Due sconfitte diverse per la Fidelis Andria, figlie peraltro di due moduli e due formazioni molto diverse, in merito alle quali molti sarebbero i legittimi interrogativi da parte di tifosi e addetti ai lavori, a partire dall'insolito 4-2-3-1 ( o se preferite 4-2-4) schierato da De Sanzo al Fanuzzi.
Certo, a mandare all'aria tutti i piani tattici di De Sanzo ha contribuito in maniera evidentemente decisiva l'espulsione di Lopez Salgado, anche se, a onor del vero, poco o nulla aveva combinato la Fidelis fino a quel momento, laddove alla prova di impegno e sacrificio dei due pesi massimi Ferraro e Musy Hernandez, ha fatto da contraltare quella decisamente opaca sugli esterni di Umbaca e Gjonaj, peraltro inevitabilmente poco appoggiati in fase propositiva dagli adattati Soldani e Tsioungaris.
"Ho voluto schierare quattro punte per dare una scossa alla squadra". Ha affermato De Sanzo in merito alla sua insolita scelta tattica, in merito alla quale, soprattutto alla luce di quanto detto sopra una prima domanda viene spontanea: al netto dell'infortunio di Schiavi e della squalifica di Rovere, può questa Fidelis fare a meno di Allushaj e Nicolao?
Un quesito al quale se ne accompagna un altro: senza cross dalle fasce quanto possono essere efficaci due attaccanti strutturati come Ferraro e Musy Hernandez?
E poi, a proposito di attacco: sicuri che Kisseih non meriti una chance da titolare?
E infine quella che più di una domanda è un'affermazione: e cioè che allo stato attuale, ferme restando le prestazioni non certo esaltanti, ma nemmeno da buttare di Tolomello e Bonavolontà, questo centrocampo non può fare a meno di Vincenzo Tagliarino.
Certo, siamo solo alla seconda giornata, e per lo meno a Brindisi un pizzico di animus pugnandi, soprattutto nel secondo tempo si è visto, ma in ogni caso troppo poco per una Fidelis Andria che ha indubbiamente enormi margini di miglioramento, a patti di uscire quanto prima dalla modalità cantiere aperto.