Xylella: "Affrontiamola come fosse un terremoto"

Il consigliere regionale Ruggiero Mennea interviene sulla malattia degli ulivi

martedì 15 gennaio 2019 0.10
"Per contrastare la Xylella occorre cambiare metodo di approccio, trattando il fenomeno come fosse un terremoto con il ritorno allo stato di emergenza permanente in modo da poter utilizzare strumenti legislativi e operativi straordinari in deroga, immediatamente efficaci". Lo dichiara il consigliere regionale del Pd e componente della commissione Attività produttive, Ruggiero Mennea, con riferimento alle audizioni delle associazioni di categoria dei vivaisti e il direttore della facoltà di Agraria dell'Università di Bari, Vito Savino, tenutesi ieri mattina.
"Bisogna fare in modo - spiega Mennea - da dare a questo fenomeno una dimensione nazionale, perché la Regione da sola e con i poteri limitati che ha, non può farcela a far fronte al diffondersi della Xylella. Questa vicenda va affrontata come fosse un'operazione di Protezione civile perché c'è comunque un territorio definitivamente danneggiato che sta producendo la distruzione di un comparto che dà lavoro a centinaia di migliaia di famiglie. Come dopo un terremoto vanno ricostruite le infrastrutture, va ricostruita e reinventata l'agricoltura intervenendo con azioni concrete che risolvano il problema ai limiti del contenimento. Non esiste, infatti, un antidoto alla Xylella ma azioni di contenimento sono possibili. Ma bisogna fare presto perché il batterio è alle porte di Bari".
"A differenza del terremoto, evento imprevedibile - prosegue - per la Xylella sappiamo dov'è localizzata ora, qual è la direzione che sta prendendo e la velocità con cui si espande. Quindi possiamo contenere l'avanzamento del batterio attraverso poteri straordinari, che non possono essere esercitati dalla Regione ma solo dallo Stato con la collaborazione della Regione Puglia e della Commissione europea. È arrivato il momento di reagire con i fatti perché questo è davvero uno stato di emergenza permanente che potrebbe distruggere non solo gli ulivi ma ogni tipo di pianta. In gioco - conclude - c'è un intero comparto della nostra economia, con pericoli inarrestabili per il lavoro, l'ambiente, il paesaggio e il futuro delle famiglie pugliesi".