Sigilli ad Andria ad una marmeria da parte delle Fiamme Gialle
L'accusa è per reati ambientali e abusi edizi
giovedì 4 giugno 2026
9.34
Il GIP presso il Tribunale di Trani, su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trani, ha convalidato il sequestro preventivo d'urgenza eseguito dalla Guardia di Finanza della Compagnia di Andria e disposto il sequestro preventivo di un intero opificio destinato a marmeria.
In particolare, le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Barletta – Andria – Trani, hanno scoperto nella periferia di Andria uno stabilimento in cui venivano lavorate pietre e marmi, in assenza di permessi e titoli autorizzativi e con lavoratori in nero.
L'insediamento produttivo insiste su un'area di oltre un ettaro ed è composto da più immobili e capannoni abusivi, costruiti e utilizzati per l'attività in totale assenza delle necessarie autorizzazioni amministrative.
L'insediamento produttivo insiste su un'area di oltre un ettaro ed è composto da più immobili e capannoni abusivi, costruiti e utilizzati per l'attività in totale assenza delle necessarie autorizzazioni amministrative.
L'intervento è scaturito all'esito di un attento controllo economico del territorio da parte dei Finanzieri della Compagnia di Andria volto ad individuare e contrastare tutte le forme di economia sommersa, abusivismo commerciale e concorrenza sleale.
A seguito di mirati servizi di osservazione e pedinamento sulle principali rotabili cittadine, sono state raccolte informazioni sufficienti a far scattare l'accesso in un'area posta alla periferia della Città federiciana, a seguito del quale sono state accertate numerose violazioni in materia edilizia, ambientale, fiscale, di lavoro e di sicurezza sul lavoro.
Infatti, l'attività di perquisizione ha permesso di individuare:
- n. 6 capannoni fatiscenti, realizzati, senza permessi, in ferro e lamiere, di circa 750mq totali, adibiti alla lavorazione di marmi e pietre in assenza di qualsiasi misura sul piano della sicurezza nei luoghi di lavoro. Lo spogliatoio degli operai era stato allestito in un container, il bagno fatto di lamiera. Per meglio delineare le violazioni commesse in materia di sicurezza sul lavoro è stata fondamentale la ricognizione eseguita dall'unità specializzata dello SPESAL dell'ASL di Barletta;
- un piazzale di circa 10.000 mq pavimentato e circondato da reti e blocchi di cemento in assenza di autorizzazione;
- n. 2 aree, di circa 550mq, trasformate in discariche abusive destinate all'accumulo incontrollato di scarti delle lavorazioni, pneumatici e rottami di ogni genere;
- n. 1 vascone, di circa 50 mq, abusivamente adibito all'accumulo incontrollato di fanghi e liquami, in parte sversati su un terreno adiacente non coibentato, con conseguente contaminazione del suolo e, verosimilmente, della falda acquifera;
- 2.000 litri di gasolio per uso in agricoltura/pesca detenuto in assenza di qualsiasi titolo o autorizzazione e custodito in violazione delle norme antincendio;
- n. 1 immobile, tipo villetta, di circa 200 mq, completamente abusiva.
Tutti elementi sufficienti a ritenere che ricorressero più ipotesi di reato, per cui è stata notiziata la Procura della Repubblica tranese che nell'immediatezza ha assunto la direzione delle indagini e ha richiesto al G.I.P. l'adozione dei provvedimenti di competenza. Il titolare dell'attività è stato denunciato alla stessa Autorità Giudiziaria di Trani.
Nell'immediatezza dell'intervento repressivo sono state avviate ulteriori verifiche tese alla tutela dei lavoratori ed alla bonifica dell'area inquinata.
L'operazione di servizio testimonia il ruolo della Guardia di Finanza quale forza di polizia economico finanziaria dedicata alla prevenzione e contrasto di ogni forma di economia sommersa o irregolarmente/illegalmente esercitata. Si tratta di fenomeni che pregiudicano lo sviluppo economico del Paese perché sottraggono risorse all'Erario, ledono i diritti dei lavoratori, spesso sfruttati, e favoriscono una competizione sleale a danno di imprese oneste e rispettose delle regole.
È necessario ricordare che il procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari e che la responsabilità dell'indagato sarà definitivamente accertata solo in caso di emissione di una sentenza irrevocabile di condanna.
È necessario ricordare che il procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari e che la responsabilità dell'indagato sarà definitivamente accertata solo in caso di emissione di una sentenza irrevocabile di condanna.