Sandro Scelzi: «Grazie ai professionisti che mi hanno salvato la vita»
La lettera dell'ex direttore sanitario della Asl Bt colpito nei giorni scorsi da infarto miocardico
mercoledì 22 luglio 2026
10.05
«Alcune esperienze, anche dopo una vita trascorsa in ospedale prima da Direttore dell'Unità Operativa di Radiologia e poi da ex Direttore Sanitario di ASL Foggia e ASL BT consentono di comprendere fino in fondo il valore della sanità pubblica.
Oggi, dopo essere stato paziente, sento il dovere di esprimere pubblicamente la mia profonda gratitudine verso i professionisti che mi hanno salvato la vita e, al tempo stesso, di condividere una riflessione sul ruolo insostituibile dei Presidi Ospedalieri del nostro territorio». Così il dottor Sandro Scelzi.
«Nei giorni scorsi, sono stato colpito da un infarto miocardico acuto (STEMI), causato dalla chiusura del 99% di una coronaria. In una situazione in cui ogni minuto può fare la differenza tra la vita e la morte, ho potuto sperimentare in prima persona il valore della sanità pubblica e l'efficacia della rete cardiologica del nostro territorio.
Il primo ringraziamento è rivolto all'équipe della Cardiologia del Presidio Ospedaliero "Giuseppe Tatarella" di Cerignola e, in particolare, alla dottoressa Luigia Bifaro, cardiologa di turno, perché ha immediatamente riconosciuto la gravità del quadro clinico ed è intervenuta con prontezza somministrandomi un potente vasodilatatore. Il suo intervento è stato determinante: ha consentito di preservare una minima quota di flusso coronarico. Un sentito ringraziamento va anche al dottor Rocco D'Alessandro che ha assicurato la continuità dell'assistenza, mentre la collega mi ha accompagnato con urgenza al centro Hub di Andria.
La mia gratitudine si estende all'équipe di Emodinamica dell'Ospedale Civile "Lorenzo Bonomo" di Andria e, in particolare, al dottor Giovanni Valenti, cardiologo interventista, che mi ha atteso in sala di emodinamica per eseguire una coronarografia d'urgenza. L'intervento ha consentito di riaprire tempestivamente la coronaria ostruita, mediante impianto di uno stent, evitando conseguenze che avrebbero potuto essere irreversibili. Da medico, ho sempre conosciuto il valore della professionalità dei colleghi e ora da paziente ho avuto il privilegio di toccare con mano l'eccellenza, l'organizzazione e l'umanità del personale sanitario. Questa esperienza ha rafforzato ancora di più la mia convinzione sull'importanza di investire nella sanità pubblica, nei professionisti, nelle reti tempo-dipendenti, che rappresentano una garanzia concreta per la salute dei cittadini.
Si parla sempre più spesso di razionalizzazioni, accorpamenti e contenimento della spesa. Sono temi importanti, ma la sanità non può essere governata esclusivamente da criteri economici. Un ospedale non è un centro di costo, è un presidio di sicurezza, un punto di riferimento per una comunità, un luogo in cui competenze, tecnologia e organizzazione si traducono ogni giorno in vite salvate.
La mia storia dimostra che, se oggi sono qui a scrivere queste righe, è perché il reparto di Cardiologia di Cerignola è stato operativo, efficiente e perfettamente integrato con l'Emodinamica di Andria. Se il primo anello di questa catena fosse mancato o fosse stato indebolito, l'esito sarebbe stato diverso.
Per questo, auspico che ogni scelta sul futuro degli ospedali sia compiuta mettendo al centro la salute dei cittadini e la qualità dell'assistenza. A tutti i professionisti che mi hanno assistito rivolgo il mio più sincero, commosso e riconoscente grazie».
Oggi, dopo essere stato paziente, sento il dovere di esprimere pubblicamente la mia profonda gratitudine verso i professionisti che mi hanno salvato la vita e, al tempo stesso, di condividere una riflessione sul ruolo insostituibile dei Presidi Ospedalieri del nostro territorio». Così il dottor Sandro Scelzi.
«Nei giorni scorsi, sono stato colpito da un infarto miocardico acuto (STEMI), causato dalla chiusura del 99% di una coronaria. In una situazione in cui ogni minuto può fare la differenza tra la vita e la morte, ho potuto sperimentare in prima persona il valore della sanità pubblica e l'efficacia della rete cardiologica del nostro territorio.
Il primo ringraziamento è rivolto all'équipe della Cardiologia del Presidio Ospedaliero "Giuseppe Tatarella" di Cerignola e, in particolare, alla dottoressa Luigia Bifaro, cardiologa di turno, perché ha immediatamente riconosciuto la gravità del quadro clinico ed è intervenuta con prontezza somministrandomi un potente vasodilatatore. Il suo intervento è stato determinante: ha consentito di preservare una minima quota di flusso coronarico. Un sentito ringraziamento va anche al dottor Rocco D'Alessandro che ha assicurato la continuità dell'assistenza, mentre la collega mi ha accompagnato con urgenza al centro Hub di Andria.
La mia gratitudine si estende all'équipe di Emodinamica dell'Ospedale Civile "Lorenzo Bonomo" di Andria e, in particolare, al dottor Giovanni Valenti, cardiologo interventista, che mi ha atteso in sala di emodinamica per eseguire una coronarografia d'urgenza. L'intervento ha consentito di riaprire tempestivamente la coronaria ostruita, mediante impianto di uno stent, evitando conseguenze che avrebbero potuto essere irreversibili. Da medico, ho sempre conosciuto il valore della professionalità dei colleghi e ora da paziente ho avuto il privilegio di toccare con mano l'eccellenza, l'organizzazione e l'umanità del personale sanitario. Questa esperienza ha rafforzato ancora di più la mia convinzione sull'importanza di investire nella sanità pubblica, nei professionisti, nelle reti tempo-dipendenti, che rappresentano una garanzia concreta per la salute dei cittadini.
Si parla sempre più spesso di razionalizzazioni, accorpamenti e contenimento della spesa. Sono temi importanti, ma la sanità non può essere governata esclusivamente da criteri economici. Un ospedale non è un centro di costo, è un presidio di sicurezza, un punto di riferimento per una comunità, un luogo in cui competenze, tecnologia e organizzazione si traducono ogni giorno in vite salvate.
La mia storia dimostra che, se oggi sono qui a scrivere queste righe, è perché il reparto di Cardiologia di Cerignola è stato operativo, efficiente e perfettamente integrato con l'Emodinamica di Andria. Se il primo anello di questa catena fosse mancato o fosse stato indebolito, l'esito sarebbe stato diverso.
Per questo, auspico che ogni scelta sul futuro degli ospedali sia compiuta mettendo al centro la salute dei cittadini e la qualità dell'assistenza. A tutti i professionisti che mi hanno assistito rivolgo il mio più sincero, commosso e riconoscente grazie».