Operai irregolari in materia ad Andria, Cgil e Fillea: "Evidentemente assenza dell'Ispettorato"
Intervento dei sindacati a seguito della operazione di questa mattina a Guardia di Finanza
giovedì 4 giugno 2026
20.44
"Quanto emerso nella marmeria abusiva ad Andria, con il sequestro disposto da Procura e Guardia di Finanza, descrive un sistema diffuso che danneggia lavoratori, lavoratrici e imprese sane. Chi impiega lavoro nero aggira le norme sulla sicurezza e sullo smaltimento dei rifiuti e non sta facendo impresa: oltre a commettere reati gravi, sta praticando concorrenza sleale contro chi rispetta le regole" dichiara Davide Lavermicocca, Segretario Generale Fillea Cgil Bari Bat.
"Servono azioni mirate, integrazioni di banche dati e volontà politiche convergenti: va subito resa trasparente la filiera delle forniture e subforniture di cave, marmerie, betonaggio, legno, serramenti, ferro e guardianie negli appalti di lavori con denunce preventive, va esteso il meccanismo della congruità, tipico dell'edilizia, anche ai settori industriali. Verificando il rapporto tra materiale prodotto e lavorato e dipendenti dichiarati emergerebbero chiaramente tutti quei volumi prodotti nell'illegalità e contro le regole applicate a tutti e tutte. Si deve ribaltare il ragionamento che si fa, obbligatoriamente, con il sistema attuale nel perseguire illeciti e reati nei rapporti di lavoro: chi vuole stare sul mercato deve dimostrare di essere regolare, chi non segue le leggi e i contratti non deve poter lavorare in nessun modo. Facendo questo si garantirebbe maggiore collaborazione alle forze di polizia, giudiziarie e istituzionali e la possibilità effettiva di azione alle organizzazioni sindacali anche nella denuncia di questi fenomeni, purtroppo ancora assai diffusi in ampi settori e territori. La legalità non può fermarsi al cancello del cantiere e delle cave: deve entrare con forza in tutte le filiere", conclude Lavermicocca.
"Siamo di fronte all'ennesima operazione portata avanti dalle forze dell'ordine del territorio che dimostra l'autenticità di ciò che denunciamo da tempo e cioè che nella Bat registriamo ancora una grave assenza, quella dell'Ispettorato del Lavoro, una mancanza che si fa sempre più seria se si pensa ad un territorio fortemente esposto al lavoro nero e allo sfruttamento. Tant'è che, come accaduto ad Andria, si arriva alla scoperta di lavoratori irregolari all'interno di indagini che riguardano reati ambientali e abusi edilizi e non grazie ad un'azione mirata contro il sommerso e il nero. Riteniamo che senza questo l'importante presidio dell'Ispettorato si arrechi un grave danno ai lavoratori privati delle tutele e alle imprese sane. Lo sportello aperto ad ottobre del 2024 ad Andria è poca cosa, ciò che serve è un presidio preventivo e repressivo e, soprattutto, serve potenziare l'organico degli ispettori. E questo è l'appello che torniamo a rivolgere alla Prefettura della Bat", conclude il segretario generale della Cgil Bat, Michele Valente.
"Servono azioni mirate, integrazioni di banche dati e volontà politiche convergenti: va subito resa trasparente la filiera delle forniture e subforniture di cave, marmerie, betonaggio, legno, serramenti, ferro e guardianie negli appalti di lavori con denunce preventive, va esteso il meccanismo della congruità, tipico dell'edilizia, anche ai settori industriali. Verificando il rapporto tra materiale prodotto e lavorato e dipendenti dichiarati emergerebbero chiaramente tutti quei volumi prodotti nell'illegalità e contro le regole applicate a tutti e tutte. Si deve ribaltare il ragionamento che si fa, obbligatoriamente, con il sistema attuale nel perseguire illeciti e reati nei rapporti di lavoro: chi vuole stare sul mercato deve dimostrare di essere regolare, chi non segue le leggi e i contratti non deve poter lavorare in nessun modo. Facendo questo si garantirebbe maggiore collaborazione alle forze di polizia, giudiziarie e istituzionali e la possibilità effettiva di azione alle organizzazioni sindacali anche nella denuncia di questi fenomeni, purtroppo ancora assai diffusi in ampi settori e territori. La legalità non può fermarsi al cancello del cantiere e delle cave: deve entrare con forza in tutte le filiere", conclude Lavermicocca.
"Siamo di fronte all'ennesima operazione portata avanti dalle forze dell'ordine del territorio che dimostra l'autenticità di ciò che denunciamo da tempo e cioè che nella Bat registriamo ancora una grave assenza, quella dell'Ispettorato del Lavoro, una mancanza che si fa sempre più seria se si pensa ad un territorio fortemente esposto al lavoro nero e allo sfruttamento. Tant'è che, come accaduto ad Andria, si arriva alla scoperta di lavoratori irregolari all'interno di indagini che riguardano reati ambientali e abusi edilizi e non grazie ad un'azione mirata contro il sommerso e il nero. Riteniamo che senza questo l'importante presidio dell'Ispettorato si arrechi un grave danno ai lavoratori privati delle tutele e alle imprese sane. Lo sportello aperto ad ottobre del 2024 ad Andria è poca cosa, ciò che serve è un presidio preventivo e repressivo e, soprattutto, serve potenziare l'organico degli ispettori. E questo è l'appello che torniamo a rivolgere alla Prefettura della Bat", conclude il segretario generale della Cgil Bat, Michele Valente.