La Giornata dei calzini spaiati: l'inclusione non si indossa, si vive

Una mamma andriese: la giornata dei calzini spaiati è solo un palliativo, la vera inclusione richiede azioni concrete e quotidiane

sabato 7 febbraio 2026 10.43
A cura di Luisa Sgarra
Ieri, 6 febbraio, nei vari contesti socio educativi, si è celebrata la giornata nazionale dei calzini spaiati, un evento che vuole promuovere la diversità e l'inclusione. Ma per, Carmela (nome di fantasia), mamma di un figlio disabile di 8 anni di Andria, è stata solo un'altra occasione per riflettere sulla distanza tra le parole e le azioni.

«Mentre ieri vedevo ovunque calzini colorati, simbolo di diversità e inclusione, non ho potuto fare a meno di pensare a mio figlio, che ogni giorno lotta per avere gli strumenti necessari per imparare e sentirsi parte della comunità scolastica. E mi sono chiesta: è davvero questo il modo di celebrare l'inclusione? – continua Carmela - «L'inclusione non è un giorno, una foto o un hashtag. Non è un gesto simbolico che serve a far sentire meglio noi adulti, mentre i ragazzi continuano a subire le stesse ingiustizie e le stesse esclusioni – sottolinea - L'inclusione è quando un alunno con disabilità non deve lottare per avere ciò che gli serve per imparare. È quando un ragazzo con DSA non viene guardato con sospetto perché usa strumenti compensativi. È quando nessuno si sente "di troppo" in un sistema che non lo considera».

E spiega di come ogni giorno suo figlio lotta per avere l'attenzione necessaria, per avere gli strumenti adatti, per sentirsi parte della classe e della società, e di come lei lotta per fargli capire che non è colpa sua se il sistema non funziona.

«Per questo non ho indossato calzini spaiati ieri. Non perché non creda nell'inclusione, ma perché credo che l'inclusione vera non abbia bisogno di simboli – conclude - Ha bisogno di azioni. Ha bisogno di insegnanti formati e consapevoli, di classi che siano realmente inclusive, di programmi che tengano conto dei bisogni reali di ogni studente»..

Per mamma Carmela, quindi, la giornata dei calzini spaiati vuol essere soprattutto un promemoria che l'inclusione è soprattutto un lavoro quotidiano, non un evento annuale. Un promemoria che dobbiamo continuare a lottare, ogni giorno, per costruire un mondo in cui ogni ragazzo possa sentirsi parte, senza dover lottare per essere visto e o considerato.