Dott. Nicola Basile: "Diritto di cronaca o diritto alla cronaca?"
Dall'articolo 21 della Costituzione come parte della libertà di manifestazione del pensiero, alla manifestazione del pensiero tout court
lunedì 21 settembre 2026
15.29
"Stiamo assistendo in questi giorni alla querelle legata alla erronea indicazione storica, da parte della consigliera avv. Alessia Losito, sul ritrovamento delle ossa del nostro Santo Patrono Riccardo i cui festeggiamenti, insieme a quelli in onore della nostra Santa Patrona, Maria dei Miracoli, si celebrano proprio in questi giorni.
Non mi appassiona, ovviamente, comprendere come la dott.ssa Losito abbia potuto confondere accadimenti storici legati alla nostra città. Non è questo il senso di questo mio "contributo" al dibattito.
Mi appassiona invece, da un punto di vista pedagogico e sociologico analizzare tutto il contesto nel quale sono maturate e si sono propagati gli interventi, tutti, contro la consigliera, rappresentante politica, "rea" di aver dato riferimenti storici sbagliati.
Credo sia ampiamente giustificato, dal diritto di cronaca, in una questione che può essere definita di interesse pubblico, correggere la dichiarazione resa, riportandola, didatticamente e storicamente, a quelle che sono le fonti che citano e narrano del ritrovamento delle ossa del Santo.
Quello che non si comprende, però, è il perché si tirino in ballo altre persone che nulla hanno a che vedere con la "vexata quaestio" se non condividere la medesima espressione ed area politica con la consigliera.
Per essere legittimo e non costituire reato (come la diffamazione), il diritto di cronaca deve rispettare tre regole fondamentali: Verità: i fatti narrati devono essere veri o accuratamente verificati dal giornalista; Interesse pubblico: la notizia deve avere un'utilità sociale e informare la collettività su argomenti rilevanti; Continenza espressiva: il linguaggio usato deve essere civile, misurato e privo di attacchi personali o gratuiti insulti.
Sulla verità ci siamo. Ma siamo veramente sicuri che sia di pubblico interesse, legato all'errore perpetrato dalla consigliera Losito, sapere che la Sindaca sia una figura a metà fra la Meloni e la Rita De Crescenzo (blogger su TikTik) o che il consigliere Brescia abbia pubblicamente ringraziato il vicesindaco Troia per la manifestazione Restate ad Andria? Il tutto con un linguaggio che, pur civile, non ha lesinato attacchi personali a cittadini che nulla centravano con la "notizia" che si voleva commentare.
In un tessuto sociale complesso, come il nostro quotidiano, si fa pedagogicamente rilevante, specie s parliamo di media e di social, riflettere sugli approcci comportamentali alle singole vicende. Il diritto di cronaca non può trasformarsi nel diritto di contrapposizione politica, che pure esiste, ma che deve essere praticato nei contesti o nei dibattiti politici su programmi e interventi relativi la cosa pubblica, per il miglior bene possibile dei cittadini di quel territorio e non ogni volta che capiti occasione anche per eventi di connotazione storica e non propriamente politici. Non per niente la nostra costituzione parla di Diritto di cronaca e non diritto alla cronaca", sottolinea in una nota il dottor Nicola Basile, sociologo pedagogista andriese.
Non mi appassiona, ovviamente, comprendere come la dott.ssa Losito abbia potuto confondere accadimenti storici legati alla nostra città. Non è questo il senso di questo mio "contributo" al dibattito.
Mi appassiona invece, da un punto di vista pedagogico e sociologico analizzare tutto il contesto nel quale sono maturate e si sono propagati gli interventi, tutti, contro la consigliera, rappresentante politica, "rea" di aver dato riferimenti storici sbagliati.
Credo sia ampiamente giustificato, dal diritto di cronaca, in una questione che può essere definita di interesse pubblico, correggere la dichiarazione resa, riportandola, didatticamente e storicamente, a quelle che sono le fonti che citano e narrano del ritrovamento delle ossa del Santo.
Quello che non si comprende, però, è il perché si tirino in ballo altre persone che nulla hanno a che vedere con la "vexata quaestio" se non condividere la medesima espressione ed area politica con la consigliera.
Per essere legittimo e non costituire reato (come la diffamazione), il diritto di cronaca deve rispettare tre regole fondamentali: Verità: i fatti narrati devono essere veri o accuratamente verificati dal giornalista; Interesse pubblico: la notizia deve avere un'utilità sociale e informare la collettività su argomenti rilevanti; Continenza espressiva: il linguaggio usato deve essere civile, misurato e privo di attacchi personali o gratuiti insulti.
Sulla verità ci siamo. Ma siamo veramente sicuri che sia di pubblico interesse, legato all'errore perpetrato dalla consigliera Losito, sapere che la Sindaca sia una figura a metà fra la Meloni e la Rita De Crescenzo (blogger su TikTik) o che il consigliere Brescia abbia pubblicamente ringraziato il vicesindaco Troia per la manifestazione Restate ad Andria? Il tutto con un linguaggio che, pur civile, non ha lesinato attacchi personali a cittadini che nulla centravano con la "notizia" che si voleva commentare.
In un tessuto sociale complesso, come il nostro quotidiano, si fa pedagogicamente rilevante, specie s parliamo di media e di social, riflettere sugli approcci comportamentali alle singole vicende. Il diritto di cronaca non può trasformarsi nel diritto di contrapposizione politica, che pure esiste, ma che deve essere praticato nei contesti o nei dibattiti politici su programmi e interventi relativi la cosa pubblica, per il miglior bene possibile dei cittadini di quel territorio e non ogni volta che capiti occasione anche per eventi di connotazione storica e non propriamente politici. Non per niente la nostra costituzione parla di Diritto di cronaca e non diritto alla cronaca", sottolinea in una nota il dottor Nicola Basile, sociologo pedagogista andriese.