"Donarsi è un’Impresa”: AVIS Andria lancia la sfida della solidarietà nel mondo del lavoro

Raccolte 22 sacche, grazie alla straordinaria risposta dei lavoratori. L'autoemoteca di AVIS diventa una catena umana di solidarietà e speranza

mercoledì 22 aprile 2026 20.36
A cura di Luisa Sgarra
C'è un'immagine che, più di ogni altra, racconta la mattinata trascorsa ieri ad Andria: quella di un'autoemoteca parcheggiata con discrezione nel piazzale di una realtà produttiva locale, tra il viavai dei mezzi e il ritmo consueto della giornata lavorativa. In quel fazzoletto di terra antistante il Caseificio Montrone, la routine si è fermata per lasciare spazio a un gesto antico e vitale, trasformando un'area di carico e scarico in un presidio di speranza.

Sotto lo slogan "DONARSI è un'Impresa!", l'iniziativa promossa da AVIS Andria ha cercato di rispondere a una sfida ambiziosa: portare la cultura della donazione esattamente lì dove la gente trascorre la maggior parte del proprio tempo, tra le mura del lavoro. Non è stata solo una raccolta di sangue, ma un esperimento di vicinanza umana che ha trasformato i dipendenti in protagonisti di un bene comune.

Dalle otto del mattino, mentre i motori dell'azienda scaldavano la giornata, a bordo dell'unità mobile si respirava un'atmosfera diversa. Il personale sanitario del Centro Trasfusionale "Bonomo", guidato con la solita dedizione dal dott. Luciano Lorusso, ha accolto trentatré donatori. Uno dopo l'altro, con un misto di emozione e determinazione, i lavoratori hanno teso il braccio.

Il risultato è un bilancio che scalda il cuore: 22 sacche di sangue raccolte. Numeri che in un primo "spin-off" aziendale non sono solo statistiche, ma vite che si intrecciano. È il segno che l'intuizione era giusta: il protagonismo sociale delle imprese non è un concetto astratto, ma un'energia che si sprigiona quando si offrono le giuste occasioni.

L'esperienza ha dimostrato che quando un'azienda accetta di farsi cornice per la solidarietà, smette di essere un semplice soggetto economico e diventa "cittadinanza attiva". Mettere a disposizione lo spazio esterno per l'autoemoteca e permettere ai propri dipendenti di fermarsi per un gesto così grande è una testimonianza di responsabilità che va oltre la produzione. È un messaggio che dice: "Siamo parte dello stesso tessuto, respiriamo la stessa aria, ci prendiamo cura gli uni degli altri".

Il gioco di parole racchiuso nello slogan dell'evento è diventato realtà: donarsi richiede impegno, costanza e organizzazione, proprio come un'impresa, ma il ritorno in termini di valore umano è inestimabile.



Mentre l'autoemoteca, a metà mattina, lasciava il piazzale, la sensazione era quella di aver aperto una strada nuova. Per il presidente di AVIS Andria, Vincenzo Zingaro, questa giornata è un punto di partenza emozionante: «Esiste uno spazio importante per far crescere la cultura del dono anche dentro i luoghi di lavoro. Le 22 sacche raccolte sono un traguardo significativo, ma il valore più grande è nel messaggio che parte da oggi: volontariato e impresa possono fare squadra e produrre insieme un impatto sociale reale. Fare del dono un impegno condiviso: il senso di questa giornata è tutto qui».

Il sipario cala su questo primo appuntamento con la consapevolezza che il format funziona. La speranza è che questo seme, piantato oggi tra i cancelli di un'azienda andriese, possa presto germogliare in altre realtà del territorio, costruendo una rete stabile dove il sangue non manca mai e la solidarietà diventa, finalmente, la più bella delle imprese quotidiane.
Raccolta di sangue organizzata da AVIS Andria
Raccolta di sangue organizzata da AVIS Andria
Volontari AVIS Andria impegnati nella raccolta di sangue in autoemoteca
Consegna di una targa di ringraziamento da parte dell'AVIS Andria
Volontari AVIS Andria, personale sanitario e donatori uniti per un unico obiettivo: donazione del sangue
Volontari AVIS Andria, personale sanitario e donatori uniti per un unico obiettivo: donazione del sangue
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