Buone pratiche: per una corretta alimentazione consumare tre porzioni al giorno tra latte e yogurt

La Puglia può contare su quattro formaggi DOP, sulla Burrata di Andria IGP e su 17 specialità tradizionali riconosciute

mercoledì 3 giugno 2026 5.20
Per una corretta alimentazione il Ministero della Salute raccomanda il consumo quotidiano di tre porzioni tra latte e yogurt. In Puglia il 52,6% dei cittadini beve latte almeno una volta al giorno e il 15,2% consuma formaggi quotidianamente. È quanto afferma Coldiretti Puglia, in occasione della Giornata mondiale del latte che si é celebrata il 1° giugno.

Tra le indicazioni per una dieta equilibrata, la relazione TaSin pubblicata sul sito del Ministero della Salute evidenzia il ruolo centrale di latte e yogurt, contribuendo a contrastare le numerose fake news che negli anni hanno allontanato parte dei consumatori da un alimento naturale e nutriente. Le linee guida alimentari ne raccomandano il consumo per assicurare un adeguato apporto di calcio, fondamentale per lo sviluppo osseo dei bambini e per la prevenzione dell'osteoporosi negli adulti e negli anziani.
Le tre porzioni giornaliere consigliate tra latte e yogurt corrispondono a 125 grammi ciascuna, quando – spiega Coldiretti Puglia - una tazza di latte a colazione e uno yogurt durante la giornata consentono di raggiungere facilmente le quantità suggerite. Oltre al calcio, latte e yogurt apportano vitamina A, vitamine del gruppo B e importanti minerali come fosforo, magnesio, zinco e selenio. Lo yogurt contribuisce inoltre all'equilibrio della flora intestinale. I consumatori possono scegliere tra diverse tipologie di latte, dal fresco pastorizzato all'alta qualità, dal microfiltrato al latte a lunga conservazione, oltre al latte crudo che va sempre bollito prima del consumo. Latte e yogurt possono essere consumati a tutte le età e garantiscono un'elevata biodisponibilità di calcio e fosforo.
Va tutelata la stabilità del comparto lattiero-caseario, strategico per l'economia regionale e per la tenuta sociale e ambientale dei territori, sottolinea Coldiretti Puglia. La chiusura di una stalla comporta infatti la perdita di un sistema composto da allevamenti, prati destinati al foraggio, produzioni tipiche e persone che da generazioni presidiano il territorio contrastando spopolamento e degrado, soprattutto nelle aree più svantaggiate.

In Puglia operano circa 2mila stalle da latte che garantiscono una produzione di 108mila tonnellate di latte – dice Coldiretti Puglia - per un valore superiore a 130 milioni di euro e oltre 40mila tonnellate di formaggi. Un sistema che sostiene l'intera filiera lattiero-casearia regionale e assicura lavoro a più di 6mila persone tra occupazione diretta e indotto, con effetti positivi sul reddito e sulla coesione sociale.
A rischio c'è un patrimonio caseario unico che vede la zootecnia svolgere un ruolo essenziale nella tutela del territorio grazie all'attività quotidiana degli allevamenti. La Puglia può contare su quattro formaggi DOP, sulla Burrata di Andria IGP e su 17 specialità tradizionali riconosciute, tra cui il Canestrato leccese, il Caciocavallo podolico Dauno e il Caciocavallo della Murgia.

La chiusura di un'azienda zootecnica rappresenta una perdita definitiva, perché comporta la scomparsa degli animali allevati e del patrimonio genetico custodito e valorizzato da generazioni di allevatori. Per questo – conclude Coldiretti Puglia - servono interventi capaci di contenere i costi di produzione e sostenere il futuro delle stalle, insieme ad accordi di filiera tra agricoltura e industria fondati su obiettivi condivisi e prezzi equi che non scendano al di sotto dei costi di produzione, come previsto dalla normativa contro le pratiche sleali e le speculazioni.