Alimentazione: sempre più consumatori cercano il "cibo contadino"
È quanto emerge da un’analisi Coldiretti Puglia circa l'acquisto diretto
domenica 19 aprile 2026
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Due consumatori su tre hanno fatto acquisti in un mercato contadino nei primi tre mesi del 2026, segno che i farmers market sono diventati una presenza stabile nelle abitudini di spesa dei pugliesi, accanto a supermercati e negozi di prossimità. È quanto emerge da un'analisi Coldiretti Puglia condotta nei mercati contadini della Puglia, in relazione alle rilevazioni Istat sul commercio al dettaglio, che registrano nel primo trimestre 2026, una crescita in valore delle vendite dei beni alimentari, mentre i volumi risultano complessivamente stabili, confermando un andamento sostenuto soprattutto dalle dinamiche dei prezzi.
La fiducia nei confronti dell'acquisto diretto è nettamente superiore rispetto agli altri canali, con oltre sette italiani su dieci che considerano il rapporto diretto con l'agricoltore la modalità più sicura per acquistare cibo. Subito dopo si collocano i mercati rionali, mentre negozi di vicinato e grande distribuzione seguono a distanza. In fondo alla classifica resta il web, che continua a convincere solo una minoranza dei consumatori quando si parla di alimentazione.
La filiera corta non è solo una scelta di qualità, ma anche un'alleata concreta contro lo spreco e l'inquinamento. Secondo le analisi Ispra, gli acquisti a chilometro zero riducono fino al 60% gli sprechi alimentari rispetto ai sistemi tradizionali. A questo si aggiunge l'impatto ambientale legato ai trasporti: basti pensare che un prodotto importato da altri continenti può percorrere migliaia di chilometri prima di arrivare sulle tavole italiane, con un consumo elevato di energia e un significativo rilascio di emissioni.
I mercati contadini svolgono anche una funzione sociale sempre più rilevante, perché non sono solo luoghi di acquisto, ma spazi di relazione, dove si rafforza il legame tra comunità, si diffonde cultura alimentare e si riscopre il valore dei territori. Un ruolo che in Puglia è particolarmente evidente grazie alla rete delle aziende agricole di Campagna Amica, che ha accorciato le distanze tra città e campagne, portando biodiversità, stagionalità e identità locale direttamente nei centri urbani.
Alla base di questo percorso c'è una scelta precisa, quella avviata con la legge di Orientamento in agricoltura del 2001, fortemente sostenuta da Coldiretti, che ha riconosciuto il valore multifunzionale dell'agricoltura. Un passaggio decisivo che ha permesso di avvicinare produttori e cittadini, promuovendo un modello in cui il cibo non è solo un prodotto, ma un bene collettivo legato alla salute, all'ambiente, alla qualità della vita e alla valorizzazione delle persone.
La fiducia nei confronti dell'acquisto diretto è nettamente superiore rispetto agli altri canali, con oltre sette italiani su dieci che considerano il rapporto diretto con l'agricoltore la modalità più sicura per acquistare cibo. Subito dopo si collocano i mercati rionali, mentre negozi di vicinato e grande distribuzione seguono a distanza. In fondo alla classifica resta il web, che continua a convincere solo una minoranza dei consumatori quando si parla di alimentazione.
La filiera corta non è solo una scelta di qualità, ma anche un'alleata concreta contro lo spreco e l'inquinamento. Secondo le analisi Ispra, gli acquisti a chilometro zero riducono fino al 60% gli sprechi alimentari rispetto ai sistemi tradizionali. A questo si aggiunge l'impatto ambientale legato ai trasporti: basti pensare che un prodotto importato da altri continenti può percorrere migliaia di chilometri prima di arrivare sulle tavole italiane, con un consumo elevato di energia e un significativo rilascio di emissioni.
I mercati contadini svolgono anche una funzione sociale sempre più rilevante, perché non sono solo luoghi di acquisto, ma spazi di relazione, dove si rafforza il legame tra comunità, si diffonde cultura alimentare e si riscopre il valore dei territori. Un ruolo che in Puglia è particolarmente evidente grazie alla rete delle aziende agricole di Campagna Amica, che ha accorciato le distanze tra città e campagne, portando biodiversità, stagionalità e identità locale direttamente nei centri urbani.
Alla base di questo percorso c'è una scelta precisa, quella avviata con la legge di Orientamento in agricoltura del 2001, fortemente sostenuta da Coldiretti, che ha riconosciuto il valore multifunzionale dell'agricoltura. Un passaggio decisivo che ha permesso di avvicinare produttori e cittadini, promuovendo un modello in cui il cibo non è solo un prodotto, ma un bene collettivo legato alla salute, all'ambiente, alla qualità della vita e alla valorizzazione delle persone.