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n. Foto Fidelis Andria
Calcio

Afragolese-Fidelis Andria: altra sconfitta esterna e tanti interrogativi

A far discutere, il sistematico “braccino corto” dopo il gol del vantaggio, gli infortuni, e il calo fisico e mentale nei secondi tempi

Ci risiamo purtroppo. Ancora una volta, al riguardo della Fidelis Andria degli ultimi tempi, ci tocca amaramente prendere atto di un'altra sconfitta esterna, figlia di un andamento di gara che ci aveva illuso per un tempo. Paradossalmente è stato per noi molto più semplice commentare una sconfitta come quella di Nardò, dove i salentini avevano dominato in lungo e in largo la partita, di quanto lo sia commentare quella in casa dell'Afragolese, che si è rivelata in pratica la copia carbone di quella di Cardito contro il Nola.

Ma dato che non amiamo ripeterci, anche per non annoiare il lettore, proviamo ad analizzare il ko di Afragola, più che altro sollevando alcuni interrogativi.

Alla luce di un primo tempo positivo e propositivo, con l'Afragolese che ben di rado si era vista dalle parti di Perina, e che aveva visto una Fidelis corta, ordinata e con una certa dose di personalità, com'è possibile che, una volta trovato il meritato vantaggio, la Fidelis ha spento del tutto l'interruttore?

Come mai la Fidelis Andria, con l'Afragolese costretta a rincorrere il pari, non riesce mai a sfruttare in ripartenza gli spazi larghi lasciati da avversario tra l'altro non certo noto per l'impenetrabilità in fase difensiva?

Può in fase di interdizione il centrocampo della Fidelis dipendere in tutto e per tutto dal 2005 Tagliarino?

Ma soprattutto, come interpretare la pressochè inversamente proporzionale incidenza dei cambi tra la Fidelis Andria e l'Afragolese?


E poi naturalmente vi è anche il fattore fisico, rappresentato dagli stop per risentimento muscolare di elementi cardine come Taurino e Giorgione, e dal fatto che Marquez da troppo tempo arriva sistematicamente stremato all'ora di gioco.

Inevitabile, in tutto questo, il costante arretramento del raggio d'azione di una Fidelis del tutto irriconoscibile rispetto ai primi 48 minuti di gioco, con altrettanto calo di lucidità di un reparto arretrato messo sempre più sotto pressione, con gli inevitabili errori che hanno permesso ad un'Afragolese apparsa per un'ora tutt'altro che irresistibile di ribaltare l'esito dell'incontro.

Unica nota positiva del match del "Luigi Moccia", il buon esordio del giovane Alessandro Rovere, forse il più positivo insieme ai "soliti" Perina e Casiello (quest'ultimo ovviamente al netto del grave errore difensivo sull'eurogol di Longi), e ad oggi forse l'unico in casa fidelis in grado di bilanciare la spinta sull'altra fascia del già citato Casiello.

Nonostante la sconfitta di Afragola, la Fidelis resta comunque in posizione di classifica abbastanza sicura, con quattro lunghezze di vantaggio sulla zona play out, alla vigilia del doppio e abbordabile turno casalingo contro Acerrana e Francavilla in Sinni, in un turno che, per quanto riguarda la zona calda della classifica, ha visto vincere soltanto la Real Normanna (3-1 al Ferrandina), il pari (1-1) tra Heraclea e Sarnese, e le sconfitte esterne (entrambe per 2-1) del Manfredonia a Fasano, e del Francavilla in Sinni a Nardò.

Vincendo per 2-1 a Cardito su di un Nola in caduta libera (si è già dimesso l'esordiente Antonio Foglia Manzillo) si è in qualche modo rimesso in corsa per i playout anche il Pompei, ora a -4 dal Ferrandina terzultimo (battuto 2-1 a Nardò), che ad oggi sarebbe retrocesso direttamente in Eccellenza, essendo di 8 punti il distacco dall'Heraclea sestultima.

Per quanto riguarda infine la lotta per la Serie C, balzo solitario in testa alla classifica per il Barletta (2-0 a Gravina), che approfitta della sconfitta per 3-2 del Martina in casa della Paganese, e che ora è avanti di due punti rispetto proprio agli azzurrostellati campani.

Martina raggiunto al terzo posto in classifica dal Fasano, vittorioso, come già detto al "Curlo" sul Manfredonia.
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