mercato generale ortofrutticolo
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Vita di città

Gestione Mercato ortofrutticolo generale: una questione ancora aperta

Una delle vicende che tornerà prepotentemente alla ribalta alla ripresa settembrina, sarà quella del futuro della struttura di via Barletta

La gestione commissariale al Comune di Andria ha messo il dito nella piaga circa il futuro di questa struttura comunale, dedicata alla vendita dell'ortofrutta.

Quella inviata a giugno dal Comune a tutti i concessionari dell'ortofrutta presenti nel Mercato Generale Ortofrutticolo di via Barletta, è stata una sorta di manifestazione d'intenti per sondare eventuali disponibilità a prendersi in carico questo immobile pubblico, sia in forma singola sia associata, al fine di sollevare il Comune da questa amministrazione diretta. Il Comune, vista la grave situazione in cui si trova, ovvero di pre-dissesto finanziario, e pur a fronte degli aumenti delle tariffe e dei pedaggi - che in alcuni casi sono addirittura triplicati - decisi nel novembre scorso dall'amministrazione di centro destra guidata da Nicola Giorgino, non intende per alcun motivo continuare ad accollarsi i costi sia del personale che del funzionamento della struttura dell'orto-frutta.

La protesta silenziosa dei tre giorni – avvenuta a giugno - dei fruttivendoli, sostenuta da Confcommercio e da Confesercenti nella quale il mercato è rimasto semi vuoto, senza trattative e senza compravendite è stata una piccola dimostrazione della voglia di recriminare a questa ondata di aumenti. Ricordiamo che gli aumenti dei pedaggi avvenuti a maggio, erano stati decisi nel novembre del 2018 dall'amministrazione di centro destra guidata da Nicola Giorgino ed erano entrati nel piano di riequilibrio finanziario.
A fronte dei canoni di pagamento dei posteggi e degli accessi che avvengono quotidianamente, il Comune raccoglierebbe, a malapena circa un terzo della spesa annua di gestione. Praticamente la perdita annuale sarebbe di circa 120 mila euro.

Ebbene la proposta che sembrerebbe uscire, al momento dalla prima fase di interlocuzione tra gli operatori commerciali sarebbe quella, stabilito il canone mensile da corrispondere al Comune, di versare detta somma in un conto che andrebbe ad alimentare le spese che verrebbero sostenute per la ristrutturazione di questo immobile, purtroppo non perfettamente a norma. Il Comune in pratica non prenderebbe un euro dal canone d'affitto, ma non perderebbe più i 120 mila attuali e vedrebbe rimodernare questa vecchia struttura pubblica, che ricordiamo venne realizzata negli anni '60. Invece, per quanto riguarda il personale, questo sarebbe preso in carico dal Comune che lo distribuirebbe ad altri uffici così da non far gravare questo costo sulla nuova gestione, che sarebbe così libera di affrontare l'organizzazione interna in maniera totalmente autonoma.
Molti operatori mercatali sono allettati da questa possibile sfida commerciale, che sia pure relegata ad una struttura mercatale ormai inglobata totalmente nel tessuto urbano, si potrebbe riconvertire in una sorta di mercato all'ingrosso fino ad una certa ora della giornata e poi aprirlo anche alla fruizione dei privati, come del resto accade anche oggi, ma in una forma più moderna e commerciale.

Ma non è esclusa un'altra ipotesi: ovvero che venga proposta al Commissario Tufariello la possibilità di prendere in gestione il vecchio macello di via vecchia Barletta, immobile comunale che per lunghi anni da Palazzo San Francesco si intendeva vendere ai privati. Tentativi falliti che hanno fatto scendere considerevolmente il prezzo stimato dell'immobile. Altra cosa sarebbe invece quello di adibirlo a nuova sede del mercato generale all'ingrosso dell'orto frutta e vendere invece ai privati l'area attuale del mercato generale di via Barletta. In questa situazione, con un area così appetibile il prezzo di realizzo da parte del Comune sarebbe sicuramente più alto ed interessante.
Staremo a vedere quindi, cosa accadrà a settembre.
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