
Territorio
Crisi olivicola: lunedì 12 ottobre anche Andria presente alla mobilitazione a Bari
Le organizzazioni del comparto: “Battaglia di dignità per tutto il comparto, le istituzioni rispondano”
Puglia - lunedì 12 ottobre 2026
7.42
Crisi olivicola, il comparto olivicolo pugliese si mobilita per una manifestazione a Bari, davanti alla Prefettura. Anche Andria partecipa questa mattina alla iniziativa in programma a Bari, organizzata da numerose sigle sindacali e di categoria, unite per protestare contro la crisi che sta mettendo in ginocchio il comparto olivicolo nazionale e pugliese in particolare, per ribadire la gravità di una crisi strutturale che rischia di travolgere l'olivicoltura degli areali più vocati della regione.
Le associazioni rivolgono un invito unitario a olivicoltori, frantoiani, cooperative, operatori della filiera e agricoltori di tutti i comparti a scendere in piazza. Con l'olio invenduto che ristagna nei silos, la liquidità delle imprese ridotta al lumicino e i costi insostenibili di energia e fertilizzanti in vista della prossima campagna, gli strumenti finora messi in campo – come la cambiale agraria ISMEA – si sono rivelati semplici palliativi che non risolvono il problema delle giacenze né restituiscono reddito ai produttori.
Nel corso della mobilitazione di lunedì, le OO. di comparto e le associazioni degli olivicoltori sosterranno con forza le quattro richieste urgenti già indirizzate al Governo e alle istituzioni:
- Stato di crisi: Riconoscimento immediato dello stato di crisi per il settore olivicolo-oleario, con l'attivazione dei provvedimenti consequenziali per frantoi e olivicoltori.
- Tracciabilità digitale: Introduzione immediata del documento di trasporto elettronico per olive e olio, sul modello di quanto già avviene nel settore vitivinicolo.
- Controlli antifrode: Un piano straordinario di verifiche su scala nazionale per contrastare la nazionalizzazione di oli esteri e le importazioni selvagge.
- Misure di mercato: Interventi ad hoc di ritiro e stoccaggio del nuovo olio per sostenere il prezzo alla produzione e aiuti finanziari ai frantoi, a cui si aggiunge la richiesta alla Regione Puglia di misure compensative contro il caro carburante.
Non una semplice manifestazione di dissenso quindi, ma una vera e propria battaglia di dignità di un comparto che non può più aspettare. Se non si interviene subito, il rischio reale è la perdita di aziende, reddito e occupazione. Il tempo degli interventi spot è finito: serve un piano organico e risposte politiche immediate, sia nazionali che locali.
Le associazioni rivolgono un invito unitario a olivicoltori, frantoiani, cooperative, operatori della filiera e agricoltori di tutti i comparti a scendere in piazza. Con l'olio invenduto che ristagna nei silos, la liquidità delle imprese ridotta al lumicino e i costi insostenibili di energia e fertilizzanti in vista della prossima campagna, gli strumenti finora messi in campo – come la cambiale agraria ISMEA – si sono rivelati semplici palliativi che non risolvono il problema delle giacenze né restituiscono reddito ai produttori.
Nel corso della mobilitazione di lunedì, le OO. di comparto e le associazioni degli olivicoltori sosterranno con forza le quattro richieste urgenti già indirizzate al Governo e alle istituzioni:
- Stato di crisi: Riconoscimento immediato dello stato di crisi per il settore olivicolo-oleario, con l'attivazione dei provvedimenti consequenziali per frantoi e olivicoltori.
- Tracciabilità digitale: Introduzione immediata del documento di trasporto elettronico per olive e olio, sul modello di quanto già avviene nel settore vitivinicolo.
- Controlli antifrode: Un piano straordinario di verifiche su scala nazionale per contrastare la nazionalizzazione di oli esteri e le importazioni selvagge.
- Misure di mercato: Interventi ad hoc di ritiro e stoccaggio del nuovo olio per sostenere il prezzo alla produzione e aiuti finanziari ai frantoi, a cui si aggiunge la richiesta alla Regione Puglia di misure compensative contro il caro carburante.
Non una semplice manifestazione di dissenso quindi, ma una vera e propria battaglia di dignità di un comparto che non può più aspettare. Se non si interviene subito, il rischio reale è la perdita di aziende, reddito e occupazione. Il tempo degli interventi spot è finito: serve un piano organico e risposte politiche immediate, sia nazionali che locali.


Ricevi aggiornamenti e contenuti da Andria 


j.jpg)



