Arcigay Bat
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Cronaca

Bidone ribaltato e calci alla porta: vandalismo contro la sede dell'Arcigay

Durante una riunione di lunedì scorso l'atto denunciato dal Presidente della BAT, Michele Pio Antolini. «Solo due istituti hanno accettato il nostro progetto Scuola Arcobaleno»

A nulla è servito il trasferimento della sede da Andria a Barletta: lunedì sera, durante un incontro interprovinciale, un gruppo di giovani teppisti ha preso di mira la sede dell'Arcigay Bat. Un bidone ribaltato verso l'ingresso e calci alla porta hanno creato grande imbarazzo allo svolgimento del coordinamento tra Bari, Foggia e la BAT: «Questo gesto di inciviltà riporta l'attenzione sull'educazione degli adolescenti da parte delle famiglie e degli stessi istituti - dice Michele Pio Antolini, Presidente dell'Arcigay Bat - è importante sottolineare quanto poco siano trattati i temi relativi ad omosessualità e omofobia all'interno di una società pur evoluta e - almeno sulla carta - tollerante».

Gli adolescenti di oggi sono completamente all'oscuro in merito, non discutono su tematiche riferite alla sessualità, scrivono dall'Arcigay e rincarano la dose, è facile intuire che i primi educatori dei ragazzi contribuiscono a non formare a dovere, o almeno a non parlarne abbastanza: «Ad agosto abbiamo inviato a tutti gli istituti superiori di Barletta, Andria e Trani, una lettera di presentazione del "Progetto Scuola Arcobaleno" - ha proseguito il presidente dell'Arcigay Bat Michele Pio Antolini - constatiamo con grande amarezza che di tutti gli istituti coinvolti, solo due hanno risposto alla nostra "chiamata", per la precisione l' I.P.S.S.P. "Colasanto" di Andria e il Liceo Scientifico "Nuzzi" di Andria. È impensabile nonché inaudito che nel 2013 i nostri istituti scolastici siano totalmente insensibili alla problematica inerente all'omofobia, visto e considerato il loro fondamentale ruolo di educatori degli adolescenti. Pensare che l'odio omofobico non esista è impossibile: spesso ci arrivano segnalazioni di ragazzi che ricevono o sono spettatori di insulti legati all'orientamento sessuale. Noi, come associazione per la difesa dei diritti LGBT, non possiamo rimanere in silenzio!».
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