
Cronaca
Arte: traffico di opere false, 10 indagati. Perquisizioni anche ad Andria
In azione i Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale di Roma
Andria - venerdì 23 ottobre 2026
14.00
Il Gruppo di Roma del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale (TPC), coadiuvato, nella fase esecutiva, dal Reparto Operativo TPC di Roma, dai Nuclei TPC di Cosenza, Napoli, Roma, Bari, Perugia, Cagliari, L'Aquila, Palermo, dalla Sezione TPC di Siracusa e dai comandi Arma territorialmente competenti, ha dato esecuzione ad un decreto di perquisizione personale e locale e contestuale sequestro emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torre Annunziata (NA) nei confronti di 41 soggetti e di altrettanti esercizi commerciali e/o abitazioni, alla ricerca di dipinti falsi, attribuiti ad autori dell'Ottocento napoletano, in particolare al pittore Vincenzo lrolli.
Le operazioni di perquisizione e sequestro nelle città di Corigliano Rossano (CS), Reggio Calabria, Napoli, Sant' Antonio Abate (NA), San Giorgio A Cremano (NA), Scafati (NA), Pozzuoli (NA), Torre Del Greco (NA), Castellammare Di Stabia (NA), Afragola (NA), Quarto (NA), Pagani (SA), Ercolano (NA), Bari, Lecce, Acquaviva Delle Fonti (BA), Altamura (BA), Conversano (BA), Rutigliano (BA), Andria, Palermo, Messina, Acireale (CT) e Sesto San Giovanni (Ml), si inseriscono in una complessa attività investigativa condotta dal Nucleo TPC di Cosenza e coordinata dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, nell'ambito della quale allo stato risultano indagate I O persone per i reati di associazione per delinquere, contraffazione di opere d'arte, ricettazione di beni culturali ed esportazione illecita di beni culturali, per un totale di 25 capi di imputazione aventi ad oggetto circa 69 dipinti.
Le perquisizioni hanno avuto come destinatari, oltre agli attuali indagati, antiquari, commercianti di antichità e restauratori.
Gli accertamenti svolti hanno permesso di accertare l'esistenza di un sodalizio criminale dedito ad un vasto traffico su scala nazionale ed internazionale di dipinti contraffatti, commercializzati sui mercati del settore ovvero venduti ad ignari acquirenti, utilizzando una nota piattaforma di vendita on line.
Si è accertato, in particolare, che la suddetta commercializzazione, attiva da diversi anni, era condotta da persone esperte del mondo dell'arte, in specie dal promotore dell'organizzazione criminale, il quale si avvaleva tra l'altro, per tutte le attività connesse alla presentazione dei beni sul sito informatico, dell'apporto logistico della propria moglie e delle consulenze tecniche di un amico. I dipinti, quindi, tramite un'organizzata ripartizione di competenze, venivano posti in vendita sul territorio nazionale, spingendosi - con l'utilizzo del sistema on line sulla piattaforma di commercializzazione telematica - anche verso il mercato estero allo scopo di incentivare i ricavi delle attività illecite.
Dalle indagini è emersa l'esistenza di un'articolata organizzazione che, per qualità e quantità di illeciti compiuti nonché per le caratteristiche intrinseche, ha dato origine ad un vero e proprio fenomeno criminale. Essa trovava base nelle province di Salerno e Napoli, ma ha operato con continuità anche nella città di Reggio Calabria e in diverse regioni meridionali.
Nel corso delle attività investigative sono state compiute diverse operazioni, che hanno portato al sequestro in totale di 24 dipinti. Sono state, inoltre, individuate 84 vendite su piattaforme online di dipinti ed è stata accertata l'esportazione all'estero di altri 9 dipinti verso Austria, Portogallo, Spagna, Francia, Gran Bretagna, Belgio e Irlanda.
Le operazioni di perquisizione e sequestro nelle città di Corigliano Rossano (CS), Reggio Calabria, Napoli, Sant' Antonio Abate (NA), San Giorgio A Cremano (NA), Scafati (NA), Pozzuoli (NA), Torre Del Greco (NA), Castellammare Di Stabia (NA), Afragola (NA), Quarto (NA), Pagani (SA), Ercolano (NA), Bari, Lecce, Acquaviva Delle Fonti (BA), Altamura (BA), Conversano (BA), Rutigliano (BA), Andria, Palermo, Messina, Acireale (CT) e Sesto San Giovanni (Ml), si inseriscono in una complessa attività investigativa condotta dal Nucleo TPC di Cosenza e coordinata dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, nell'ambito della quale allo stato risultano indagate I O persone per i reati di associazione per delinquere, contraffazione di opere d'arte, ricettazione di beni culturali ed esportazione illecita di beni culturali, per un totale di 25 capi di imputazione aventi ad oggetto circa 69 dipinti.
Le perquisizioni hanno avuto come destinatari, oltre agli attuali indagati, antiquari, commercianti di antichità e restauratori.
Gli accertamenti svolti hanno permesso di accertare l'esistenza di un sodalizio criminale dedito ad un vasto traffico su scala nazionale ed internazionale di dipinti contraffatti, commercializzati sui mercati del settore ovvero venduti ad ignari acquirenti, utilizzando una nota piattaforma di vendita on line.
Si è accertato, in particolare, che la suddetta commercializzazione, attiva da diversi anni, era condotta da persone esperte del mondo dell'arte, in specie dal promotore dell'organizzazione criminale, il quale si avvaleva tra l'altro, per tutte le attività connesse alla presentazione dei beni sul sito informatico, dell'apporto logistico della propria moglie e delle consulenze tecniche di un amico. I dipinti, quindi, tramite un'organizzata ripartizione di competenze, venivano posti in vendita sul territorio nazionale, spingendosi - con l'utilizzo del sistema on line sulla piattaforma di commercializzazione telematica - anche verso il mercato estero allo scopo di incentivare i ricavi delle attività illecite.
Dalle indagini è emersa l'esistenza di un'articolata organizzazione che, per qualità e quantità di illeciti compiuti nonché per le caratteristiche intrinseche, ha dato origine ad un vero e proprio fenomeno criminale. Essa trovava base nelle province di Salerno e Napoli, ma ha operato con continuità anche nella città di Reggio Calabria e in diverse regioni meridionali.
Nel corso delle attività investigative sono state compiute diverse operazioni, che hanno portato al sequestro in totale di 24 dipinti. Sono state, inoltre, individuate 84 vendite su piattaforme online di dipinti ed è stata accertata l'esportazione all'estero di altri 9 dipinti verso Austria, Portogallo, Spagna, Francia, Gran Bretagna, Belgio e Irlanda.
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