Alberi abbattuti e cura del verde
Alberi abbattuti e cura del verde
Commento

Alberi abbattuti e cura del verde: parole "pesanti" all'indirizzo dell'ecologista Nicola Montepulciano

Parlare di conifere e di pini ad Andria diventa quasi argomento "tabù" dove ognuno, a prescindere, si sente il diritto non di criticare ma di offendere

Per la nostra città parlare di alcune tematiche di rilievo pubblico sta diventando sempre più difficile. Succede anche di essere toccati sul personale solo perchè si sostengono argomenti, suffragati da rilievi scientifici, attinenti il verde pubblico e la sua condizione urbana. Nicola Montepulciano, storico ecologista, da tempo immemorabile assertore di battaglie cittadine a sostegno di una migliore qualità del vivere nella nostra città, già responsabile locale del WWF Italia, è stato accusato pesantemente di chissà quali turpi messinscene, solo perché ha sostenuto una sua particolare tesi. Si badi bene non confronto aperto e dialettico ma bensì offese e parole pesanti. Una triste stagione per il confronto su temi ambientali, e non solo, per la nostra città.

«Sono stato oggetto di parole molto pesanti per aver proposto l'abbattimento di due pini ritenuti "secolari" e "maestosi", vegetanti sull'ampio marciapiede di viale Gramsci. In tutta la vasta area che comprende viale Gramsci, la ex villa comunale e la pineta non potrebbero esistere pini centenari per il semplice fatto che furono messi a dimora a partire dal 1940. Quelli dell'ampio marciapiede di viale Gramsci furono piantati fra il 1940 e il 1950, quelli della villa (!) comunale fra il 1950 e i primi anni del 1960. I dati relativi alla villa mi furono riferiti dall'ex sindaco di Andria, dott. Giuseppe Marano quando, io giovanissimo, lo intervistai per conto dell'Oratorio Salesiano "Don Bosco" che voleva formare un gruppo di ragazzi aperti ai problemi della città. Quasi tutte le conifere dell'area menzionata hanno una vita stentata per vari motivi. Alcune muoiono perché vegetano in terreno non idoneo, infatti, una buona parte dell'area ha terreno formato da materiale di risulta di vario genere. Altre muoiono per malattie, altre per scarso spazio, altre abbattute dal vento, altre per substrato molto compatto, come dimostrato dai lavori per interramento del tratto urbano della Ferrotramviaria, altre muoiono o crescono stentate perché messe a dimora vicino alle case e le fondamenta impediscono un sano sviluppo.

I pini possono raggiungere 200-250 anni, mentre in ambiente urbano l'aspettativa si dimezza (da IL PINO DOMESTICO: GESTIONE E RELATIVE PROBLEMATICHE), sempre che il terreno sia idoneo. La mancanza di condizioni idonee porta a sviluppare radici superficiali con poco potere ancorante. I pini hanno uno sviluppo rapido, possono raggiungere grosse dimensioni e perciò è molto facile attribuire loro molti e molti anni di vita. Che io sappia, gli unici modi per valutare oggettivamente l'età di un albero sono: la data certificata di messa a dimora (per es.: ricerca archivistica, testimonianze scritte in varie circostanze, etc.), e il conteggio degli anelli di accrescimento. Ma, tralasciando tutti questi aspetti, la prima osservazione concreta è che le conifere non appartengono alla flora del territorio di Andria e nemmeno della maggior parte della Puglia che viene chiamata "regione delle querce". Invero, in tutta la Puglia si conoscono due piccole fitostazioni per una specie di conifera, il pino d'Aleppo, (di incerta origine) e sono: Taranto ed il Gargano limitatamente al settore nord-orientale ( PAESAGGIO NEL GARGANO, pag, 164 e seguenti ). Per altre due specie di pini, domestico e marittimo, si hanno forti dubbi sul loro indigenato. Le conifere in genere mal si adattano al nostro territorio e anche per quanto detto prima crescono male e un segno è dato dalle radici che non riescono ad andare in profondità, si sviluppano in superficie.

Quando sono messi a dimora sui marciapiedi li dissestano fortemente come nel caso del marciapiede di viale Gramsci, ma non solo. Nel caso specifico un pino si trova troppo vicino all'abitazione. Come si legge nel testo " CONIFERE E GRANDI ALBERI" pag.61… "lo sviluppo dell'albero non deve disturbare lo spazio abitativo e le vie di accesso al medesimo (attenzione alle finestre e alle grondaie), e nel contempo rispettare alcune esigenze pratiche, quali la posizione di impedimenti nascosti nel terreno (fognature, cavi elettrici, condutture d'acqua, fondamenta della costruzione) o aerei ( linee elettriche o telefoniche)". Come si vede nella foto, il pino ha superato il parapetto del terrazzo e lo sta invadendo. La continua caduta degli aghi fogliari può ostruire l'imbocco della grondaia, impedire lo scolo dell'acqua piovana e allagare il terrazzo. Inoltre, a pag. 65 si legge: "Può anche essere interessante ricordare che il terreno sottostante le chiome delle conifere, acidificato dal depositarsi degli aghi che si rinnovano, non è il luogo migliore per lo sviluppo delle erbe" (e piante ndr). Più drastico è un altro testo "CURA DEL PRATO" dove a pag. 63 si legge: "Conifere e prato non sono buoni conviventi, perché questi alberi lasciano cadere sostanze tossiche per il tappeto erboso che ne procurano il diradamento e, alla fine, la morte". Ora, ho scritto che al posto dei pini è bene piantare alberi a sviluppo arbustivo che possono raggiungere una altezza di 4-5 metri al massimo e con sviluppo radicale molto contenuto e tutti quelli da me citati sono a foglie larghe. Tutte le foglie larghe contribuiscono alla "purificazione dell'aria". Infatti, sempre nel testo "CONIFERE E GRANDI ALBERI" a pag. 94 si legge: " Le polveri e i prodotti catramosi e oleosi presenti nell'aria sono trattenuti dalle superfici fogliari; l'effetto è tanto più efficace quanto più le foglie sono larghe e rugose. La presenza di ozono sulla superficie delle foglie sterilizza la componente batterica del pulviscolo depositato, con conseguente depurazione batteriologica dell'aria. L'assorbimento di anidride carbonica e la conseguente emissione di ossigeno contribuiscono alla depurazione chimica dell'aria". Come si dice oggi, questo è uno dei servizi ecosistemici che le piante possono offrire. Per contro in un circostanziato studio fatto da LEGAMBIENTE-CARRARA su "Pino domestico ( Pinus pinea )" al capitolo 8 si legge: ... "Ma una lamina fogliare molto stretta ( aghiforme ) e un apporto così limitato di acqua,( materia prima indispensabile per la fotosintesi ) comportano una scarsa efficienza della fotosintesi"….La limitata capacità di rifornimento idrico condiziona anche l'anatomia microscopica degli aghi, altamente specializzati nell'evitare anche la minima perdita d'acqua per traspirazione…". Tutto questo comporta una notevolissima differenza fra l'ombra delle conifere e quella delle latifoglie: l'ombra delle latifoglie è molto fresca, quella delle conifere è calda, poco gradevole. Tutte le piante basse messe a dimora dal "riservato mecenate del verde" sono a foglie larghe e già svolgono quei servizi ecosistemici che i pini non potranno mai offrirci. Perchè, allora, fare ricorso ad essenze di dubbia autoctonia, che, almeno nel nostro territorio, sono di dubbia utilità? Tutti sappiamo quanto bisogno abbiamo di aria pura nella nostra città».

Nicola Montepulciano ecologista
Pino invadente il terrazzopino morto in pinetapini giovani messi a dimora e numerosi tronchi tagliatipino tagliato e asfalto dissestatopini secchi in pinetapino abbattuto dal vento e poi asportatopino abbattuto dal vento l 11  gennaio 2022
Elezioni Amministrative 2026
Candidati Sindaco
Candidati Consigliere
  • Comune di Andria
  • villa comunale andria
  • ambiente
  • Nicola Montepulciano
  • verde pubblico
Altri contenuti a tema
2 aprile, Giornata Mondiale della consapevolezza sull'Autismo: Palazzo di Città si illumina di blu 2 aprile, Giornata Mondiale della consapevolezza sull'Autismo: Palazzo di Città si illumina di blu Sindaco Bruno: “Un incoraggiamento alle famiglie: non sentitevi sole, nonostante le quotidiane difficoltà”
Andria, la trasformazione della città in destinazione di viaggio Andria, la trasformazione della città in destinazione di viaggio I numeri ed il bilancio delle attività nel settore turistico dell’Assessorato alle Radici
ANDRIA R.E.S.P.I.R.A. riscuote il massimo punteggio dall’esame della Regione Puglia ANDRIA R.E.S.P.I.R.A. riscuote il massimo punteggio dall’esame della Regione Puglia Ora si passa alla fase operativa per rigenerare due spazi pubblici rilevanti: Corso Cavour e Largo Caneva
All' IC “Verdi-Cafaro” tavola rotonda su “Oltre lo spettro: dialoghi tra scuola, famiglia e professionisti” All' IC “Verdi-Cafaro” tavola rotonda su “Oltre lo spettro: dialoghi tra scuola, famiglia e professionisti” Un momento di confronto intenso e partecipato dedicato al tema dell’autismo e dell’inclusione
Dalle nevi della Murgia alle tavole del mondo: Andria celebra le origini dell’arte casearia Dalle nevi della Murgia alle tavole del mondo: Andria celebra le origini dell’arte casearia Svelata una targa commemorativa alla Masseria Montegusto. Nuove prove storiche: la burrata esisteva già nel XIX secolo
Allerta meteo arancione: emessa ordinanza sindacale di chiusura del cimitero, parchi pubblici e aree verdi comunali Allerta meteo arancione: emessa ordinanza sindacale di chiusura del cimitero, parchi pubblici e aree verdi comunali Con il contestuale divieto di accesso; divieto di transito; divieto di sosta e permanenza in dette aree
Amministrative: Nunzia Saccotelli ed Emanuele Fortunato inaugurano il comitato elettorale Amministrative: Nunzia Saccotelli ed Emanuele Fortunato inaugurano il comitato elettorale Domani a Corso Cavour la presentazione ufficiale dei candidati a sostegno di Giovanna Bruno
Carta d'Identità Elettronica: aperture straordinarie mesi di aprile e maggio 2026 Carta d'Identità Elettronica: aperture straordinarie mesi di aprile e maggio 2026 Il mercoledì pomeriggio ed il sabato mattina
© 2001-2026 AndriaViva è un portale gestito da InnovaNews srl. Partita iva 08059640725. Testata giornalistica telematica registrata presso il Tribunale di Trani. Tutti i diritti riservati.
AndriaViva funziona grazie ai messaggi pubblicitari che stai bloccandoPer mantenere questo sito gratuito ti chiediamo disattivare il tuo AdBlock. Grazie.