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Territorio

Al Sud longevi grazie alla dieta mediterranea, ma meno autosufficienti

Cronica carenza si sevizi alla persona nelle aree rurali

E' al Sud che la longevità aumenta anche grazie alla dieta mediterranea, ma al contempo si registrano più malattie croniche degli anziani, sulla base del report Istat "Anziani: le condizioni di salute in Italia e nell'Unione Europea", dal quale si evidenzia che in Italia la speranza di vita a 65 anni è pari a 18,9 anni per gli uomini e a 22,2 per le donne e si acuisce, secondo Coldiretti Puglia, la cronica carenza dei servizi alla persona, soprattutto nelle aree rurali.

"In considerazione delle patologie che affliggono gli anziani in Puglia – commenta il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele - va riconosciuto un sostegno alle famiglie che si fanno carico di accudire in casa gli anziani con disabilità e/o non autosufficienza. E' evidente l'insostenibilità sociale della situazione a carico dei coltivatori pensionati e delle loro famiglie, sui quali si vanno sempre più scaricando i disservizi e le insufficienze dell'intervento pubblico. Esiste una disparità di trattamenti nelle aree rurali, alla quale si aggiunge la carenza di servizi sociali che rende più complessa la vita degli anziani. In Puglia sono circa 210 mila pensionati dei lavoro autonomo – 63 mila coltivatori diretti, 73 mila artigiani ed altrettanti commercianti - con un'altissima percentuale di pensioni integrate al minimo che stanno vivendo un momento di grande difficoltà, ma che, nonostante tutto, sono impegnati nel presidio territoriale nelle aree rurali dove sono spesso il motore di iniziative ed esperienze culturali e di solidarietà".

Tra gli anziani del Mezzogiorno sono molto più diffuse anche le limitazioni gravi sia motorie (27,7%) che sensoriali (16,5%).
"Da qui la necessità di intervenire – dichiara il Presidente regionale della Federpensionati, Angelo Marseglia - per recuperare il potere di acquisto delle pensioni più basse, eliminare ogni forma di discriminazione fra lavoratori dipendenti ed autonomi anche per quanto attiene gli assegni familiari, riconoscere un sostegno per le famiglie che si fanno carico di accudire in casa gli anziani con disabilità e/o non autosufficienza; definire i livelli essenziali di assistenza, potenziare i servizi di prevenzione presso gli ambulatori di medicina generale allo scopo di assicurare, agli anziani a basso reddito, gli accertamenti diagnostici in forma ambulatoriale, con riduzione delle liste di attesa, dei ricoveri in ospedale e della spesa sanitaria".

"Le donne anziane riportano più difficoltà degli uomini, secondo l'Istat, sia nelle attività di cura della persona (14,1% donne contro 7,3% uomini) sia nelle attività domestiche (37,9% donne contro 20,4% uomini). I continui tagli apportati alla spesa sociale – conclude il Direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti – la notevole riduzione del Fondo per la non autosufficienza e le addizionali IRPEF stanno scaricando sulle famiglie l'inadeguatezza dei servizi pubblici per gli anziani e per i non autosufficienti e stanno minando la stessa qualità della vita dei nostri pensionati, una risorsa e un patrimonio da salvaguardare".
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