Fidelis Andria: una salvezza tutta da conquistare
Il ko di Gravina ha di fatto cerificato la nuova dimensione in questo campionato della squadra di Catalano
giovedì 5 febbraio 2026
Non sono bastati alla Fidelis Andria i miglioramenti dal punto di vista prestazionale, rispetto alle ultime uscite, per evitare una sconfitta tanto amara quanto pericolosa in quel di Gravina, contro un avversario che ad oggi è a tutti gli effetti una diretta concorrente nella lotta per la salvezza, cosa assolutamente impensabile dopo la gara di andata, vinta per 4-1 da Marquez e compagni, dove si era vista forse la Fidelis Andria più bella della stagione.
Risulta quindi perfettamente inutile continuare a rivangare un recente passato che ormai non c'è più, laddove, esattamente un girone fa, l'espulsione del gravinese Basanisi diede di fatto il la a quella esaltante rimonta su di un Gravina falcidiato dagli infortuni che, diciamoci la verità, aveva illuso un po' tutti, noi commentatori per primi.
E siccome il calcio pare davvero essere stato inventato dal diavolo, è stato proprio un bolide di Basanisi a certificare de facto la nuova dimensione della Fidelis Andria in questo campionato, che è quella di una squadra da circa un mese in caduta libera, e con una classifica in zona playout densa di squadre toste che non stanno certo a guardare (vedi i successi del Ferrandina sul Pompei, e quello del Francavilla ottenuto addirittura sul campo della capolista Paganese), e dove quella messa al momento peggio di tutte è quella Sarnese (0-3 a Martina Franca) avente un organico che non è affatto eresia definire quanto meno da playoff.
E poi c'è naturalmente la Real Normanna (0-0 con la Virtus Francavilla), squadra che la Fidelis affronterà domenica pomeriggio al Degli Ulivi, che di certo non è compagine che stuzzica l'appetito degli esteti del pallone, ma che oltre ad evocare lo spauracchio dell'assurda sconfitta nella gara di andata, ha una delle migliori difese del campionato, il che non è certo una bellissima notizia per una Fidelis Andria che da troppo tempo segna con il contagocce.
Questo è in sostanza il magma dal quale la squadra di Pasquale Catalano può e deve provare a tirarsi fuori, se non si vuol rendere del tutto fallimentare una stagione iniziata con ben altri propositi rispetto a una salvezza tutta da conquistare.
Nel frattempo, in quelli che ora sono i quartieri nobili della classifica del girone H di Serie D, la ventiduesima giornata di campionato ci consegna un Fasano che, battendo di misura l'Acerrana, ha agganciato in vetta alla classifica la Paganese, e un Barletta che dall'avvento in panchina della strana coppia Massimo Paci-Vincenzo Lanotte, sembra aver davvero cambiato marcia, come testimoniato dallo squillante 4-0 rifilato al Manfredonia che ha permesso alla formazione biancorossa di portarsi a -4 dalla vetta con dodici partite ancora da giocare.
Da segnalare, infine, i successi dell'Afragolese sull'Heraclea (1-0), e quello del Nola, che a cardito ha sconfitto per 3-1 il Nardò, interrompendo così la lunghissima serie positiva dei granata salentini che durava da tredici partite.
Risulta quindi perfettamente inutile continuare a rivangare un recente passato che ormai non c'è più, laddove, esattamente un girone fa, l'espulsione del gravinese Basanisi diede di fatto il la a quella esaltante rimonta su di un Gravina falcidiato dagli infortuni che, diciamoci la verità, aveva illuso un po' tutti, noi commentatori per primi.
E siccome il calcio pare davvero essere stato inventato dal diavolo, è stato proprio un bolide di Basanisi a certificare de facto la nuova dimensione della Fidelis Andria in questo campionato, che è quella di una squadra da circa un mese in caduta libera, e con una classifica in zona playout densa di squadre toste che non stanno certo a guardare (vedi i successi del Ferrandina sul Pompei, e quello del Francavilla ottenuto addirittura sul campo della capolista Paganese), e dove quella messa al momento peggio di tutte è quella Sarnese (0-3 a Martina Franca) avente un organico che non è affatto eresia definire quanto meno da playoff.
E poi c'è naturalmente la Real Normanna (0-0 con la Virtus Francavilla), squadra che la Fidelis affronterà domenica pomeriggio al Degli Ulivi, che di certo non è compagine che stuzzica l'appetito degli esteti del pallone, ma che oltre ad evocare lo spauracchio dell'assurda sconfitta nella gara di andata, ha una delle migliori difese del campionato, il che non è certo una bellissima notizia per una Fidelis Andria che da troppo tempo segna con il contagocce.
Questo è in sostanza il magma dal quale la squadra di Pasquale Catalano può e deve provare a tirarsi fuori, se non si vuol rendere del tutto fallimentare una stagione iniziata con ben altri propositi rispetto a una salvezza tutta da conquistare.
Nel frattempo, in quelli che ora sono i quartieri nobili della classifica del girone H di Serie D, la ventiduesima giornata di campionato ci consegna un Fasano che, battendo di misura l'Acerrana, ha agganciato in vetta alla classifica la Paganese, e un Barletta che dall'avvento in panchina della strana coppia Massimo Paci-Vincenzo Lanotte, sembra aver davvero cambiato marcia, come testimoniato dallo squillante 4-0 rifilato al Manfredonia che ha permesso alla formazione biancorossa di portarsi a -4 dalla vetta con dodici partite ancora da giocare.
Da segnalare, infine, i successi dell'Afragolese sull'Heraclea (1-0), e quello del Nola, che a cardito ha sconfitto per 3-1 il Nardò, interrompendo così la lunghissima serie positiva dei granata salentini che durava da tredici partite.