Referendum, anche ad Andria ha vinto il No: la Costituzione non si tocca
Spoglio durato un paio d'ora circa. I commenti dei partiti e movimenti che avevano sostenuto l'idea che la Legge Nordio fosse da bocciare
lunedì 23 marzo 2026
17.14
Anche ad Andria il No si afferma decisamente sul sì. La Costituzione non si tocca, la riforma della Giustizia non andrà avanti. Lo hanno deciso gli elettori che in massa si sono recati alle urne in questo referendum confermativo, non c'era quorum. Forse anche per questo la partecipazione è stata massiccia.
Tra i primi a commentare il risultato il segretario del Pd Puglia, Domenico De Santis: «La propaganda del centrodestra non è riuscita ad abbindolare le cittadine e i cittadini che, quando in ballo ci sono i valori fondanti della democrazia, in tutta Italia e in Puglia, hanno dimostrato che non restano indifferenti e, soprattutto, si fanno interpreti di una volontà popolare sapiente, che va oltre gli interessi di parte.
Dalle urne di questo referendum è venuta fuori la fotografia di un Paese unito, da nord a sud, contro una riforma che non avrebbe migliorato la giustizia ma colpito la magistratura e la democrazia.
E dalla Puglia, quinta regione in Italia in cui ha trionfato il NO, con una percentuale che a Bari ha raggiunto il 64%, viene fuori un concetto e un messaggio semplice: la Costituzione non si tocca minandone le fondamenta. E questo è profondamente politico.
Il "Sistema Giustizia" va migliorato, i tempi dei processi accorciati, gli organici rinforzati, i cittadini rassicurati. Ma su temi come questi ci deve essere una condivisione e un dibattito basati sul rispetto della Carta fondamentale dell'Italia repubblicana e non su recriminazioni di parte e risentimenti politici di chi considera la magistratura un contro-potere».
"Il voto ha dimostrato che la Costituzione non va cambiata, non va stravolta, ma va applicata. È un messaggio di unità, un bellissimo risultato, una bellissima giornata. È cominciata una nuova primavera nel nostro Paese". Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, dal Comitato società civile per il no al referendum riunito al Centro congressi Frentani a Roma, sottolineando "la grandissima partecipazione al voto" e "la difesa dell'autonomia e dell'indipendenza della magistratura".
Per il notaio Sabino Zinni "Dopo una campagna elettorale molto dura e non priva di notevoli cadute di stile specialmente da parte dei governanti, a partire dalla premier Giorgia Meloni fino ad arrivare ai vergognosi ministro Nordio e vice ministro della giustizia Delmastro Delle Vedove, le ragioni del No sono prevalse e la nostra Costituzione è al riparo da riforme piuttosto azzardate e sconsiderate. Anche ad Andria il No ha prevalso nettamente e , senza indebite sovrapposizioni e con la dovuta cautela, ciò costituisce un buon viatico per il centrosinistra allargato nelle prossime elezioni comunali. Auguri agli italiani e agli andriesi che , al momento opportuno, hanno dimostrato di saper scegliere da che parte stare".
Tra i primi a commentare il risultato il segretario del Pd Puglia, Domenico De Santis: «La propaganda del centrodestra non è riuscita ad abbindolare le cittadine e i cittadini che, quando in ballo ci sono i valori fondanti della democrazia, in tutta Italia e in Puglia, hanno dimostrato che non restano indifferenti e, soprattutto, si fanno interpreti di una volontà popolare sapiente, che va oltre gli interessi di parte.
Dalle urne di questo referendum è venuta fuori la fotografia di un Paese unito, da nord a sud, contro una riforma che non avrebbe migliorato la giustizia ma colpito la magistratura e la democrazia.
E dalla Puglia, quinta regione in Italia in cui ha trionfato il NO, con una percentuale che a Bari ha raggiunto il 64%, viene fuori un concetto e un messaggio semplice: la Costituzione non si tocca minandone le fondamenta. E questo è profondamente politico.
Il "Sistema Giustizia" va migliorato, i tempi dei processi accorciati, gli organici rinforzati, i cittadini rassicurati. Ma su temi come questi ci deve essere una condivisione e un dibattito basati sul rispetto della Carta fondamentale dell'Italia repubblicana e non su recriminazioni di parte e risentimenti politici di chi considera la magistratura un contro-potere».
"Il voto ha dimostrato che la Costituzione non va cambiata, non va stravolta, ma va applicata. È un messaggio di unità, un bellissimo risultato, una bellissima giornata. È cominciata una nuova primavera nel nostro Paese". Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, dal Comitato società civile per il no al referendum riunito al Centro congressi Frentani a Roma, sottolineando "la grandissima partecipazione al voto" e "la difesa dell'autonomia e dell'indipendenza della magistratura".
Per il notaio Sabino Zinni "Dopo una campagna elettorale molto dura e non priva di notevoli cadute di stile specialmente da parte dei governanti, a partire dalla premier Giorgia Meloni fino ad arrivare ai vergognosi ministro Nordio e vice ministro della giustizia Delmastro Delle Vedove, le ragioni del No sono prevalse e la nostra Costituzione è al riparo da riforme piuttosto azzardate e sconsiderate. Anche ad Andria il No ha prevalso nettamente e , senza indebite sovrapposizioni e con la dovuta cautela, ciò costituisce un buon viatico per il centrosinistra allargato nelle prossime elezioni comunali. Auguri agli italiani e agli andriesi che , al momento opportuno, hanno dimostrato di saper scegliere da che parte stare".