Presentazione del volume “Il Legame con la Terra. Gli Spagnoletti Zeuli e la città di Andria”
Storia, società e trasformazioni di una città tra età moderna e contemporanea
lunedì 26 gennaio 2026
06.00
Venerdì 30 gennaio 2026, alle ore 18.00, nella Sala Consiliare del Comune di Andria, sarà presentato il volume "Il legame con la terra. Gli Spagnoletti Zeuli e la città di Andria", di Riccardo Giovanni Porro, con il patrocinio del Comune di Andria. Con l'autore ci saranno la Sindaca Giovanna Bruno ed il Cavaliere del Lavoro Onofrio Spagnoletti Zeuli. Moderatore dell'incontro il giornalista Enzo Magistà.
Il libro racconta la storia di Andria seguendo un filo preciso: il rapporto tra la terra, la società e le trasformazioni della città nel corso del tempo. Attraverso una vasta documentazione d'archivio, l'opera ricostruisce oltre tre secoli di vicende cittadine, dalle origini nel Seicento fino ai profondi cambiamenti dell'età contemporanea. La storia della famiglia Spagnoletti Zeuli non viene presentata come un caso isolato, ma come una chiave di lettura per comprendere dinamiche più ampie. Attorno a questa vicenda si muove una rete complessa di famiglie, istituzioni e gruppi sociali che restituisce l'immagine di una città in continua trasformazione.
Accanto ai gruppi dirigenti emergono anche figure legate al mondo rurale e produttivo, come i massari, protagonisti nel Settecento del passaggio da forme tradizionali di gestione della terra a modelli più strutturati di impresa agricola. Il periodo centrale del volume è l'Ottocento, dalla Rivoluzione francese alla Prima guerra mondiale. In questa fase storica la terra assume un ruolo decisivo: inizialmente rappresenta uno strumento di liberazione dal sistema feudale, favorendo nuovi equilibri sociali; nel tempo, tuttavia, contribuisce anche alla formazione di nuove disuguaglianze e concentrazioni di potere. È in questa duplice dimensione che si colloca il senso del titolo: il "legame con la terra" come risorsa e come vincolo, elemento identitario e fondativo della comunità ma anche spazio di tensione, capace di generare inclusione e nuove distanze sociali. Al centro del volume non ci sono le singole biografie, ma i contesti storici e sociali. La terra viene analizzata come risorsa economica, base del potere locale e terreno di conflitto. In questa prospettiva, la borghesia agraria è osservata senza idealizzazioni, come protagonista di processi di modernizzazione ma anche come fattore di nuove fratture all'interno della società cittadina. La ricostruzione locale è costantemente messa in relazione con i grandi passaggi della storia nazionale. Le riforme napoleoniche, la fine del feudalesimo, l'Unità d'Italia e la costruzione dello Stato moderno incidono profondamente sugli equilibri della città, producendo opportunità di sviluppo ma anche conflitti destinati a durare nel tempo. Ampio spazio è dedicato anche ai rapporti tra istituzioni civili ed ecclesiastiche, che contribuiscono a definire assetti sociali e forme di assistenza. Il lavoro si fonda su una vasta documentazione proveniente da archivi pubblici e privati, utilizzata in modo critico.
L'autore ne segnala i limiti, sottolineando come le fonti offrano una ricostruzione ricca ma inevitabilmente parziale, spesso legata ai contesti e agli interessi di chi le ha prodotte. Il volume è arricchito da un ampio apparato fotografico e documentario, con mappe, atti, registri e immagini d'epoca, presentati non come elementi celebrativi ma come strumenti per comprendere pratiche sociali, mentalità e rapporti di potere della città nel tempo. La pubblicazione nasce con finalità esclusivamente culturali ed è diffusa fuori dai canali commerciali. Il volume è destinato in particolare ad archivi e biblioteche, come patrimonio condiviso per la conoscenza della storia locale. La presentazione pubblica vuole offrire alla cittadinanza un'occasione di riflessione sul valore della storia di Andria come strumento per comprendere meglio le trasformazioni della città e del suo territorio.
Il libro racconta la storia di Andria seguendo un filo preciso: il rapporto tra la terra, la società e le trasformazioni della città nel corso del tempo. Attraverso una vasta documentazione d'archivio, l'opera ricostruisce oltre tre secoli di vicende cittadine, dalle origini nel Seicento fino ai profondi cambiamenti dell'età contemporanea. La storia della famiglia Spagnoletti Zeuli non viene presentata come un caso isolato, ma come una chiave di lettura per comprendere dinamiche più ampie. Attorno a questa vicenda si muove una rete complessa di famiglie, istituzioni e gruppi sociali che restituisce l'immagine di una città in continua trasformazione.
Accanto ai gruppi dirigenti emergono anche figure legate al mondo rurale e produttivo, come i massari, protagonisti nel Settecento del passaggio da forme tradizionali di gestione della terra a modelli più strutturati di impresa agricola. Il periodo centrale del volume è l'Ottocento, dalla Rivoluzione francese alla Prima guerra mondiale. In questa fase storica la terra assume un ruolo decisivo: inizialmente rappresenta uno strumento di liberazione dal sistema feudale, favorendo nuovi equilibri sociali; nel tempo, tuttavia, contribuisce anche alla formazione di nuove disuguaglianze e concentrazioni di potere. È in questa duplice dimensione che si colloca il senso del titolo: il "legame con la terra" come risorsa e come vincolo, elemento identitario e fondativo della comunità ma anche spazio di tensione, capace di generare inclusione e nuove distanze sociali. Al centro del volume non ci sono le singole biografie, ma i contesti storici e sociali. La terra viene analizzata come risorsa economica, base del potere locale e terreno di conflitto. In questa prospettiva, la borghesia agraria è osservata senza idealizzazioni, come protagonista di processi di modernizzazione ma anche come fattore di nuove fratture all'interno della società cittadina. La ricostruzione locale è costantemente messa in relazione con i grandi passaggi della storia nazionale. Le riforme napoleoniche, la fine del feudalesimo, l'Unità d'Italia e la costruzione dello Stato moderno incidono profondamente sugli equilibri della città, producendo opportunità di sviluppo ma anche conflitti destinati a durare nel tempo. Ampio spazio è dedicato anche ai rapporti tra istituzioni civili ed ecclesiastiche, che contribuiscono a definire assetti sociali e forme di assistenza. Il lavoro si fonda su una vasta documentazione proveniente da archivi pubblici e privati, utilizzata in modo critico.
L'autore ne segnala i limiti, sottolineando come le fonti offrano una ricostruzione ricca ma inevitabilmente parziale, spesso legata ai contesti e agli interessi di chi le ha prodotte. Il volume è arricchito da un ampio apparato fotografico e documentario, con mappe, atti, registri e immagini d'epoca, presentati non come elementi celebrativi ma come strumenti per comprendere pratiche sociali, mentalità e rapporti di potere della città nel tempo. La pubblicazione nasce con finalità esclusivamente culturali ed è diffusa fuori dai canali commerciali. Il volume è destinato in particolare ad archivi e biblioteche, come patrimonio condiviso per la conoscenza della storia locale. La presentazione pubblica vuole offrire alla cittadinanza un'occasione di riflessione sul valore della storia di Andria come strumento per comprendere meglio le trasformazioni della città e del suo territorio.