Polemica sulla nuova segreteria provinciale del Pd, Vurchio: «No alla prevalenza delle appartenenze personali»
Critico il consigliere provinciale del Partito democratico
lunedì 13 luglio 2026
6.59
Riceviamo e pubblichiamo la nota del consigliere regionale del Pd, Gianni Vurchio, a commento sulla nuova segreteria provinciale Bat del Partito Democratico.
«Rispetto le scelte effettuate per la composizione della segreteria provinciale del Partito Democratico BAT e auguro buon lavoro a tutti coloro che sono stati chiamati a farne parte. Proprio perché credo nel valore dei partiti e delle istituzioni, ritengo però necessario porre una riflessione politica sul metodo seguito. La costruzione di una segreteria provinciale avrebbe dovuto rappresentare un momento di confronto ampio e di coinvolgimento di tutte le figure istituzionali che il territorio ha espresso attraverso il voto dei cittadini.
Quando questo confronto viene meno, il rischio è quello di alimentare la percezione che nelle scelte politiche possano prevalere le appartenenze personali, le vicinanze o gli equilibri interni rispetto alla rappresentanza, al lavoro svolto e al consenso democraticamente ricevuto. Oggi assisto con preoccupazione alla definizione di una agenda politica che sembra essere condivisa solo da una parte politica. Mi auguro sinceramente che questa percezione possa essere superata dai fatti e che si apra rapidamente una stagione nuova, fondata sull'ascolto e sulla condivisione.
La politica non può permettersi di ignorare chi ogni giorno rappresenta le comunità, affronta i problemi dei territori e ha ricevuto una responsabilità direttamente dagli elettori. Il consenso popolare non può essere considerato un elemento secondario rispetto alle dinamiche interne di un partito.
Le segreterie e gli organismi dirigenti devono essere luoghi di sintesi, confronto e partecipazione, non semplicemente la proiezione di una sola sensibilità o delle scelte di chi, in un determinato momento, ricopre un ruolo di guida. Il tema non riguarda le persone individuate, alle quali auguro buon lavoro, ma il principio politico che deve orientare ogni scelta: valorizzare competenze, rappresentanza e consenso, costruendo una comunità nella quale tutti possano sentirsi parte di un progetto comune.
Se vogliamo restituire credibilità alla politica dobbiamo avere il coraggio di cambiare metodo: più ascolto, più confronto, più partecipazione. Un partito forte non è quello che riduce gli spazi di discussione, ma quello che sa includere e valorizzare tutte le energie che lo compongono. Perché le persone passano, mentre gli atteggiamenti restano. Ed è proprio dai metodi e dai comportamenti che una comunità politica viene giudicata. Il Partito Democratico appartiene ai cittadini e ai territori che lo sostengono, non a chi lo guida in un determinato momento storico».
«Rispetto le scelte effettuate per la composizione della segreteria provinciale del Partito Democratico BAT e auguro buon lavoro a tutti coloro che sono stati chiamati a farne parte. Proprio perché credo nel valore dei partiti e delle istituzioni, ritengo però necessario porre una riflessione politica sul metodo seguito. La costruzione di una segreteria provinciale avrebbe dovuto rappresentare un momento di confronto ampio e di coinvolgimento di tutte le figure istituzionali che il territorio ha espresso attraverso il voto dei cittadini.
Quando questo confronto viene meno, il rischio è quello di alimentare la percezione che nelle scelte politiche possano prevalere le appartenenze personali, le vicinanze o gli equilibri interni rispetto alla rappresentanza, al lavoro svolto e al consenso democraticamente ricevuto. Oggi assisto con preoccupazione alla definizione di una agenda politica che sembra essere condivisa solo da una parte politica. Mi auguro sinceramente che questa percezione possa essere superata dai fatti e che si apra rapidamente una stagione nuova, fondata sull'ascolto e sulla condivisione.
La politica non può permettersi di ignorare chi ogni giorno rappresenta le comunità, affronta i problemi dei territori e ha ricevuto una responsabilità direttamente dagli elettori. Il consenso popolare non può essere considerato un elemento secondario rispetto alle dinamiche interne di un partito.
Le segreterie e gli organismi dirigenti devono essere luoghi di sintesi, confronto e partecipazione, non semplicemente la proiezione di una sola sensibilità o delle scelte di chi, in un determinato momento, ricopre un ruolo di guida. Il tema non riguarda le persone individuate, alle quali auguro buon lavoro, ma il principio politico che deve orientare ogni scelta: valorizzare competenze, rappresentanza e consenso, costruendo una comunità nella quale tutti possano sentirsi parte di un progetto comune.
Se vogliamo restituire credibilità alla politica dobbiamo avere il coraggio di cambiare metodo: più ascolto, più confronto, più partecipazione. Un partito forte non è quello che riduce gli spazi di discussione, ma quello che sa includere e valorizzare tutte le energie che lo compongono. Perché le persone passano, mentre gli atteggiamenti restano. Ed è proprio dai metodi e dai comportamenti che una comunità politica viene giudicata. Il Partito Democratico appartiene ai cittadini e ai territori che lo sostengono, non a chi lo guida in un determinato momento storico».