Liceo Scientifico Nuzzi: "Schiaffo dell’Amministrazione Bruno e della Provincia alla comunità scolastica"

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato congiunto a firma delle segreterie politiche del centro-destra e dei gruppi consiliari di Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Andria Fatti Grande

mercoledì 23 settembre 2026 11.38
La vicenda del Liceo Carlo Troya continua a far discutere. Ed i rappresentanti di centro-destra denunciano di essere​«sconcertati di fronte agli accadimenti del Liceo Scientifico Nuzzi. Già al centro di un ampliamento atteso e invocato da decenni, deliberato in passato da amministrazioni di centro-destra, l'Amministrazione Bruno – che con i suoi esponenti aveva negli anni proprio cavalcato politicamente il malcontento per i ritardi procedurali dell'ampliamento – ha deciso di infischiarsene del futuro dell'Istituto ponendo le basi, anzi, per un suo inaccettabile ridimensionamento».
​Le criticità, secondo quanto evidenziato nel documento, riguardano la realizzazione delle opere connesse alla riqualificazione dell'area della stazione Andria Sud del cosiddetto "PINQUA Terra", che sta creando una situazione insostenibile per la comunità scolastica:
​«La sicurezza degli studenti e del personale scolastico, ma anche la disponibilità degli spazi necessari allo sviluppo futuro dell'Istituto, sono messe a repentaglio. Ricordiamo che questo spazio avrebbe dovuto rappresentare l'area esterna dell'istituto con campi sportivi assieme alla piscina interrata, parzialmente realizzata, per cui la Provincia BAT sta ancora definendo un contenzioso con una ditta. Lavori che, con questo intervento comunale, rischiano invece di rimanere incompiuti considerando una seria difficoltà che potrebbero nascere anche nel collaudo successivo dell'opera».

​Dal punto di vista della viabilità e della vivibilità dell'area, i gruppi consiliari e le segreterie sottolineano:
​«A questo si aggiunga un ulteriore elemento di questo progetto che riguarda una rotatoria che sorgerà all'uscita del sottopasso in via di costruzione e che, in sostanza, porterà la strada a pochissimi metri dall'accesso posteriore dell'istituto scolastico. Smog, qualità dell'aria pessima, aree esterne a contatto diretto con il parcheggio di scambio e poi quella rotatoria che potrebbe far emergere elementi di criticità sulla sicurezza diretta per gli studenti. Il cantiere, appunto, interessa direttamente le aree retrostanti il liceo, in prossimità delle aule, della piscina e dell'uscita secondaria di sicurezza. Secondo le segnalazioni della comunità scolastica, la futura viabilità potrebbe portare il transito e la manovra degli autobus a ridosso dell'istituto, con particolare attenzione da riservare proprio all'uscita posteriore della scuola».

​Inoltre, il testo rimarca l'impatto sul futuro del polo scolastico e sui disagi quotidiani:
​«La riduzione delle superfici disponibili rischia, così, di incidere sul futuro del Liceo Nuzzi, sottraendo spazi destinati alle attività sportive, alla pista di atletica, al parcheggio dei motocicli e agli ulteriori sviluppi dell'istituto. A questo poi si aggiungono le preoccupazioni attuali legate alla presenza del cantiere durante le attività didattiche con polveri, rumori e vibrazioni segnalati da chi quotidianamente frequenta l'Istituto».
​Il comunicato si chiude con una serie di interrogativi rivolti direttamente agli enti locali:
​«Ci chiediamo: le opere in corso compromettono definitivamente la possibilità di realizzare e completare gli interventi di ampliamento? Il progetto "PINQUA Terra" può, nei fatti, andare a modificare il precedente progetto, già deliberato, di ampliamento del Liceo? Comune e Provincia hanno avuto degli incontri preliminari sulla questione? Se sì, con quale condivisione della comunità scolastica del Nuzzi? Il Nuzzi, infatti, non può essere considerato semplicemente un elemento collaterale di un progetto di viabilità. È una comunità scolastica, un presidio educativo e un patrimonio della città. Le decisioni che riguardano le sue aree e i suoi spazi devono quindi essere assunte con la scuola, non senza la scuola e, se necessario, le porteremo sui tavoli istituzionali e all'attentione degli organi competenti. La priorità deve essere quella di conciliare le esigenze della mobilità con il diritto degli studenti a frequentare una scuola sicura, dotata di spazi adeguati e capace di programmare il proprio futuro. Non di vederlo cancellato da decisioni unilaterali o improprie».