La Regione conferma: per il mega parco eolico serve il V.I.A.

Avvalorata per intero la relazione del Comitato Tecnico Provinciale della BAT. La Città di Andria non si esprime su di un progetto da ben 36 aerogeneratori ed 82Mw di potenza

mercoledì 3 aprile 2013 8.40
A cura di Stefano Massaro
Un mega parco eolico formato da 36 aerogeneratori in grado di produrre 82 mega watt di potenza, in pratica l'energia necessaria ad alimentare tutta la Città di Andria. Le grandi installazioni, tuttavia, sarebbero posizionate in una grande zona periferica e di campagna del territorio andriese a sud-ovest. Il progetto è stato presentato due anni e mezzo fa (per la precisione il 29 dicembre 2010), dalla Enel Green Power con un'istanza alla Provincia di Barletta-Andria-Trani che dovrà seguire tutta l'istanza a seguito della sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittima la legge regionale n. 40 del 2007. Le grandi pale eoliche, tuttavia, potrebbero modifica in modo estremamente impattante l'ambiente campagnolo di quel territorio (Articolo su AndriaViva del 9 marzo scorso) e lo scorso 28 febbraio, il Comitato Tecnico Provinciale per le Materie Ambientali, ha determinato che l'azienda proponente deve necessariamente presentare la Valutazione d'Impatto Ambientale: «L'istruttoria tecnica effettuata sul progetto, per tutte le motivazioni sopra meglio argomentate, induce a ritenere che lo stesso possa indurre impatti significativi sull'ambiente». Questa la conclusione laconica della provincia che ha rinviato tutto in Regione, la quale, a sua volta, nel B.U.R.P. (Bollettino Ufficiale Regionale) n. 47 del 28 marzo ha condiviso perfettamente la linea tracciata dal Comitato provinciale.

In particolare la richiesta del V.I.A. prevede una più approfondita stima degli impatti sul territorio e sull'ambiente circostante, nonchè la necessità di cercare massima partecipazione nei confronti di processi così delicati di profonda modifica sui luoghi. La stessa Regione Puglia, in una nota del 12 aprile 2012 aveva già invitato la stessa azienda proponente ad integrare con altra documentazione l'istanza per via delle modifiche apportate sulla legge, ma l'Enel ad ora non ha fornito ulteriori approfondimenti. Importante, tuttavia, che agli atti del Comitato Tecnico Provinciale, prima, e della Regione poi, manchi una relazione, per quanto di sua competenza del Comune di Andria. Il grande progetto, infatti, ricade quasi interamente nel territorio cittadino, con pochissimi impianti estesi anche al Comune di Canosa e Barletta. Lo stesso comune canosino, già il 16 novembre del 2011 ha protocollato il parere positivo di propria competenza sulle pale ricadenti nel proprio territorio. Ma da Andria nessun parere.

Come già anticipato nell'articolo del 9 marzo scorso su AndriaViva, vi sarebbero diversi ordini di problema sui quali il Comitato Tecnico Provinciale si è soffermato: primo fra tutti gli aereo generatori ricadrebbero in luoghi con «coni visuali di primaria importanza per la conservazione e la formazione dell'immagine della Puglia» sia del sito di Canne della Battaglia che di Castel del Monte; in secondo luogo i potenziali impatti diretti ed indiretti di alcuni aereo generatori rispetto alla presenza di beni culturali e tratturi. Le tantissime contrade interessate, infatti, potrebbero veder l'incidenza di scavi, rumore, fauna e flora, modificati per l'occorrenza di installare le potenti pale eoliche. Infine, circa un terzo degli aereo generatori ricade in zone destinate a vincolo paesaggistico ed a produzione agricola come da Piano Regolatore Generale del Comune di Andria.