Graziella Mansi, 26 anni dalla tragica morte: il ricordo di Andria
Il 19 agosto 2000 la piccola Graziella Mansi venne brutalmente uccisa a soli otto anni
Aveva appena otto anni quando, il 19 agosto 2000, scomparve nei pressi di Castel del Monte, dove si trovava con il nonno. La bambina si era allontanata per riempire una bottiglietta d'acqua, ma non fece più ritorno. Il nonno, non vedendola rientrare, diede immediatamente l'allarme. Le ricerche proseguirono durante la notte, fino al drammatico ritrovamento dei resti della piccola, carbonizzati.
Dalle indagini emerse il coinvolgimento di Pasquale Tortora, all'epoca diciottenne e parcheggiatore abusivo nella zona di Castel del Monte. Il giovane confessò di aver attirato Graziella con la scusa di mostrarle dei cuccioli per poi portarla nel bosco, aggredirla e darle fuoco. Tortora indicò inoltre quattro presunti complici: Michele Zagaria, Giuseppe Di Bari, Domenico Margiotta e Vincenzo Coratella, tutti giovanissimi, tra i 18 e i 20 anni. I quattro però hanno sempre respinto le accuse, sostenendo di trovarsi in un bar al momento dell'omicidio.
Il processo si concluse con la condanna di Tortora a 30 anni di reclusione, dopo essere stato giudicato con rito abbreviato. Dopo aver scontato circa 24 anni di carcere, è stato scarcerato nel 2024. Gli altri quattro imputati furono condannati all'ergastolo. Zagaria, Di Bari e Margiotta si trovano ancora in carcere, mentre Coratella si tolse la vita nel 2008, durante la detenzione.
A 26 anni da quella tragedia, il nome di Graziella continua a essere legato a una delle pagine più dolorose della cronaca di Andria.
Il messaggio completo del sindaco:
Un branco...fu definito così quel gruppo di giovani e giovanissimi che abusò della tua innocenza e della tua freschezza infantile.
Ragazzi. Erano ragazzi quelli che ti chiusero bocca e occhi per sempre. Tra sterpaglie, fuoco e fiamme.
Fa specie...ieri come oggi...ragazzi al centro della scena. Colpevoli. Macchiati per l'eternità da quell'orrore perpetrato in tuo danno.
Chissà: di tutto quello che si è scritto in questi anni della tua vicenda, è capitato anche di leggere che i tuoi aguzzini hanno agito per "noia".
Della serie: 'che facciamo stasera? Ci stiamo annoiando, quasi quasi andiamo a prenderci Graziella, ci giochiamo un po' e chissà cosa ne facciamo della sua giovane età'.
Assurdo. Follia.
Eppure è accaduto.
Peccato che da quel 19 agosto 2000 tanti altri sono stati i fatti di cronaca nera, su e giù per l'Italia e in giro per il mondo, in cui lo sfondo è stata proprio lei, la noia.
Il non saper che fare. Come impiegare il proprio meraviglioso tempo che invece è dato viveve.
Quando poi la noia si accompagna alla superficialità e, peggio ancora, ad odio e violenza, ne viene fuori una realtà devastante.
Sono passati 26 anni dal tuo omicidio, in quella calda sera d'agosto, ai piedi di Castel del Monte.
E siamo a pochi giorni dall'ennesimo, allucinante obbrobrio umano: ragazzi contro ragazzi. Un morto di appena 18 anni.
Perché ti scrivo questo?
Per condividere il malessere che mi accompagna in queste ore, ancor più dopo aver guardato negli occhi tanta gioventù che a qualcuno conviene catalogare come "persa" e che invece io continuo a ritenere che valga la pena essere abbracciata, possibilmente salvata.
Non c'è mai nulla di perso, fino a quando ciascuno di noi proverà ad investire un briciolo di speranza, di azioni positive, di pazienza, di amorevolezza.
Utopia?
Sempre meglio della rassegnazione.
Ci si può mai rassegnare al male? Guai!
Intanto, è bello vedere che davanti alla tua sepoltura che abbiamo voluto all'ingresso del nostro Cimitero, non di rado siano proprio bambini, ragazzi e giovani a portarti un fiore e a dirti che questa Città non ti dimentica.
Ciao, Graziella