Due anni di silenzio sul recupero della Lama di S. Margherita di Andria: «La città attende risposte»

Un luogo che potrebbe diventare un polmone verde resta sospeso tra progetto e realtà

martedì 3 febbraio 2026 10.32
La Lama di S. Margherita in Lamis rappresenta uno degli angoli più suggestivi e identitari del territorio andriese. Un solco naturale che attraversa la città, alle spalle del Santuario della Madonna dei Miracoli, custode di storia, biodiversità e memoria collettiva. Un patrimonio ambientale e architettonico che da anni attende interventi concreti di tutela e valorizzazione.

Nel 2023 la Provincia Barletta-Andria-Trani aveva acceso una speranza, bandendo un concorso di progettazione per il recupero e la riqualificazione dell'area. L'obiettivo dichiarato era quello di restituire dignità e fruibilità alla lama, con un progetto capace di coniugare salvaguardia ambientale, consolidamento dei versanti, valorizzazione del verde e rilancio degli spazi pubblici circostanti. Il concorso si è concluso nel 2024 con l'individuazione di un vincitore e con la presentazione di una proposta progettuale che aveva convinto la commissione giudicatrice.

Per l'intera procedura concorsuale la Provincia ha impegnato complessivamente 24.200 euro di denaro pubblico, cui si aggiungono 6.047 euro per la redazione del PFTE (Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica) previsto da bando e propedeutico alle eventuali fasi successive di progettazione e realizzazione. Un totale di 30.247 euro dunque, cifra che, seppur contenuta rispetto a grandi opere infrastrutturali, rappresenta comunque un investimento della collettività e un impegno istituzionale preciso verso la città.

Oggi, però, a distanza di circa due anni dalla proclamazione del vincitore, sul progetto sembra essere calato il silenzio. Non risultano comunicazioni ufficiali sull'avanzamento dell'iter, sull'approvazione definitiva del progetto, sull'eventuale reperimento dei fondi necessari o su un cronoprogramma dei lavori. Nessuna notizia concreta sui tempi di avvio del cantiere o sugli interventi effettivamente previsti.

Nel frattempo la lama continua a mostrare le criticità di sempre: vegetazione incontrollata, aree poco curate, rischio di degrado progressivo di un ecosistema fragile e di un contesto paesaggistico di grande valore. Un luogo che potrebbe diventare un polmone verde attrezzato, uno spazio di educazione ambientale e di aggregazione, ma che resta sospeso tra progetto e realtà.

La questione non è soltanto tecnica, ma anche di trasparenza amministrativa. Dopo aver investito risorse pubbliche per la procedura concorsuale, la cittadinanza ha diritto di conoscere lo stato dell'opera, le eventuali difficoltà incontrate e le prospettive future. Il recupero della Lama di S. Margherita non può restare una promessa su carta.

La città attende risposte. E soprattutto attende che un patrimonio naturale e culturale così significativo venga finalmente messo al centro di un percorso concreto di riqualificazione, capace di trasformare le intenzioni in fatti.