Assegno unico, Vurchio (Pd): “Più soldi alle famiglie, più ossigeno all’economia dei nostri territori”
La nota del consigliere regionale Giovanni Vurchio
venerdì 28 agosto 2026
3.26
I dati dell'INPS sull'Assegno Unico e Universale confermano l'importanza di una misura che oggi ha un valore non soltanto sociale, ma anche economico.
Nel primo semestre 2026 sono stati erogati in Italia 9,9 miliardi di euro alle famiglie. In Puglia sono stati raggiunti 658.712 figli, con un importo medio di 186 euro per figlio, in aumento rispetto ai 181 euro dello stesso periodo del 2025 e superiore alla media nazionale di 175 euro.
"In una fase in cui il potere d'acquisto delle famiglie si è fortemente ridotto – dichiara il consigliere regionale Giovanni Vurchio – queste risorse rappresentano un aiuto concreto. Oggi anche qualche decina di euro in più può fare la differenza nel bilancio di una famiglia, soprattutto quando ci sono figli".
Ma l'effetto non riguarda soltanto le famiglie.
"Quei soldi vengono spesi per acquistare beni e servizi: alimentazione, abbigliamento, scuola, sport, attività educative. Significa che una parte delle risorse torna a circolare nei nostri territori, sostenendo negozi, professionisti, imprese e servizi. Per questo l'Assegno Unico è anche una misura che contribuisce a sostenere l'economia reale".
Un effetto che interessa direttamente anche la BAT e Andria, dove il commercio e le piccole attività rappresentano una parte importante dell'economia locale.
C'è però un dato che richiede attenzione: nel primo semestre 2026 le nuove domande presentate in Puglia sono diminuite del 7,5% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre i figli interessati dalle nuove domande sono diminuiti del 9,3%.
"Dobbiamo capire perché diminuiscono le nuove domande. È possibile che alcune famiglie non conoscano pienamente i propri diritti o incontrino difficoltà nell'accesso alla misura. Se ci sono risorse disponibili, dobbiamo fare in modo che arrivino a tutte le famiglie che ne hanno diritto".
Il consigliere regionale richiama infine la necessità di una politica che tenga insieme dimensione sociale ed economica.
"Difendere le famiglie significa difendere il loro potere d'acquisto. E difendere il potere d'acquisto significa anche sostenere i consumi, il commercio e l'economia delle nostre città.
Per questo dobbiamo considerare le politiche familiari non come una semplice voce di spesa, ma come un investimento sulla tenuta sociale ed economica delle nostre comunità".
Nel primo semestre 2026 sono stati erogati in Italia 9,9 miliardi di euro alle famiglie. In Puglia sono stati raggiunti 658.712 figli, con un importo medio di 186 euro per figlio, in aumento rispetto ai 181 euro dello stesso periodo del 2025 e superiore alla media nazionale di 175 euro.
"In una fase in cui il potere d'acquisto delle famiglie si è fortemente ridotto – dichiara il consigliere regionale Giovanni Vurchio – queste risorse rappresentano un aiuto concreto. Oggi anche qualche decina di euro in più può fare la differenza nel bilancio di una famiglia, soprattutto quando ci sono figli".
Ma l'effetto non riguarda soltanto le famiglie.
"Quei soldi vengono spesi per acquistare beni e servizi: alimentazione, abbigliamento, scuola, sport, attività educative. Significa che una parte delle risorse torna a circolare nei nostri territori, sostenendo negozi, professionisti, imprese e servizi. Per questo l'Assegno Unico è anche una misura che contribuisce a sostenere l'economia reale".
Un effetto che interessa direttamente anche la BAT e Andria, dove il commercio e le piccole attività rappresentano una parte importante dell'economia locale.
C'è però un dato che richiede attenzione: nel primo semestre 2026 le nuove domande presentate in Puglia sono diminuite del 7,5% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre i figli interessati dalle nuove domande sono diminuiti del 9,3%.
"Dobbiamo capire perché diminuiscono le nuove domande. È possibile che alcune famiglie non conoscano pienamente i propri diritti o incontrino difficoltà nell'accesso alla misura. Se ci sono risorse disponibili, dobbiamo fare in modo che arrivino a tutte le famiglie che ne hanno diritto".
Il consigliere regionale richiama infine la necessità di una politica che tenga insieme dimensione sociale ed economica.
"Difendere le famiglie significa difendere il loro potere d'acquisto. E difendere il potere d'acquisto significa anche sostenere i consumi, il commercio e l'economia delle nostre città.
Per questo dobbiamo considerare le politiche familiari non come una semplice voce di spesa, ma come un investimento sulla tenuta sociale ed economica delle nostre comunità".