Andria, le autorizzazioni ZES non bastano a fermare l’emorragia di persone e saperi

Su 50 autorizzazioni rilasciate, 34 progetti analizzati mostrano investimenti soprattutto locali

mercoledì 9 settembre 2026 10.50
50 autorizzazioni rilasciate dalla ZES ad Andria suscitano un mare di parole pro o contro, ma ancora nessuna vera analisi di ciò che accade davvero nella nostra economia, e di quello bisogna fare per dargli una svolta di qualità e sviluppo. Vediamo le cose e i fatti. Una indagine sui progetti reali, 34 su 50, porta a questi risultati:



La metà circa dei progetti sono ampiamenti o ristrutturazioni di attività esistenti (frantoi, aziende agricole, o piccole attività commerciali).

I nuovi insediamenti sono tutti di piccole dimensioni, e concentrati nel Piano per gli Insediamenti produttivi, le cui aree cominciano ad essere disponi bili dopo anni e anni. Unico investimento "esterno" è il Mac Donald. Non ci sono motivi ne' di trionfo ne' di catastrofismo. Si possono trarre alcune conclusioni:
  1. L'impatto occupazionale atteso appare complessivamente limitato e l'impatto territoriale contenuto, anche in ragione della concentrazione degli interventi nelle aree produttive già destinate all'insediamento.
  2. Non emerge un significativo fenomeno di attrazione di investimenti esterni: la dinamica osservata è essenzialmente endogena. Il sistema locale ha una sua vitalità che bisogna sostenere e potenziare.
  3. La capacità di investimento delle imprese già presenti e la capacità di un territorio di attrarre nuovi investimenti sono due cose diverse. La prima esiste e va sostenuta; la seconda va ancora costruita.
Servono: Sono processi che richiedono partecipazione attiva di imprese, enti locali, istituzioni regionali e provinciali, associazioni e reti. Sono necessari e urgenti. Se fronteggiamo celebrazioni da un lato e paure dall'altro, se facciamo prevalere propaganda e apparenza, il mondo va vanti per conto suo e ci lascia indietro.