Allarme alcol tra i giovani in Puglia: "Quasi il 10 per cento degli 11-15enni consuma alcol, nonostante il divieto di vendita"
“Una legge per fermare l’emergenza” propone il consigliere regionale Antonio Paolo Scalera (Lega)
martedì 14 aprile 2026
20.30
"In Puglia l'allarme alcol tra i giovani è un'emergenza reale. Non possiamo più permetterci di ignorare un fenomeno che sta assumendo contorni sempre più preoccupanti. Il consumo di alcol tra adolescenti e giovani nella nostra regione rappresenta oggi una vera emergenza sanitaria e sociale. Lo stesso Garante per i Minori per la Puglia, Ludovico Abbaticchio, commentando i dati sul consumo di bevande alcoliche tra gli adolescenti e i giovani in Italia, ha definito la situazione seria.
Ho depositato una proposta di legge regionale finalizzata al rafforzamento delle politiche di prevenzione e contrasto all'abuso di alcol tra i minori e i giovani.
I dati sono chiari e allarmanti. Quasi il 10 per cento degli 11-15enni consuma alcol, nonostante il divieto di vendita. Tra i giovani tra i 18 e i 24 anni, uno su dieci pratica "binge drinking", la cosiddetta "abbuffata alcolica", cioè il consumo rapido di elevate quantità di alcol in un'unica occasione.
Ancora più preoccupante è l'aumento del fenomeno tra le ragazze adolescenti. Non siamo di fronte a episodi isolati, ma a un cambiamento strutturale degli stili di vita.
La proposta di legge nasce dall'analisi di evidenze scientifiche e dati istituzionali, tra cui le rilevazioni HBSC (un sistema di sorveglianza internazionale dell'OMS che indaga ogni 4 anni stili di vita, salute e benessere di adolescenti 11, 13, 15 e 17 anni e serve per comprendere i determinanti di salute degli adolescenti per orientare le politiche di prevenzione e promozione della salute), ISTAT e dell'Istituto Superiore di Sanità, che indicano come l'alcol, in età evolutiva, possa compromettere lo sviluppo neurologico, con effetti potenzialmente irreversibili. L'alcol interferisce con lo sviluppo della corteccia prefrontale, è epatotossico ed è classificato come cancerogeno.
Di fronte a questo, la prevenzione non è un'opzione: è un dovere istituzionale e nei nostri territori abbiamo professionalità e strutture che non sono ancora pienamente utilizzate. Questa legge intende metterle in rete, renderle operative e incidere concretamente sulla vita dei nostri ragazzi. Particolare attenzione deve essere dedicata al ruolo della scuola, definita "comunità di salute", e alla famiglia, riconosciuta come primo presidio educativo e preventivo".
Ho depositato una proposta di legge regionale finalizzata al rafforzamento delle politiche di prevenzione e contrasto all'abuso di alcol tra i minori e i giovani.
I dati sono chiari e allarmanti. Quasi il 10 per cento degli 11-15enni consuma alcol, nonostante il divieto di vendita. Tra i giovani tra i 18 e i 24 anni, uno su dieci pratica "binge drinking", la cosiddetta "abbuffata alcolica", cioè il consumo rapido di elevate quantità di alcol in un'unica occasione.
Ancora più preoccupante è l'aumento del fenomeno tra le ragazze adolescenti. Non siamo di fronte a episodi isolati, ma a un cambiamento strutturale degli stili di vita.
La proposta di legge nasce dall'analisi di evidenze scientifiche e dati istituzionali, tra cui le rilevazioni HBSC (un sistema di sorveglianza internazionale dell'OMS che indaga ogni 4 anni stili di vita, salute e benessere di adolescenti 11, 13, 15 e 17 anni e serve per comprendere i determinanti di salute degli adolescenti per orientare le politiche di prevenzione e promozione della salute), ISTAT e dell'Istituto Superiore di Sanità, che indicano come l'alcol, in età evolutiva, possa compromettere lo sviluppo neurologico, con effetti potenzialmente irreversibili. L'alcol interferisce con lo sviluppo della corteccia prefrontale, è epatotossico ed è classificato come cancerogeno.
Di fronte a questo, la prevenzione non è un'opzione: è un dovere istituzionale e nei nostri territori abbiamo professionalità e strutture che non sono ancora pienamente utilizzate. Questa legge intende metterle in rete, renderle operative e incidere concretamente sulla vita dei nostri ragazzi. Particolare attenzione deve essere dedicata al ruolo della scuola, definita "comunità di salute", e alla famiglia, riconosciuta come primo presidio educativo e preventivo".