avv. Francesco Losito
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Territorio

“Tutti a Bari”, crisi dell’olio, nuova grande mobilitazione nazionale il 19 settembre. Andria in prima fila

Ieri riunione del Comitato Nazionale: “In Puglia, Paolicelli convochi il tavolo di crisi”

"Non possiamo fermarci: il settore olivicolo-oleario è in ginocchio, per salvarlo e salvaguardare imprese e posti di lavoro abbiamo detto ciò che occorre. Lo ribadiremo ancora, anche con un'altra grande mobilitazione nazionale già in programma per il prossimo 19 settembre in occasione dell'inaugurazione della Fiera del Levante di Bari. Le proposte operative fatte dagli olivicoltori, per garantire il futuro del settore, ad oggi sono ancora senza risposte. Ed è per questo che il 19 settembre, a Bari, ci sarà una grande mobilitazione nazionale".
Il Comitato Nazionale Orgoglio Olivicolo non molla la presa. Dopo la grande manifestazione alla Fiera del Levante di Bari, lo scorso 19 giugno, ieri mercoledì 29 luglio le OP e le imprese olivicole, i frantoiani e tutte le realtà produttive della filiera si sono ritrovate compatte a Catanzaro, nella Cittadella della Regione Calabria, per fare il punto della situazione. In Puglia, Sicilia e Calabria, complessivamente, giacciono invenduti nelle cisterne oltre 111mila quintali di olio DOP, IGT e 100% italiano. Tra le capitali dell'olio EVO vi è Andria dove sta crescendo con la preoccupazione del comparto anche la mobilitazione.
"In Puglia, ci aspettiamo che l'assessore regionale all'Agricoltura, Francesco Paolicelli, convochi il tavolo di crisi", ha dichiarato il portavoce, l'andriese Francesco Losito. "I problemi dell'olivicoltura, purtroppo, non vanno in ferie: settembre è alle porte e, con esso, diventa sempre più vicina la prossima campagna olivicola. Occorre che tutti prendano coscienza sulla necessità di attivare subito le azioni e le misure di rilancio e sostegno al settore, quelle già sottoposte all'attenzione del governo nazionale e delle istituzioni regionali".

La dichiarazione dello stato di crisi per il settore olivicolo-oleario rappresenta il cappello formale necessario per l'attivazione di una serie di misure, a cominciare dalla moratoria dei mutui e dalla riduzione degli oneri di contribuzione per i dipendenti, assieme a un'altra serie di interventi di sostegno alle realtà produttive del comparto: l'aumento della soglia inerente al de minimis, sgravi fiscali per chi produce. Per evitare il tracollo definitivo del comparto, occorre che le istituzioni si
attivino a più livelli. Anche l'Unione Europea è chiamata a fare la sua parte. "A carico della Commissione europea", spiega il coordinamento del Comitato Nazionale, "c'è la restituzione al settore olivicolo dei costi relativi ai dazi gratuiti di importazione dell'olio tunisino per 56.700 tonnellate annue (oltre 70 milioni di euro). Inoltre, occorre una revisione delle norme sull'etichettatura, con innalzamento del livello massimo di indicazione in etichetta dei blend olio comunitario-olio extracomunitario". Alla Commissione europea, inoltre, il Comitato chiede: l'attivazione del regolamento comunitario sull'ammasso privato solo per l'olio evo; l'apertura di un tavolo di revisione della riforma PAC, sia per le scelte comunitarie sia per quelle nazionali, con un focus sull'olivicoltura".
TUTTI A BARI. Dopo la prima grande manifestazione dello scorso giugno, quando a Bari è stato istituito formalmente il Comitato Nazionale davanti a oltre 1000 olivicoltori e frantoiani giunti da ogni parte d'Italia, Orgoglio Olivicolo tornerà a manifestare nel capoluogo pugliese a settembre, in occasione dell'inaugurazione della Fiera del Levante. "Bene ha fatto Lollobrigida a intensificare i controlli nei porti, alle dogane e allo scaffale per fare chiarezza sul vero extravergine italiano, bene la promozione dell'olio italiano, però ora bisogna definire e attivare il pacchetto di misure per sostenere i frantoi, le OP, tutte le realtà produttive della filiera", ha dichiarato Losito.
"Chiediamo che le misure annunciate siano subito attivate. Serve un tavolo di crisi permanente. Il governo si faccia promotore e garante di un accordo tra il mondo olivicolo-oleario italiano e le cinque principali catene della distribuzione. L'obiettivo è esaurire le giacenze e, al contempo, stabilire un patto che garantisca l'acquisto dell'olio extravergine d'oliva italiano della prossima campagna a un prezzo sostenibile".
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