Effetto zona gialla, i ristoranti ad Andria ripartono all’insegna dell’amore

Per molti è già tutto esaurito, corsa alle prenotazioni per San Valentino. L’auspicio è che si torni anche a lavorare di sera. Discorso diverso per Antichi Sapori

sabato 13 febbraio 2021 10.00
Le cucine sono da alcuni giorni già in fermento, c'era tutta la preparazione da fare e la "linea" da approntare. Ma le agende per il pranzo del 14 febbraio sono quasi tutte soul out, già dalle prime ore di zona gialla. Il giorno di San Valentino coincide con la prima domenica di passaggio dalla fascia arancione a quella di colore più chiaro. E questa è una buona combinazione che va ad aggiungersi alla voglia di convivialità. Misurata, sia chiaro: 4 persone a tavolo, misure e distanziamenti, e tutte le altre norme previste dai protocolli. Gli chef e le loro brigate hanno così scaldato i fornelli per poter tornare ad accogliere i propri clienti, anche se come prevedono le regole sino alle ore 18. Poi tutti a casa. Al massimo si può continuare con l'asporto fino alle 22 e la consegna a domicilio. Ed è proprio questo l'auspicio di molti titolari di ristoranti, bar e pizzerie della città e cioè che si possa prima o poi tornare a fare la mise en place per essere aperti anche di sera.

"Per domenica in poche ore c'è stato il tutto esaurito", racconta con la voce speranzosa Antonio Roberto Festa, titolare e chef di Anima Slow Restaurant. "Avremmo voluto in occasione della festa degli innamorati proporre un menù specifico ma prima ancora di riuscire a metterlo a punto abbiamo ricevuto tante chiamate che abbiamo deciso di fare tutto 'à la carte' come i nostri clienti sono abituati. Aspettavamo da tempo di riaprire, ma un giorno non fa primavera, speriamo che duri". E sulla pagina social del ristorante l'11 febbraio di mattina presto è comparso un post per cominciare a scaldare le "anime": "Con grande gioia e tanta energia da venerdì 12 febbraio riapriamo per il servizio del pranzo. Per accogliervi tutti in totale sicurezza e servirvi come sempre al meglio, vi invitiamo a prenotare il vostro tavolo".

Stessa cosa fa Todi Steak che riparte all'insegna dell'amore su Facebook oltre che sottolineare ai suoi followers di ricordarsi di prenotare decide anche di pubblicare il menù di San Valentino. Si riparte anche in questo locale all'insegna dell'ottimismo, prenotazioni ce ne sono, anzi per domenica è tutto al completo. "Ci sono dei clienti che ci hanno detto che non aspettavano altro che tornare ad assaporare dei tagli di carne particolari, come quelli che proponiamo nel nostro menù e che vengono cucinati anche in modi che naturalmente in casa non è possibile fare", osserva Vincenzo Bonadie, titolare insieme alla moglie del Todi Steak che a novembre scorso ha compiuto un anno di attività. "Un anno in cui nonostante le chiusure forzate, l'affetto e la stima dei clienti non è mai mancata".

Tutta esaurita l'agenda per il weekend anche del Berberis, naturalmente anche qui come altrove la capienza è ridotta, così come prevedono le prescrizioni ma meglio di niente. E per questa riapertura Michele D'Errico, ha deciso di fare trovare in menù anche una novità per i suoi ospiti: "Ho preso in considerazione due materie prime della nostra tradizione, cime di rape e stracciatella e ho creato un connubio facendo un primo dei troccoli di grano arso con crema di cime di rape vongole e stracciatella. Così festeggeremo il San Valentino, la festa degli innamorati". E sulla pagina Facebook del ristorante la foto del menù è accompagnata da un "Dovevamo solo pazientare un po' eccoci ora siamo pronti per ripartire più forti di prima".

Clima di ripresa, dunque, ma non per tutti, a Montegrosso c'è un'eccezione. Il motivo è presto detto e riguarda i lavori sulla provinciale 2 tra Andria e Canosa di Puglia che hanno di fatto reso grandemente difficoltoso raggiungere il borgo che così è isolato, da novembre è chiuso anche il casello autostradale di Canosa. E quindi riaprire non appare proprio opportuno: "Come possono arrivare i clienti?". Se lo chiedeva qualche giorno fa in un incontro a Palazzo di Città, lo chef contadino Pietro Zito del noto ristorante Antichi Sapori. E qui è proprio il caso di dire che al danno si aggiunge la beffa perché essendo in zona gialla non ha neanche diritto a ristori. "Inoltre, aprire solo a pranzo con tutte le restrizioni e con un flusso di ospiti naturalmente ridotto non garantirebbe il sostentamento a i miei 10 dipendenti e provocherebbe la chiusura totale della mia attività", si sfoga Zito che decide dunque di tenere chiuso il suo ristorante.