Vicenda Liceo scientifico "Nuzzi": E' scontro tra la Sindaca Bruno e la comunità scolastica
Lettera aperta del Collegio dei docenti del Liceo scientifico "Riccardo Nuzzi"
domenica 27 settembre 2026
6.25
I docenti del Liceo scientifico "Riccardo Nuzzi" di Andria hanno elaborato in risposta alle dichiarazioni della sindaca di Andria Giovanna Bruno, alla manifestazione studentesca dei giorni scorsi, in particolare alla frase "Gli insegnanti devono fare gli insegnanti mentre la politica deve fare la politica".
Orgogliosi di appartenere alla Comunità scolastica del Liceo "Riccardo Nuzzi"! Orgogliosi di varcare ogni mattina l'ingresso di un istituto che non è semplicemente un edificio con aule, laboratori, strumenti, ma una realtà viva, fatta di persone che ogni giorno si impegnano per formare e far crescere i giovani, perché diventino cittadini di domani, liberi e responsabili e dotati di un forte senso civico. Valori che oggi i nostri studenti hanno saputo dimostrare pienamente. Hanno scelto consapevolmente, dopo essersi debitamente informati, e in autonomia di manifestare con compostezza e garbo per chiedere quegli spazi che ogni scuola deve avere e che appartengono di diritto agli studenti. Oggi (ieri per chi legge n.d.r.) gli studenti del Nuzzi hanno dato prova concreta di ciò che la scuola deve insegnare: l'esercizio della cittadinanza attiva e consapevole.
"Facciano gli insegnanti". Respingiamo con fermezza queste parole! Il nostro mestiere lo sappiamo ben fare all'interno della didattica: spiegare, interrogare, valutare, ma "insegnare" è ben altro. Fare l'insegnante, o meglio essere insegnante, come diceva don Milani, significa educare alla Costituzione, alla legalità, alla responsabilità, alla partecipazione democratica, al confronto civile, alla libertà di espressione e al rispetto delle istituzioni: in una parola, osiamo dire che significa insegnare a "fare politica". "Gli insegnanti non si occupino di politica". La politica non è una parola estranea alla scuola. Per secoli, prima in Grecia e poi nella Roma repubblicana, il modello cui tutti i giovani si ispiravano era quello del civis, colui che aveva come primo obiettivo partecipare alla vita della comunità e assumere responsabilmente i propri doveri civici per il bene collettivo. Per Platone, infatti, la Politica non è la semplice gestione del potere, ma un'attività etica e intellettuale fondata sulla conoscenza e orientata al bene comune e alla giustizia! Allora come ora, quella era ed è un'esperienza concreta, quotidiana: significa conoscere, comprendere e dialogare con le Istituzioni, significa parlare e chiedere chiarimenti e spiegazioni, ascoltare chi la pensa diversamente ed esprimere pacificamente la propria opinione e anche il proprio dissenso.
E l'esperienza vissuta oggi dai nostri studenti, voluta da loro, organizzata da loro, per far sentire la propria voce, è una lezione di educazione civica vissuta, una lezione ciceroniana duemila e passa anni dopo. I docenti del Nuzzi quella battaglia la conducono da decenni. Tra il 2011 e il 2014, quando l'ampliamento del nostro Liceo era ancora un'immagine quasi evanescente da trasformare in realtà, la comunità scolastica si mobilitò affinché il Nuzzi avesse una sede adeguata al numero degli studenti sempre più in crescita (e quei numeri non sono cambiati!), alle esigenze della didattica, al potenziamento dell'offerta formativa. Il progetto di ampliamento fu approvato dalla Provincia BAT, che lo aveva ereditato dalla Provincia di Bari, e dal Comune di Andria con apposita delibera, seguendo tutto l'iter procedimentale con il passaggio alla fase attuativa della costruzione del nuovo edificio. Anni di attese, sedi succursali, difficoltà logistiche. Abbiamo lavorato per anni in condizioni che oggi forse sembrano difficili da immaginare e che molti hanno dimenticato. Prima ci dividevamo tra due sedi, quella di via Cinzio Violante e quella di via Barletta, poi abbiamo accettato turni, rotazioni, spostamenti e adattamenti per garantire ai nostri studenti il diritto allo studio e la continuità delle attività didattiche. Noi eravamo lì! Siamo scesi in campo, oltre il nostro orario di servizio, e abbiamo manifestato davanti alle sedi istituzionali per ottenere ciò di cui gli studenti della città, i figli della città di Andria avevano bisogno: spazi adeguati alla loro crescita culturale, sociale, educativa. La stessa comunità scolastica che allora si impegnava per ottenere quell'ampliamento è oggi chiamata a sentirsi dire che dovrebbe semplicemente "fare l'insegnante" proprio da chi quell'ampliamento lo aveva a suo tempo deliberato. Oggi quella storia non può essere cancellata. Non è nostra intenzione contrapporre un'istituzione all'altra, proprio perché conosciamo il valore dell'impegno istituzionale.
La Provincia è competente, ai sensi della normativa vigente, per le funzioni relative all'edilizia scolastica delle scuole secondarie di secondo grado; il Comune è un'istituzione fondamentale del territorio; la scuola ha il proprio ruolo e le proprie responsabilità. Sono ruoli diversi, ma tutti dovrebbero convergere verso un unico obiettivo: il bene degli studenti e della comunità. Le difficoltà finanziarie non ci sono certo nuove e prendiamo atto che siano la causa principale che rende complesso completare il secondo stralcio dell'intervento iniziato 14 anni fa, ma la mancanza di risorse oggi non può trasformarsi nella rinuncia definitiva a una prospettiva per il futuro, che non è degli insegnanti del Nuzzi, ma di tutta la comunità andriese. In una delle sue belle lettere Don Milani ha scritto: «E allora il maestro deve essere per quanto può, profeta, scrutare i "segni dei tempi", indovinare negli occhi dei ragazzi le cose belle che essi vedranno chiare domani e che noi vediamo solo in confuso». Purtroppo, fuori dalle finestre delle nostre aule è tutto confuso. Per questo chiediamo che si continui a lavorare insieme per intercettare risorse e individuare soluzioni, nel pieno rispetto delle competenze di ciascuno. Magari anche per completare il secondo stralcio del progetto di ampliamento. Questo significa riconoscere il valore di un istituto che è una pietra miliare nella città e che ha visto sedersi tra i suoi banchi intere generazioni di cittadini andriesi, contribuendo alla loro crescita culturale e civile. Oggi gli studenti del Liceo Nuzzi, con la loro manifestazione, hanno dato a tutti noi adulti una grande lezione: si può e ci si deve confrontare con rispetto, senza alzare i toni, senza urlare, senza strumentalizzare, senza mistificare la realtà delle cose, che è scritta tutta lì… in quelle "carte bollate" forse dimenticate o sepolte sotto cartelle voluminose piene di documenti. Perché gli amministratori passano, così come i docenti, ma loro, i giovani andriesi che frequentano e frequenteranno il Liceo Nuzzi saranno la futura classe dirigente, saranno i cittadini consapevoli e responsabili di domani. E oggi hanno dimostrato già di esserlo", conclude la lunga lettera del Collegio dei docenti Liceo Scientifico Statale "Riccardo Nuzzi".
Orgogliosi di appartenere alla Comunità scolastica del Liceo "Riccardo Nuzzi"! Orgogliosi di varcare ogni mattina l'ingresso di un istituto che non è semplicemente un edificio con aule, laboratori, strumenti, ma una realtà viva, fatta di persone che ogni giorno si impegnano per formare e far crescere i giovani, perché diventino cittadini di domani, liberi e responsabili e dotati di un forte senso civico. Valori che oggi i nostri studenti hanno saputo dimostrare pienamente. Hanno scelto consapevolmente, dopo essersi debitamente informati, e in autonomia di manifestare con compostezza e garbo per chiedere quegli spazi che ogni scuola deve avere e che appartengono di diritto agli studenti. Oggi (ieri per chi legge n.d.r.) gli studenti del Nuzzi hanno dato prova concreta di ciò che la scuola deve insegnare: l'esercizio della cittadinanza attiva e consapevole.
"Facciano gli insegnanti". Respingiamo con fermezza queste parole! Il nostro mestiere lo sappiamo ben fare all'interno della didattica: spiegare, interrogare, valutare, ma "insegnare" è ben altro. Fare l'insegnante, o meglio essere insegnante, come diceva don Milani, significa educare alla Costituzione, alla legalità, alla responsabilità, alla partecipazione democratica, al confronto civile, alla libertà di espressione e al rispetto delle istituzioni: in una parola, osiamo dire che significa insegnare a "fare politica". "Gli insegnanti non si occupino di politica". La politica non è una parola estranea alla scuola. Per secoli, prima in Grecia e poi nella Roma repubblicana, il modello cui tutti i giovani si ispiravano era quello del civis, colui che aveva come primo obiettivo partecipare alla vita della comunità e assumere responsabilmente i propri doveri civici per il bene collettivo. Per Platone, infatti, la Politica non è la semplice gestione del potere, ma un'attività etica e intellettuale fondata sulla conoscenza e orientata al bene comune e alla giustizia! Allora come ora, quella era ed è un'esperienza concreta, quotidiana: significa conoscere, comprendere e dialogare con le Istituzioni, significa parlare e chiedere chiarimenti e spiegazioni, ascoltare chi la pensa diversamente ed esprimere pacificamente la propria opinione e anche il proprio dissenso.
E l'esperienza vissuta oggi dai nostri studenti, voluta da loro, organizzata da loro, per far sentire la propria voce, è una lezione di educazione civica vissuta, una lezione ciceroniana duemila e passa anni dopo. I docenti del Nuzzi quella battaglia la conducono da decenni. Tra il 2011 e il 2014, quando l'ampliamento del nostro Liceo era ancora un'immagine quasi evanescente da trasformare in realtà, la comunità scolastica si mobilitò affinché il Nuzzi avesse una sede adeguata al numero degli studenti sempre più in crescita (e quei numeri non sono cambiati!), alle esigenze della didattica, al potenziamento dell'offerta formativa. Il progetto di ampliamento fu approvato dalla Provincia BAT, che lo aveva ereditato dalla Provincia di Bari, e dal Comune di Andria con apposita delibera, seguendo tutto l'iter procedimentale con il passaggio alla fase attuativa della costruzione del nuovo edificio. Anni di attese, sedi succursali, difficoltà logistiche. Abbiamo lavorato per anni in condizioni che oggi forse sembrano difficili da immaginare e che molti hanno dimenticato. Prima ci dividevamo tra due sedi, quella di via Cinzio Violante e quella di via Barletta, poi abbiamo accettato turni, rotazioni, spostamenti e adattamenti per garantire ai nostri studenti il diritto allo studio e la continuità delle attività didattiche. Noi eravamo lì! Siamo scesi in campo, oltre il nostro orario di servizio, e abbiamo manifestato davanti alle sedi istituzionali per ottenere ciò di cui gli studenti della città, i figli della città di Andria avevano bisogno: spazi adeguati alla loro crescita culturale, sociale, educativa. La stessa comunità scolastica che allora si impegnava per ottenere quell'ampliamento è oggi chiamata a sentirsi dire che dovrebbe semplicemente "fare l'insegnante" proprio da chi quell'ampliamento lo aveva a suo tempo deliberato. Oggi quella storia non può essere cancellata. Non è nostra intenzione contrapporre un'istituzione all'altra, proprio perché conosciamo il valore dell'impegno istituzionale.
La Provincia è competente, ai sensi della normativa vigente, per le funzioni relative all'edilizia scolastica delle scuole secondarie di secondo grado; il Comune è un'istituzione fondamentale del territorio; la scuola ha il proprio ruolo e le proprie responsabilità. Sono ruoli diversi, ma tutti dovrebbero convergere verso un unico obiettivo: il bene degli studenti e della comunità. Le difficoltà finanziarie non ci sono certo nuove e prendiamo atto che siano la causa principale che rende complesso completare il secondo stralcio dell'intervento iniziato 14 anni fa, ma la mancanza di risorse oggi non può trasformarsi nella rinuncia definitiva a una prospettiva per il futuro, che non è degli insegnanti del Nuzzi, ma di tutta la comunità andriese. In una delle sue belle lettere Don Milani ha scritto: «E allora il maestro deve essere per quanto può, profeta, scrutare i "segni dei tempi", indovinare negli occhi dei ragazzi le cose belle che essi vedranno chiare domani e che noi vediamo solo in confuso». Purtroppo, fuori dalle finestre delle nostre aule è tutto confuso. Per questo chiediamo che si continui a lavorare insieme per intercettare risorse e individuare soluzioni, nel pieno rispetto delle competenze di ciascuno. Magari anche per completare il secondo stralcio del progetto di ampliamento. Questo significa riconoscere il valore di un istituto che è una pietra miliare nella città e che ha visto sedersi tra i suoi banchi intere generazioni di cittadini andriesi, contribuendo alla loro crescita culturale e civile. Oggi gli studenti del Liceo Nuzzi, con la loro manifestazione, hanno dato a tutti noi adulti una grande lezione: si può e ci si deve confrontare con rispetto, senza alzare i toni, senza urlare, senza strumentalizzare, senza mistificare la realtà delle cose, che è scritta tutta lì… in quelle "carte bollate" forse dimenticate o sepolte sotto cartelle voluminose piene di documenti. Perché gli amministratori passano, così come i docenti, ma loro, i giovani andriesi che frequentano e frequenteranno il Liceo Nuzzi saranno la futura classe dirigente, saranno i cittadini consapevoli e responsabili di domani. E oggi hanno dimostrato già di esserlo", conclude la lunga lettera del Collegio dei docenti Liceo Scientifico Statale "Riccardo Nuzzi".