Tari, Napolitano: "Ad Andria oltre al danno degli aumenti record anche le cartelle pazze"

La nota del candidato sindaco del centrodestra: "alla luce una serie di questioni che toccano le tasche dei cittadini andriesi"

venerdì 23 gennaio 2026 12.00
«Nuove cartelle pazze sulla Tari e riscossione coattiva: monta la questione sui tributi ma l'Amministrazione Bruno preferisce il silenzio, per evitare cattive figure e soprattutto per cercare di non perdere voti alle prossime amministrative».

Queste le parole del candidato sindaco del centrodestra Sabino Napolitano, che porta alla luce una serie di questioni che toccano le tasche dei cittadini andriesi, salassati dai continui aumenti della Tari. Non solo critiche, ma anche valide proposte per eliminare i problemi.

«Nei giorni scorsi il Comune di Andria, ha inviato cartelle Tari sbagliate che stanno creando confusione, mettendo in apprensione i contribuenti andriesi – rimarca Napolitano -. Situazione che poi si riverbera nei vari studi commerciali, che si stanno adoperando per l'annullamento delle stesse. Una situazione inaccettabile, perché non è la prima volta che ci troviamo di fronte a queste cartelle pazze. Eppure nel 2021, l'Amministrazione Bruno si fece bella nel promuovere l'arrivo di nuove tecnologie per eliminare questo tipo di problematiche. Che fine ha fatto questo nuovo software? Non funziona o l'Amministrazione Bruno non mette nelle condizioni l'ufficio Tributi di poter lavorare al meglio? In questi 6 anni cosa è stato fatto per migliorare il sistema di riscossione dei tributi che era indicato anche nel Piano di riequilibrio finanziario come uno dei problemi principali dell'Ente? L'ufficio Tributi deve essere il cuore pulsante di ogni Comune, un ufficio amico del cittadino messo nelle condizioni di operare al meglio ed invece ad Andria diventa ciclicamente il punto di debolezza. Per eliminare il problema "cartelle pazze", bastava che lo stesso ufficio le annullasse in autotutela, e si evitava confusione e preoccupazione».

Lo scorso dicembre, inoltre, è stato aggiudicato ad una società esterna il servizio di riscossione coattiva, che comporta pignoramenti sulle proprietà di coloro che non hanno pagato le tasse.

«Nessuno ne ha parlato per convenienza – conclude Sabino Napolitano -. Non vorremmo che i pignoramenti partissero dopo le elezioni, per non perdere i voti degli evasori. Noi preferiamo, invece, la "politica della conformità" che punta invece a trovare un accordo con chi non paga, senza utilizzare le maniere forti, un modus operandi poco utilizzato dalla sinistra che adesso è costretta ad utilizzare metodi poco democratici per recuperare il tempo perso in questi ultimi 6 anni».