Sanità in Puglia, il 17 aprile è sciopero: "Risorse a contratti al palo"

La Funzione pubblica Cgil Puglia parla del sorpasso dei privati

giovedì 16 aprile 2026
II dati emersi dall'analisi del «Centro di ricerca sugli enti pubblici» parlano chiaro e.delineano un quadro allarmante per il futuro della tenuta sociale della nostra regione: la Puglia ha ormai destinato oltre la metà del proprio budget sanitario (il 51,5%) alla sanità privata accreditata, superando di gran lunga la media nazionale del 39,5%.
"Siamo di fronte a un cambiamento genetico del nostro sistema sanitario," dichiara la FP CGIL Puglia. "Mentre il pubblico arretra tra carenze di organico e reparti in sofferenza, il privato diventa l'architrave del sistema, incassando oltre 2 miliardi di euro di risorse pubbliche.

È inaccettabile che a fronte di questo enorme flusso di denaro, le aziende continuino a negare il diritto fondamentale al rinnovo del contratto collettivo nazionale".
Il sorpasso del privato sul pubblico non è solo una questione di bilanci, ma un paradosso.occupazionale. Le strutture private accreditate garantiscono i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e riducono le liste d'attesa solo grazie al sacrificio delle lavoratrici e dei lavoratori, i quali però operano in condizioni di cronico sotto-organico e con salari bloccati da anni..Mentre la Regione Puglia aumenta i tetti di spesa per le strutture private, queste ultime si rifiutano di sottoscrivere il rinnovo contrattuale, creando una discriminazione inaccettabile tra chi lavora nel pubblico e chi nel privato, a parità di mansioni e responsabilità.
Se il privato smette di essere "supporto" per diventare il "proprietario" della salute dei pugliesi, il rischio è la trasformazione di un diritto universale in un servizio condizionato dalla capacità economica del singolo.
Per queste ragioni, la FP CGIL Puglia sostiene convintamente lo sciopero nazionale della sanità privata e delle RSA i cui contratti sono scaduti rispettivamente da 8 e 14 anni per l'intera giornata del 17 aprile e sarà a Roma con proprie delegazioni da ogni territorio e di tutte le specificità del privato accreditato.
"Non permetteremo che le risorse dei cittadini pugliesi servano a rimpinguare i bilanci di aziende che considerano il costo del lavoro come un fastidio e non come un investimento sulla salute pubblica," prosegue il sindacato. "Chiediamo alla Regione Puglia che.l'accreditamento e l'erogazione dei fondi siano strettamente vincolati all'applicazione dei CCNL sottoscritti dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative e soprattutto che questi ultimi siano tempestivamente rinnovati.
Chi riceve soldi pubblici deve rispettare chi il servizio pubblico lo garantisce ogni giorno in corsia. Soprattutto chiediamo di intervenire in Conferenza Stato Regioni e non essere più spettatori davanti a chi antepone il profitto alla salute e ai diritti dei lavoratori.
La mobilitazione del 17 aprile non è solo una lotta salariale, ma una battaglia di dignità per restituire valore al lavoro e garantire una sanità che sia davvero per tutti, e non un affare per pochi.