Salta condotta irrigua tra le campagne di Andria e Barletta: persi migliaia di metri cubi d'acqua
Succede in contrada Polvere nel distretto 52. È il paradosso denunciato da Coldiretti Puglia
mercoledì 24 giugno 2026
20.17
Mentre alle aziende agricole viene imposto il razionamento dell'acqua prelevata dai pozzi privati per fronteggiare l'emergenza siccità, migliaia di metri cubi di acqua finiscono dispersi nelle campagne a causa della rottura di una condotta irrigua in contrada Polvere nel distretto 52 tra Andria e Barletta, trasformando i terreni agricoli in un enorme bacino d'acqua e causando danni alle coltivazioni. È il paradosso denunciato da Coldiretti Puglia, che chiede un intervento urgente per fermare la perdita e ripristinare la funzionalità della rete.
"Non è accettabile che proprio nel momento in cui agli agricoltori vengono chiesti sacrifici e limitazioni nell'utilizzo dell'acqua si assista a uno spreco così clamoroso di una risorsa sempre più preziosa", denuncia Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Puglia. "Ogni metro cubo disperso rappresenta un danno economico e ambientale che il nostro territorio non può più permettersi. L'acqua oggi è il principale fattore produttivo dell'agricoltura e va difesa con infrastrutture efficienti e una manutenzione costante."
L'episodio evidenzia ancora una volta la vulnerabilità della rete irrigua pugliese, dove le perdite lungo le condotte e la carenza di manutenzione – aggiunge Coldiretti Puglia - compromettono la disponibilità di acqua proprio nei periodi di maggiore fabbisogno. Una situazione resa ancora più grave dalle restrizioni imposte alle imprese agricole, chiamate a ridurre i prelievi dai pozzi privati per salvaguardare la risorsa idrica.
Per Coldiretti Puglia è ormai improcrastinabile un piano straordinario di manutenzione e ammodernamento delle infrastrutture irrigue – insiste Coldiretti Puglia - con il completamento delle opere incompiute, il rifacimento delle condotte più obsolete, il potenziamento degli invasi e una gestione più efficiente dell'intero sistema idrico regionale. Allo stesso tempo è necessario accelerare il percorso di riorganizzazione del sistema della bonifica, garantendo piena operatività agli enti preposti e assicurando investimenti adeguati per la manutenzione ordinaria e straordinaria delle reti.
La tropicalizzazione del clima, con periodi sempre più lunghi di siccità alternati a fenomeni meteorologici estremi, impone un cambio di passo nella gestione dell'acqua. Gli agricoltori – incalza Coldiretti Puglia - non possono continuare a subire contemporaneamente i limiti all'utilizzo della risorsa e le conseguenze di infrastrutture obsolete che disperdono quantità enormi di acqua prima ancora che raggiunga le aziende.
La Puglia continua a fare i conti con una disponibilità idrica tra le più basse d'Italia e con una crescente pressione determinata dai cambiamenti climatici e dall'avanzata del cuneo salino – conclude Coldiretti Puglia - per questo ogni dispersione lungo la rete rappresenta uno spreco inaccettabile. L'acqua deve essere conservata, accumulata e distribuita in modo efficiente: non può essere razionata alle imprese agricole e, allo stesso tempo, dispersa nelle campagne per guasti che potevano essere prevenuti con un'adeguata manutenzione delle infrastrutture.
"Non è accettabile che proprio nel momento in cui agli agricoltori vengono chiesti sacrifici e limitazioni nell'utilizzo dell'acqua si assista a uno spreco così clamoroso di una risorsa sempre più preziosa", denuncia Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Puglia. "Ogni metro cubo disperso rappresenta un danno economico e ambientale che il nostro territorio non può più permettersi. L'acqua oggi è il principale fattore produttivo dell'agricoltura e va difesa con infrastrutture efficienti e una manutenzione costante."
L'episodio evidenzia ancora una volta la vulnerabilità della rete irrigua pugliese, dove le perdite lungo le condotte e la carenza di manutenzione – aggiunge Coldiretti Puglia - compromettono la disponibilità di acqua proprio nei periodi di maggiore fabbisogno. Una situazione resa ancora più grave dalle restrizioni imposte alle imprese agricole, chiamate a ridurre i prelievi dai pozzi privati per salvaguardare la risorsa idrica.
Per Coldiretti Puglia è ormai improcrastinabile un piano straordinario di manutenzione e ammodernamento delle infrastrutture irrigue – insiste Coldiretti Puglia - con il completamento delle opere incompiute, il rifacimento delle condotte più obsolete, il potenziamento degli invasi e una gestione più efficiente dell'intero sistema idrico regionale. Allo stesso tempo è necessario accelerare il percorso di riorganizzazione del sistema della bonifica, garantendo piena operatività agli enti preposti e assicurando investimenti adeguati per la manutenzione ordinaria e straordinaria delle reti.
La tropicalizzazione del clima, con periodi sempre più lunghi di siccità alternati a fenomeni meteorologici estremi, impone un cambio di passo nella gestione dell'acqua. Gli agricoltori – incalza Coldiretti Puglia - non possono continuare a subire contemporaneamente i limiti all'utilizzo della risorsa e le conseguenze di infrastrutture obsolete che disperdono quantità enormi di acqua prima ancora che raggiunga le aziende.
La Puglia continua a fare i conti con una disponibilità idrica tra le più basse d'Italia e con una crescente pressione determinata dai cambiamenti climatici e dall'avanzata del cuneo salino – conclude Coldiretti Puglia - per questo ogni dispersione lungo la rete rappresenta uno spreco inaccettabile. L'acqua deve essere conservata, accumulata e distribuita in modo efficiente: non può essere razionata alle imprese agricole e, allo stesso tempo, dispersa nelle campagne per guasti che potevano essere prevenuti con un'adeguata manutenzione delle infrastrutture.