Olio d'oliva, Coldiretti Puglia: annata di alta qualità e valore record. Cresce export dop (+62%)

L'olivo copre in Puglia oltre 370mila ettari, risultando la coltura più diffusa della regione con il 64% della superficie agricola utilizzata

domenica 1 febbraio 2026 7.08
La campagna olearia in Puglia registra risultati di grande rilievo, con qualità altissima e produzione in recupero nonostante siccità e fenomeni climatici estremi, mentre l'extravergine pugliese continua a conquistare mercati in Italia e all'estero, con il valore alla produzione degli oli DOP che ha raggiunto 82 milioni di euro. A sottolinearlo è Coldiretti Puglia in occasione di Evolio Expo, rassegna dedicata all'olio extravergine Made in Italy, con un incremento del 62% per gli oli DOP Terra di Bari che guidano la classifica nazionale dell'export, secondo i dati Ismea–Qualivita.

L'olio extravergine di oliva non è solo un pilastro della dieta mediterranea, ma anche un prezioso alleato per la salute del cervello. Oltre ai benefici cardiovascolari, nuove evidenze scientifiche lo collegano alla prevenzione di patologie neurodegenerative come Alzheimer e Parkinson, oltre al rallentamento del declino cognitivo. Una revisione scientifica condotta dall'Università del Molise insieme a Harvard, pubblicata su Nutritional Neuroscience e presentata durante Evootrends al mercato di Campagna Amica al Circo Massimo, ha esaminato 32 studi. I polifenoli dell'extravergine, tra cui idrossitirosolo, oleuropeina e oleocantale, mostrano effetti protettivi grazie alla riduzione delle infiammazioni cerebrali, al miglioramento delle funzioni mitocondriali e al contrasto delle citochine dannose. Indicazioni simili arrivano anche dallo studio spagnolo Predimed, che in 15 anni di osservazione ha rilevato come una dieta mediterranea arricchita con circa un litro a settimana di extravergine ad alto contenuto di polifenoli riduca del 40% il rischio di deficit cognitivi o demenza rispetto a un'alimentazione povera di grassi.

In Puglia l'olivo copre oltre 370mila ettari, risultando la coltura più diffusa della regione con il 64% della superficie agricola utilizzata. Coinvolge 148.127 aziende, pari al 43% del totale, e dà origine a 5 oli extravergine DOP e a 1 IGP Olio di Puglia. L'olivicoltura regionale rappresenta la più grande fabbrica verde del Mezzogiorno, con 60 milioni di ulivi, il 40% della superficie olivetata del Sud Italia, quasi il 32% di quella nazionale e l'8% a livello europeo. Il comparto genera un valore di circa 1 miliardo di euro di Produzione Lorda Vendibile.
Resta però alta l'attenzione sulle distorsioni del mercato legate alle importazioni estere. Coldiretti e Unaprol hanno richiesto l'istituzione di una Cabina di Regia straordinaria per coordinare le attività di contrasto alle irregolarità nel settore. Tra le proposte ci sono un piano rafforzato di controlli nei porti e ai punti di ingresso delle merci, per verificare l'origine dei prodotti e il rispetto dei limiti sui residui fitosanitari, oltre al monitoraggio dei contratti futures nelle principali Borse Merci, così da prevenire speculazioni e frodi sull'origine.
Nel 2025 oltre mezzo miliardo di chili di olio d'oliva è arrivato in Italia dall'estero, comprimendo i prezzi dell'extravergine nazionale, favorendo frodi e alimentando un sistema poco trasparente in cui trovano spazio traffici illeciti e pratiche scorrette. Emblematico il caso dell'olio tunisino, con arrivi cresciuti del 40% nei primi dieci mesi dell'anno e un prezzo medio di circa 3,5 euro al chilo. Una dinamica di dumping che scarica sugli olivicoltori, anello più fragile della filiera, il peso di una concorrenza sleale, spesso costringendoli a vendere sotto i costi di produzione. Non mancano poi episodi gravi di sofisticazione, come l'olio di semi colorato con clorofilla e venduto come extravergine.

Decisiva è anche l'informazione ai consumatori, per cui occorre orientare le scelte verso extravergini di qualità, chiarendo che la generica dicitura "olio di oliva" indica spesso un prodotto ottenuto con processi industriali di deacidificazione e rettifica. Si tratta di trattamenti ad alte temperature e con carboni attivi che eliminano difetti e odori, ma riducono fortemente naturalità e valore nutrizionale.
Altro nodo riguarda le etichette, con la scritta "Confezionato in Italia" che compare ben visibile, mentre la reale origine, Ue o extra Ue, è riportata in caratteri minuscoli e poco leggibili. Un meccanismo che confonde i consumatori e penalizza i veri produttori italiani. In questo contesto diventano strategiche anche le risorse recuperate dalla Pac – conclude Coldiretti Puglia - fondamentali per sostenere gli investimenti nel settore olivicolo e rafforzare la produzione nazionale.