Montegrosso: Il Banchetto dei Soliti Noti. Pistillo e Leone per rompere l'assedio del Centrodestra

La nota completa dei candidati Roberta Pistillo e Gianluca Leone

lunedì 11 maggio 2026 13.44
Il futuro del borgo di Montegrosso torna prepotentemente al centro del dibattito politico andriese. Al centro della contesa c'è l'ex scuola, quel contenitore culturale che avrebbe dovuto rappresentare il volano della rinascita e che oggi, invece, fi nisce nel mirino per una gestione ritenuta opaca e troppo vicina a vecchie logiche di potere. Durante l'ultimo incontro pubblico, i candidati hanno alzato il velo su anni di gestione del centrodestra, chiedendo a gran voce un cambio di passo all'insegna della trasparenza.

La nota completa dei candidati Roberta Pistillo e Gianluca Leone per Italia Viva Andria:

Se qualcuno pensava che Montegrosso fosse una proprietà privata, un pacchetto di voti da spostare a piacimento sul tavolo delle ambizioni personali, sabato scorso ha ricevuto una risposta chiara. Ma ha anche assistito all'ennesimo spettacolo indecoroso: quello di una vecchia classe politica che, sentendo scricchiolare il proprio potere, ha tentato di inquinare un incontro nato per ascoltare i cittadini.

Sabato c'è stato un incontro con un ampio successo di partecipazione, ma l'aria era densa. Si è percepita subito la presenza tossica delle ingerenze dei soliti esponenti del centrodestra, arrivati non per costruire, ma per marcare il territorio. Un atteggiamento che trasuda una totale mancanza di rispetto per la dignità dei residenti, trattati per decenni come strumenti di
consenso elettorale.

La strategia è antica e meschina: sfruttare la genuinità e il senso etico degli abitanti di Montegrosso per trasformarli in strumenti di delegittimazione contro il Sindaco Giovanna Bruno, nascondendo dietro il paravento della "cultura" una gestione piena di ombre degli spazi pubblici.

L'ex scuola di Montegrosso, sbandierata nel 2018 come il fulcro della rinascita, si è rivelata per troppo tempo un contenitore vuoto per la comunità ma pieno per i privilegiati. I dati elettorali parlano chiaro: il centrodestra ha incassato voti a valanga nel borgo, ma cosa ha restituito in cambio? Nulla, se non propaganda e una gestione degli spazi che somiglia più a un club privato per amici stretti che a un servizio pubblico.

È l'ennesimo schiaffo a chi vive il borgo ogni giorno: mentre lo spopolamento avanza e i giovani non hanno dove andare,c'è stato solo chi si è preoccupato solo di mantenere il controllo dei muri per cercare di garantirsi consenso. Siamo pronti a scagliarsi contro questo sistema. Non per fare promesse da, ma a reclamare la restituzione di ciò che appartiene ai cittadini.

Roberta Pistillo, che nel borgo ha le sue radici, non accetta più di vedere la sua gente usata a fini elettorali. Gianluca Leone, con la sua esperienza diretta di vita nelle comunità rurali, sa bene che la trasparenza è l'unico antidoto capace di uccidere il clientelismo. «Basta con i cittadini usati come pedine. La gestione dell'ex scuola deve fi nire sotto la luce del sole. Niente più porte chiuse, niente più attività fantasma accessibili solo a chi ha la tessera giusta.»

Nonostante gli sforzi dell'amministrazione Bruno per riqualificare e dare lustro al borgo, il centrodestra continua a giocare la carta della contrapposizione frontale, usando i residenti come scudi umani. Ma il re è nudo: bisogna tornare a mettere al centro lealtà e trasparenza, concetti che per anni sono stati alieni in quelle stanze.

Montegrosso non è più il cortile di casa di nessuno. È ora di liberare gli spazi, cacciare i mercanti dal tempio e restituire l'ex scuola ai doposcuola, ai laboratori e al futuro dei giovani. La cultura non è una targa: è libertà. E la libertà, a Montegrosso, comincia col dire basta a chi la considera solo un ufficio elettorale.

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