Incidente mortale operaio andriese, Fillea e Cgil: "Enrico ennesima vittima del dovere"
Da Bari alla Bat i sindacati intervengono dopo la sciagura accaduta a Modugno
sabato 21 marzo 2026
21.33
L'operaio andriese Enrico Matera, dipendente 29enne di un'azienda edile del nord barese, ha perso la vita questa mattina nel cantiere in un capannone industriale a Modugno (Ba). Secondo le prime ricostruzioni l'operaio sarebbe caduto attraverso un lucernario e precipitato per circa sei metri.
"Se pensiamo questa sia una fatalità stiamo deresponsabilizzando quanto accade, sono veri e propri 'operaicidi'", dichiara Davide Lavermicocca, Segretario Generale della Fillea Cgil Bari Bat. "Per lavori in quota e contro le cadute dall'alto ci sono prescrizioni dettagliate per prevenire eventi letali come questo: imbracature specifiche, reti di sicurezza e coperture rigide, solo per citarne alcune. A mancare spesso è la corretta organizzazione aziendale e un quadro di sanzioni e accertamenti reso difficile dalla frammentazione della filiera degli affidamenti. Continuiamo a credere che sia essenziale la volontà politica del Governo di tutelare la vita di ogni lavoratore davanti a ogni altro bene differente: serve urgentemente l'istituzione di una Procura Nazionale sulle morti sul lavoro per contrastare con strumenti giuridici e sindacali opportuni questa strage senza fine. Non si può continuare a esprimere solo cordoglio a posteriori davanti a migliaia di madri e padri di famiglia che escono al mattino di casa senza avere la certezza che ve ne faranno ritorno la sera: ci stringiamo attorno al dolore della famiglia del giovane operaio andriese e ci rendiamo disponibili sin da subito ad assisterla e tutelarla in ogni sede opportuna".
"Apprendiamo con immenso dolore la notizia di una ennesima morte bianca, lutti inaccettabili che ancora una volta toccano il nostro territorio", aggiunge Michele Valente, segretario generale Cgil Bat. "Ma dolore a parte, ciò che manca è una accelerata sulle politiche per la sicurezza sul lavoro, una accelerata sulla formazione e sulla prevenzione oltre che un rafforzamento dell'aspetto ispettivo. E lo diciamo noi nella Bat dove manca ancora una presenza forte ed incisiva dell'ispettorato del lavoro, qui solo una sede decentrata ad Andria. Nel frattempo continuiamo ad assistere a simili tragedie".
"Il tema della sicurezza sul lavoro e della emergenziale casistica attiene a diversi elementi sui quali è necessario intervenire se non si vuole cadere in un'ipocrisia davvero insopportabile", conclude Domenico Ficco, segretario generale Cgil Bari. "Serve sicuramente una cultura diversa del fare impresa, dove la sicurezza non sia un costo ma una priorità di responsabilità sociale. Assieme, non aiuta un mercato del lavoro precario - aggravato dal sistema dei subappalti - e salari bassi che si tramutano in una forma silenziosa di ricatto per ogni lavoratore e lavoratrice, che per non perdere quel minimo reddito in un contesto occupazionale non favorevole, non ha strumenti per esigere nei confronti del datore di lavoro il rispetto di ogni norma. E affrontare tutto questo sarebbe compito della politica, ma sappiamo bene come il Governo in carica prediliga favorire associazioni firmatarie di contratti pirata e di come abbia boicottato i referendum sul lavoro promossi dalla Cgil che puntavano a contrastare proprio la precarietà e aumentare la sicurezza".
"Se pensiamo questa sia una fatalità stiamo deresponsabilizzando quanto accade, sono veri e propri 'operaicidi'", dichiara Davide Lavermicocca, Segretario Generale della Fillea Cgil Bari Bat. "Per lavori in quota e contro le cadute dall'alto ci sono prescrizioni dettagliate per prevenire eventi letali come questo: imbracature specifiche, reti di sicurezza e coperture rigide, solo per citarne alcune. A mancare spesso è la corretta organizzazione aziendale e un quadro di sanzioni e accertamenti reso difficile dalla frammentazione della filiera degli affidamenti. Continuiamo a credere che sia essenziale la volontà politica del Governo di tutelare la vita di ogni lavoratore davanti a ogni altro bene differente: serve urgentemente l'istituzione di una Procura Nazionale sulle morti sul lavoro per contrastare con strumenti giuridici e sindacali opportuni questa strage senza fine. Non si può continuare a esprimere solo cordoglio a posteriori davanti a migliaia di madri e padri di famiglia che escono al mattino di casa senza avere la certezza che ve ne faranno ritorno la sera: ci stringiamo attorno al dolore della famiglia del giovane operaio andriese e ci rendiamo disponibili sin da subito ad assisterla e tutelarla in ogni sede opportuna".
"Apprendiamo con immenso dolore la notizia di una ennesima morte bianca, lutti inaccettabili che ancora una volta toccano il nostro territorio", aggiunge Michele Valente, segretario generale Cgil Bat. "Ma dolore a parte, ciò che manca è una accelerata sulle politiche per la sicurezza sul lavoro, una accelerata sulla formazione e sulla prevenzione oltre che un rafforzamento dell'aspetto ispettivo. E lo diciamo noi nella Bat dove manca ancora una presenza forte ed incisiva dell'ispettorato del lavoro, qui solo una sede decentrata ad Andria. Nel frattempo continuiamo ad assistere a simili tragedie".
"Il tema della sicurezza sul lavoro e della emergenziale casistica attiene a diversi elementi sui quali è necessario intervenire se non si vuole cadere in un'ipocrisia davvero insopportabile", conclude Domenico Ficco, segretario generale Cgil Bari. "Serve sicuramente una cultura diversa del fare impresa, dove la sicurezza non sia un costo ma una priorità di responsabilità sociale. Assieme, non aiuta un mercato del lavoro precario - aggravato dal sistema dei subappalti - e salari bassi che si tramutano in una forma silenziosa di ricatto per ogni lavoratore e lavoratrice, che per non perdere quel minimo reddito in un contesto occupazionale non favorevole, non ha strumenti per esigere nei confronti del datore di lavoro il rispetto di ogni norma. E affrontare tutto questo sarebbe compito della politica, ma sappiamo bene come il Governo in carica prediliga favorire associazioni firmatarie di contratti pirata e di come abbia boicottato i referendum sul lavoro promossi dalla Cgil che puntavano a contrastare proprio la precarietà e aumentare la sicurezza".