Il verde nelle scuole aumenta del 30% le capacità cognitive, abbatte inquinamento e caldo

È quanto afferma Coldiretti Puglia, sulla base dello studio realizzato da Coldiretti e Cnr

venerdì 9 ottobre 2026 5.17
Il verde nelle aule aumenta del 30% le capacità cognitive, abbatte inquinamento e caldo e in Puglia apre una nuova prospettiva per una filiera florovivaistica che conta 618 imprese, 3.221 addetti e 58,6 milioni di euro di export, con Terlizzi e Leverano tra i principali poli produttivi regionali. È quanto afferma Coldiretti Puglia, sulla base dello studio realizzato da Coldiretti e Cnr, pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Atmosphere e presentato al IV Congresso Nazionale del Fiore di Coldiretti a Viareggio, dove è stata diffusa anche l'indagine Coldiretti/Censis secondo cui l'86% dei dirigenti scolastici italiani vorrebbe l'inserimento sistematico delle piante nelle aule.

Un tema che in Puglia assume un significato particolare perché incrocia la forza economica di una filiera agricola radicata sul territorio – spiega Coldiretti Puglia - con una nuova funzione del verde, non più considerato soltanto elemento ornamentale, ma strumento per migliorare la qualità dell'aria, il benessere e le capacità cognitive degli studenti. Secondo l'indagine Coldiretti/Censis, quasi 9 presidi su 10 ritengono inoltre che la presenza delle piante possa diventare un'opportunità educativa per avvicinare gli studenti ai temi dell'agricoltura, della sostenibilità e della tutela dell'ambiente.

L'inquinamento negli ambienti chiusi e nelle scuole in particolare, con i suoi effetti sulla salute, rappresenta una criticità riconosciuta a livello europeo – aggiunge Coldiretti Puglia – mentre a livello mondiale l'Organizzazione mondiale della sanità stima 3,2 milioni di morti per inquinamento indoor, con gli effetti che vanno dalle malattie allergiche, infiammatorie e infettive a quelle cardiocircolatorie e respiratorie, fino all'aumento del rischio di tumori, allo stress e al disagio psicologico.

Lo studio realizzato da Coldiretti e Cnr in diverse scuole italiane ha evidenziato il contributo delle piante al miglioramento della qualità dell'aria nelle aule e al benessere degli studenti. Le rilevazioni, effettuate attraverso centraline installate nelle classi e confrontate con ambienti privi di piante, hanno registrato un assorbimento dell'anidride carbonica pari al 20% nelle prime ore della giornata, che sale fino al 75% con l'aumento della concentrazione di CO2. Nel corso dello studio è stato inoltre rilevato un miglioramento del 30% delle capacità cognitive. Le piante hanno mostrato anche una capacità di assorbimento delle polveri sottili pari al 15% e di diversi inquinanti presenti negli ambienti chiusi, tra cui formaldeide, xilene e toluene.

Le analisi di laboratorio hanno permesso di individuare specie con differenti capacità di assorbimento, evidenziando l'efficacia della combinazione di più varietà. Il prossimo passo sarà estendere la ricerca alla componente medica, approfondendo gli effetti della qualità dell'aria sulla salute dei ragazzi, sia dal punto di vista pneumologico sia psicologico, un percorso che amplia l'impegno sulla salute, dall'alimentazione alla qualità dell'aria che respiriamo.

Secondo l'indagine Coldiretti/Censis, quasi 9 presidi su 10 sono inoltre convinti che la presenza di piante possa diventare un'opportunità educativa per far conoscere agli studenti i temi dell'agricoltura, della sostenibilità e della tutela dell'ambiente. Una prospettiva particolarmente interessante per la Puglia, dove il florovivaismo rappresenta una filiera agricola strutturata e fortemente radicata nei territori, con Terlizzi come uno dei suoi principali punti di riferimento.

In Puglia il comparto conta 618 imprese e 3.221 addetti, secondo i dati Unioncamere Puglia, mentre le esportazioni raggiungono i 58,6 milioni di euro, di cui 52,3 milioni destinati ai mercati dell'Unione europea, numeri che confermano – dice Coldiretti Puglia - il peso economico di una filiera che può trovare nella crescente attenzione al verde nuove opportunità di mercato, ma anche nuove funzioni sociali e ambientali.

Il florovivaismo pugliese è chiamato però ad affrontare una fase caratterizzata da elevati costi di produzione e dalla necessità di continui investimenti tecnologici, a fronte dell'aumento dei costi dell'energia, dei fertilizzanti, delle materie plastiche e della logistica – insiste Coldiretti Puglia - per questo la valorizzazione del verde deve essere accompagnata da politiche capaci di sostenere le imprese agricole, favorendo innovazione, investimenti e una maggiore presenza delle produzioni italiane negli spazi pubblici e privati.

Ma la presenza delle piante è determinante anche dal punto di vista climatico. Secondo il Cnr, aumentare il verde urbano nelle città potrebbe permettere di abbassare le temperature fino a 3,5 gradi, con effetti benefici sulla salute delle persone, sulla vivibilità dei centri e sui consumi energetici. Le piante sono infatti grandi condizionatori naturali grazie all'ombreggiatura che creano e alla traspirazione e fotosintesi del fogliame.

Secondo un'analisi Coldiretti, una pianta adulta può assorbire tra i 100 e i 250 grammi di polveri sottili presenti nell'aria, mentre un ettaro di vegetazione riesce a sottrarre fino a 20mila chili di anidride carbonica all'anno. Un patrimonio naturale che può diventare particolarmente prezioso anche in Puglia – conclude Coldiretti Puglia - dove il contrasto al caldo e la qualità degli spazi urbani sono sempre più centrali per la vivibilità dei territori.