Grandi sogni e speranze per la scuola, da Andria un gruppo di ragazzi per la Scuola di Formazione per studenti
A Montesilvano oltre duemila da tutta Italia per l'evento organizzato dal Movimento studenti di Azione Cattolica
martedì 17 marzo 2026
Un modo diverso di vivere la scuola è possibile, lo sanno bene gli oltre duemila studenti arrivati a Montesilvano da tutta Italia lo scorso weekend per vivere la Scuola di Formazione per studenti. Tra loro anche un gruppo di giovani partiti da Andria con il circolo diocesano Msac "Alberto Marvelli". Tre giorni di formazione, incontri e confronto per riflettere su scuola, attualità e formazione in un tempo segnato da conflitti e incertezza.
Il Pala Dean Martin di Montesilvano ha accolto la gioia, l'entusiasmo e la voglia di partecipare degli studenti delle scuole superiori d'Italia che per tre giorni hanno guardato la scuola da un'altra prospettiva attraverso laboratori, talk e intrattenimento.
"High Hopes" il titolo scelto per la nona edizione della SFS organizzata dal Movimento Studenti di Azione Cattolica, una espressione che riassume l'obiettivo dell'evento: sognare in grande, ma con i piedi per terra. Uno slogan che esprime il bisogno di sperare e sperimentare una scuola migliore che non si limiti ad insegnare, ma che sappia ascoltare i ragazzi, includere e far crescere. Dal 13 al 15 marzo scorso i ragazzi hanno vissuto giornate scolastiche diverse dal solito attraverso workshop e laboratori. Vere e proprie classi transdisciplinari in cui i ragazzi hanno sperimentato metodologie innovative su temi particolari e di cui spesso non si parla a scuola: consapevolezza finanziaria, cittadinanza attiva, intelligenza emotiva, coscienza sociale, competenze digitali e pensiero critico.
Oltre ai workshop non sono mancati momenti di "fuori classe" e "spazio bianco" con attività sportive, laboratori creativi e di arti visive.
Ha parlato di «un invito a guardare in alto, a darsi mete ambiziose, ad avere aspirazioni» il ministro dell'istruzione e del merito Giuseppe Valditara in una lettera inviata ai partecipanti. «E' stato un modo per confrontarmi e conoscere nuove realtà e punti di vista, oltre che tre giorni di divertimento con più di duemila ragazzi» – ha sottolineato Vincenzo Gigliobianco, studente del Liceo "Carlo Troya". «Spesso ci tocca approfondire da soli determinati temi. In questi tre giorni invece abbiamo avuto l'occasione di apprendere tanto e riportare il tutto nelle mura della mia aula, arricchendo così non solo il mio bagaglio, ma provando a farlo anche con quello dei miei compagni e docenti» – ha raccontato Roberta Civita, studentessa del liceo linguistico di Andria.
Grandi speranze che adesso si trasformano in semi da coltivare attraverso la voce e l'impegno di studenti di tutta Italia per vivere una scuola che sia sempre più spazio di dialogo, di ricerca e di speranza.
Il Pala Dean Martin di Montesilvano ha accolto la gioia, l'entusiasmo e la voglia di partecipare degli studenti delle scuole superiori d'Italia che per tre giorni hanno guardato la scuola da un'altra prospettiva attraverso laboratori, talk e intrattenimento.
"High Hopes" il titolo scelto per la nona edizione della SFS organizzata dal Movimento Studenti di Azione Cattolica, una espressione che riassume l'obiettivo dell'evento: sognare in grande, ma con i piedi per terra. Uno slogan che esprime il bisogno di sperare e sperimentare una scuola migliore che non si limiti ad insegnare, ma che sappia ascoltare i ragazzi, includere e far crescere. Dal 13 al 15 marzo scorso i ragazzi hanno vissuto giornate scolastiche diverse dal solito attraverso workshop e laboratori. Vere e proprie classi transdisciplinari in cui i ragazzi hanno sperimentato metodologie innovative su temi particolari e di cui spesso non si parla a scuola: consapevolezza finanziaria, cittadinanza attiva, intelligenza emotiva, coscienza sociale, competenze digitali e pensiero critico.
Oltre ai workshop non sono mancati momenti di "fuori classe" e "spazio bianco" con attività sportive, laboratori creativi e di arti visive.
Ha parlato di «un invito a guardare in alto, a darsi mete ambiziose, ad avere aspirazioni» il ministro dell'istruzione e del merito Giuseppe Valditara in una lettera inviata ai partecipanti. «E' stato un modo per confrontarmi e conoscere nuove realtà e punti di vista, oltre che tre giorni di divertimento con più di duemila ragazzi» – ha sottolineato Vincenzo Gigliobianco, studente del Liceo "Carlo Troya". «Spesso ci tocca approfondire da soli determinati temi. In questi tre giorni invece abbiamo avuto l'occasione di apprendere tanto e riportare il tutto nelle mura della mia aula, arricchendo così non solo il mio bagaglio, ma provando a farlo anche con quello dei miei compagni e docenti» – ha raccontato Roberta Civita, studentessa del liceo linguistico di Andria.
Grandi speranze che adesso si trasformano in semi da coltivare attraverso la voce e l'impegno di studenti di tutta Italia per vivere una scuola che sia sempre più spazio di dialogo, di ricerca e di speranza.