Domenica 22 febbraio Andria costruisce ponti per il Carnevale 2026
La parata dà vita ad una domenica di comunità, tradizione e identità condivisa
lunedì 23 febbraio 2026
12.11
Non è stato il maltempo a spegnere il Carnevale di Andria. La parata prevista per martedì 18 febbraio è stata rinviata a domenica 22, ma l'attesa non ha fatto altro che caricare la città di entusiasmo. Ieri alle 9.30, dal Palazzetto dello Sport, è partito un corteo compatto, vivo, rumoroso nel senso più bello del termine: bambini, insegnanti, genitori, associazioni. Un'onda di colori che ha attraversato le strade fino a piazza Municipio, dando forma concreta al tema scelto per il 2026: "Essere ponte. Costruiamo ponti, insieme!".
Un messaggio che non è rimasto astratto. Ogni scuola lo ha interpretato con linguaggi diversi, ma con la stessa intenzione: parlare di legami, ascolto, comunità.
L'Istituto Comprensivo "Monsignor Giuseppe Di Donna", con circa 460 partecipanti, ha sfilato tra bandiere e simboli di uguaglianza, richiamando il valore delle parole come strumenti per unire, nel solco del pensiero di Liliana Segre: costruire ponti significa prima di tutto scegliere di ascoltare.
L'Istituto di Istruzione Secondaria Superiore "Mariano Fermi", 320 persone, ha immaginato un viaggio intorno al mondo: dall'alto di un aereo i confini scompaiono e la Terra appare per quello che è, una casa comune. La musica, nelle loro coreografie, è diventata l'anello di congiunzione tra i popoli.
Le parrocchie "Santissima Trinità – Sant'Andrea", con i suoi dodici sottogruppi, hanno giocato sul rapporto tra realtà e fantasia, portando in scena robot e suggestioni futuristiche: anche la tecnologia può essere un ponte, se guidata dall'umanità. L'Istituto di Istruzione Secondaria Superiore "Imbriani-Salvemini", 450 presenze tra alunni e adulti, ha intrecciato fiaba e quotidianità attraverso l'immaginario Disney, trasformando personaggi e storie in simboli di amicizia, solidarietà e inclusione.
L'Istituto Comprensivo "Riccardo Cotugno" ha scelto un messaggio diretto: "La conoscenza è il ponte", ricordando che l'educazione resta il primo strumento per collegare differenze e generazioni. Con loro anche l'Istituto Comprensivo "Alessandro Manzoni", il gruppo Momo Murga con la sua energia travolgente e il coro dell'Istituto Comprensivo "Giuseppe Colasanto".
Le esibizioni hanno animato piazza Municipio, mentre il coro dell'Istituto Comprensivo "Giuseppe Colasanto" si è esibito in piazza Catuma, dove la festa è proseguita e dove, sul palco allestito per l'occasione, si è svolta la premiazione dei gruppi. A guidare quel momento la sindaca Giovanna Bruno insieme all'assessore alla Bellezza Daniela Di Bari, che hanno sottolineato il valore di un percorso costruito negli anni attraverso il tavolo permanente del Carnevale cittadino: non un evento isolato, ma un lavoro condiviso che coinvolge scuole, parrocchie, realtà culturali e sportive.
Tra i momenti più sentiti, la tradizionale petrscioit, con il lancio dei tenerelli, gesto antico che ad Andria continua a raccontare relazioni familiari e appartenenza. Un rito che resiste al tempo e che, in una giornata dedicata ai ponti, ha ricordato che l'identità di una città si costruisce anche custodendo le proprie radici.
Nel corso della mattinata è stato anche annunciato il progetto cinematografico "REEL" del regista andriese Gianni Quinto, le cui riprese si terranno a marzo in città: un cenno rapido, dentro una giornata che ha avuto un protagonista chiaro, la comunità.
Un messaggio che non è rimasto astratto. Ogni scuola lo ha interpretato con linguaggi diversi, ma con la stessa intenzione: parlare di legami, ascolto, comunità.
L'Istituto Comprensivo "Monsignor Giuseppe Di Donna", con circa 460 partecipanti, ha sfilato tra bandiere e simboli di uguaglianza, richiamando il valore delle parole come strumenti per unire, nel solco del pensiero di Liliana Segre: costruire ponti significa prima di tutto scegliere di ascoltare.
L'Istituto di Istruzione Secondaria Superiore "Mariano Fermi", 320 persone, ha immaginato un viaggio intorno al mondo: dall'alto di un aereo i confini scompaiono e la Terra appare per quello che è, una casa comune. La musica, nelle loro coreografie, è diventata l'anello di congiunzione tra i popoli.
Le parrocchie "Santissima Trinità – Sant'Andrea", con i suoi dodici sottogruppi, hanno giocato sul rapporto tra realtà e fantasia, portando in scena robot e suggestioni futuristiche: anche la tecnologia può essere un ponte, se guidata dall'umanità. L'Istituto di Istruzione Secondaria Superiore "Imbriani-Salvemini", 450 presenze tra alunni e adulti, ha intrecciato fiaba e quotidianità attraverso l'immaginario Disney, trasformando personaggi e storie in simboli di amicizia, solidarietà e inclusione.
L'Istituto Comprensivo "Riccardo Cotugno" ha scelto un messaggio diretto: "La conoscenza è il ponte", ricordando che l'educazione resta il primo strumento per collegare differenze e generazioni. Con loro anche l'Istituto Comprensivo "Alessandro Manzoni", il gruppo Momo Murga con la sua energia travolgente e il coro dell'Istituto Comprensivo "Giuseppe Colasanto".
Le esibizioni hanno animato piazza Municipio, mentre il coro dell'Istituto Comprensivo "Giuseppe Colasanto" si è esibito in piazza Catuma, dove la festa è proseguita e dove, sul palco allestito per l'occasione, si è svolta la premiazione dei gruppi. A guidare quel momento la sindaca Giovanna Bruno insieme all'assessore alla Bellezza Daniela Di Bari, che hanno sottolineato il valore di un percorso costruito negli anni attraverso il tavolo permanente del Carnevale cittadino: non un evento isolato, ma un lavoro condiviso che coinvolge scuole, parrocchie, realtà culturali e sportive.
Tra i momenti più sentiti, la tradizionale petrscioit, con il lancio dei tenerelli, gesto antico che ad Andria continua a raccontare relazioni familiari e appartenenza. Un rito che resiste al tempo e che, in una giornata dedicata ai ponti, ha ricordato che l'identità di una città si costruisce anche custodendo le proprie radici.
Nel corso della mattinata è stato anche annunciato il progetto cinematografico "REEL" del regista andriese Gianni Quinto, le cui riprese si terranno a marzo in città: un cenno rapido, dentro una giornata che ha avuto un protagonista chiaro, la comunità.