Dalla Puglia un investimento verde: anche Andria al centro del piano di rinaturalizzazione urbana
«Intervento strategico che mette insieme rigenerazione, sostenibilità e qualità della vita»
venerdì 17 aprile 2026
14.24
Un passo deciso per restituire valore ai territori e migliorare la qualità della vita nelle città: la Regione Puglia ha approvato in via provvisoria l'elenco delle istanze ammesse e la relativa graduatoria di priorità del bando "Rinaturalizzazione dei suoli degradati o in via di degrado, in ambito urbano e periurbano", finanziato nell'ambito del Fondo per il contrasto al consumo di suolo.
Si tratta di un intervento strategico per il futuro della Puglia, che punta a invertire processi di degrado ambientale diffusi, trasformando aree abbandonate, impermeabilizzate o compromesse in nuovi spazi verdi pubblici, accessibili e funzionali.
L'intervento, cui è destinato una dotazione di 50 milioni di euro per l'anno 2026 a valere sul Fondo per il contrasto del consumo suolo per il periodo 2023-2027, finanzia progetti promossi dagli enti locali per il recupero ecologico dei suoli, con contributi a fondo perduto fino al 100% delle spese ammissibili. Gli interventi riguardano, in particolare, la rimozione di superfici artificiali, il ripristino della permeabilità del terreno, la bonifica di aree inquinate, la piantumazione di vegetazione autoctona e la creazione di infrastrutture verdi.
Le proposte approvate coinvolgono numerosi Comuni pugliesi, tra cui Massafra, Biccari, Trinitapoli, Gravina di Puglia, Casamassima, Foggia, Alberona, Brindisi, Castrignano de' Greci, Gallipoli, Barletta, Melissano, Trepuzzi, Sannicola, Capurso, Bari, Andria e Pietramontecorvino. Interventi che spaziano dalla deimpermeabilizzazione di aree urbane alla realizzazione di micro-foreste, corridoi verdi e nuovi parchi pubblici, contribuendo anche a contrastare fenomeni come le isole di calore e la perdita di biodiversità.
"Questo intervento– dichiara l'assessora regionale all'Urbanistica e Casa, Marina Leuzzi – ci consente di rafforzare la nostra strategia regionale per contrastare il consumo di suolo e restituire qualità ambientale ai nostri territori. Non parliamo solo di limitare nuove costruzioni, ma di recuperare ciò che è stato compromesso: aree abbandonate, superfici asfaltate, spazi che oggi non svolgono alcuna funzione e che invece possono tornare a essere vivi e utili per le comunità. Puntiamo a riportare il suolo alla sua funzione naturale, riattivando i processi biologici, favorendo la biodiversità e migliorando la capacità dei territori di rispondere ai cambiamenti climatici. Interveniamo soprattutto nei contesti urbani e periurbani, dove il degrado è più evidente, per trasformarli in spazi verdi fruibili, capaci di generare benefici ambientali ma anche sociali. È una visione che mette insieme rigenerazione, sostenibilità e qualità della vita, restituendo valore a luoghi oggi marginali e rafforzando il legame tra ambiente e comunità".
L'approvazione dell'elenco rappresenta un primo passo operativo verso la realizzazione degli interventi, che contribuiranno a costruire città più verdi, resilienti e vivibili, rafforzando al contempo la consapevolezza sull'importanza della tutela del suolo come risorsa fondamentale e non rinnovabile.
Si tratta di un intervento strategico per il futuro della Puglia, che punta a invertire processi di degrado ambientale diffusi, trasformando aree abbandonate, impermeabilizzate o compromesse in nuovi spazi verdi pubblici, accessibili e funzionali.
L'intervento, cui è destinato una dotazione di 50 milioni di euro per l'anno 2026 a valere sul Fondo per il contrasto del consumo suolo per il periodo 2023-2027, finanzia progetti promossi dagli enti locali per il recupero ecologico dei suoli, con contributi a fondo perduto fino al 100% delle spese ammissibili. Gli interventi riguardano, in particolare, la rimozione di superfici artificiali, il ripristino della permeabilità del terreno, la bonifica di aree inquinate, la piantumazione di vegetazione autoctona e la creazione di infrastrutture verdi.
Le proposte approvate coinvolgono numerosi Comuni pugliesi, tra cui Massafra, Biccari, Trinitapoli, Gravina di Puglia, Casamassima, Foggia, Alberona, Brindisi, Castrignano de' Greci, Gallipoli, Barletta, Melissano, Trepuzzi, Sannicola, Capurso, Bari, Andria e Pietramontecorvino. Interventi che spaziano dalla deimpermeabilizzazione di aree urbane alla realizzazione di micro-foreste, corridoi verdi e nuovi parchi pubblici, contribuendo anche a contrastare fenomeni come le isole di calore e la perdita di biodiversità.
"Questo intervento– dichiara l'assessora regionale all'Urbanistica e Casa, Marina Leuzzi – ci consente di rafforzare la nostra strategia regionale per contrastare il consumo di suolo e restituire qualità ambientale ai nostri territori. Non parliamo solo di limitare nuove costruzioni, ma di recuperare ciò che è stato compromesso: aree abbandonate, superfici asfaltate, spazi che oggi non svolgono alcuna funzione e che invece possono tornare a essere vivi e utili per le comunità. Puntiamo a riportare il suolo alla sua funzione naturale, riattivando i processi biologici, favorendo la biodiversità e migliorando la capacità dei territori di rispondere ai cambiamenti climatici. Interveniamo soprattutto nei contesti urbani e periurbani, dove il degrado è più evidente, per trasformarli in spazi verdi fruibili, capaci di generare benefici ambientali ma anche sociali. È una visione che mette insieme rigenerazione, sostenibilità e qualità della vita, restituendo valore a luoghi oggi marginali e rafforzando il legame tra ambiente e comunità".
L'approvazione dell'elenco rappresenta un primo passo operativo verso la realizzazione degli interventi, che contribuiranno a costruire città più verdi, resilienti e vivibili, rafforzando al contempo la consapevolezza sull'importanza della tutela del suolo come risorsa fondamentale e non rinnovabile.