Dal centro Zenith un accorato appello: "La vaccinazione è un atto d'amore"

"Una comunità solidale parte sempre dai più deboli, solo così si gettano le fondamenta per un tessuto civico vivo, vitale e giusto

giovedì 13 gennaio 2022 7.56
"Tra la resistenza e la resa, scegliamo la resistenza -sottolinea in una nota il responsabile del centro Zenith, il prof. Antonello Fortunato-. Nonostante l'incremento esponenziale dei contagi che preoccupa non poco le famiglie, noi dello Zenith continuiamo le nostre attività in presenza.
È per noi un imperativo categorico garantire ai nostri amici speciali tutte le possibili opportunità perché si scongiuri un isolamento che metterebbe fortemente a rischio l'equilibrio psicologico dei più fragili.
Per questo motivo da quando ci sono i vaccini spingiamo i cittadini a vaccinarsi, a non cedere all'egoismo di chi persuaso da pseudo riferimenti scientifici decide di non sottoporsi a vaccinazione creando problemi negli ospedali e nella comunità. Non sono le regole a limitare la libertà, ma è il virus che va combattuto con la nostra unica arma a disposizione. La quasi totalità dei partecipanti al nostro gruppo ha concluso il ciclo vaccinale con tre dosi, ma questo potrebbe non bastare se non fermiamo i contagi attraverso un atto di responsabilità.
Nelle quotidiane decisioni non dimentichiamo le persone con disabilità che già lottano per un'inclusione vera e che vedrebbero il mondo crollare sulle loro fragili spalle se per responsabilità di qualche superficiale non si argina la pandemia.
Una comunità solidale parte sempre dai più deboli, solo così si gettano le fondamenta per un tessuto civico vivo, vitale e giusto".