8 marzo: le donne guidano 22mila aziende agricole in Puglia, il 28,6% di tutte le attività economiche  

È quanto afferma Donne Impresa Coldiretti Puglia in occasione della Festa della Donna

domenica 8 marzo 2026 20.31
In Puglia le donne stanno giocando un ruolo sempre più centrale nel settore agroalimentare, con circa un terzo delle imprese agricole guidate da imprenditrici pari ad oltre 22.000 aziende a conduzione femminile e anche nel turismo rurale la loro presenza si fa sentire, perché tra i circa 960 agriturismi attivi in regione 426 sono gestiti da donne, portando innovazione, sostenibilità e un tocco femminile all'accoglienza e alle attività multifunzionali legate alla terra. È quanto afferma Donne Impresa Coldiretti Puglia in occasione dell'8 marzo, Festa della Donna, che celebra la creatività, la passione e il contributo concreto delle imprenditrici allo sviluppo del territorio e all'economia locale.

"Sono le donne a imprimere una svolta vera all'agroalimentare, portando nei territori una visione che unisce resilienza, innovazione e sostenibilità, la capacità di interpretare i cambiamenti del mercato e la volontà di coniugare la crescita economica con il benessere delle comunità", afferma Rita Tamborrino, leader di Donne Coldiretti Puglia.

In un momento in cui l'agricoltura a livello globale sta vivendo una transizione verso la sostenibilità e un rilancio inclusivo, come sottolineato dall'Anno Internazionale della Donna Agricoltrice 2026 proclamato dalle Nazioni Unite per valorizzare il contributo femminile nei sistemi agroalimentari, l'Italia e la Puglia non restano indietro. Secondo le più recenti analisi statistiche, oltre il 30% delle aziende agricole è gestito da donne, un dato che riflette una crescita costante della leadership femminile nel settore primario, orientata alla multifunzionalità, alla sostenibilità e all'innovazione.

In Puglia, grazie a questa spinta delle imprenditrici, si registra una forte presenza femminile nelle attività agricole e rurali connesse alla filiera corta, alla trasformazione dei prodotti e all'accoglienza rurale. La dimensione femminile – aggiunge Coldiretti Puglia - si caratterizza per un approccio integrato alla terra e alla comunità, che va dall'educazione ambientale con le scuole ai servizi di agricoltura sociale, dalle fattorie didattiche ai percorsi di pet‑therapy e agli orti didattici.

Tamborrino sottolinea che, nonostante le difficoltà strutturali legate all'accesso al credito e alle competenze, le imprenditrici stanno consolidando modelli di impresa capaci non solo di competere sul mercato, ma di innovare i processi produttivi e di favorire una crescita sostenibile dei territori. "Questo dinamismo femminile – afferma Rita Tamborrino - va sostenuto con strumenti concreti che riducano la burocrazia e favoriscano investimenti in tecnologie verdi, digitalizzazione e servizi di conciliazione tra vita lavorativa e familiare, così che la scelta professionale delle donne in agricoltura possa tradursi in opportunità occupazionali e sociali reali".

La leadership delle donne in agricoltura non è una moda, è un elemento strategico per rispondere alle sfide globali legate alla sicurezza alimentare, alla biodiversità e al cambiamento climatico, così come alla valorizzazione delle comunità rurali e della cultura del cibo locale.