Vacanze in auto: per 8 automobilisti su 10 guidare all'estero senza conoscere le usanze locali può essere rischioso

Dal significato dei lampeggi dei fari all'uso del clacson, un'indagine racconta come cambia il linguaggio della strada nei diversi Paesi europei

giovedì 6 agosto 2026 5.07
Chi parte per un viaggio in auto durante l'estate di solito si informa sui limiti di velocità, sui pedaggi autostradali o sulle tariffe dei parcheggi nei Paesi che visiterà. Molto più raramente, invece, si sofferma sulle differenze nella cultura e nell'etichetta di guida. Ogni Paese ha infatti regole non scritte che gli automobilisti utilizzano per segnalare un pericolo, ringraziare, scusarsi o rivendicare la precedenza. Sebbene molti di questi gesti sembrino universali, il loro significato cambia notevolmente da uno Stato all'altro.

Anche l'Italia ha una propria cultura della guida e tradizioni consolidate. Molti automobilisti evitano ancora oggi di iniziare un viaggio di martedì o di venerdì, mentre in alcune località è ancora consuetudine far benedire le vetture dai sacerdoti come gesto di protezione. Ma cosa succede quando gli italiani attraversano i confini per le vacanze estive?

Uno studio[1] condotto da carVertical, società leader nella raccolta di dati per il settore automobilistico, rivela che il 47% degli automobilisti considera la scarsa conoscenza delle abitudini di guida locali un fattore in grado di creare situazioni pericolose sulla strada, mentre il 33% ritiene che possa causare rischi almeno occasionalmente. Solo il 10,9% pensa che questo aspetto non rappresenti alcun pericolo, mentre l'8,5% non sa esprimere un'opinione. Ma in cosa differiscono realmente l'etichetta e la cultura della guida nei vari Paesi europei e cosa conviene sapere prima di mettersi in viaggio?

Lo stesso segnale può avere significati diversi a seconda del Paese

In tutta Europa gli automobilisti comunicano attraverso lampeggi dei fari, quattro frecce, gesti e colpi di clacson. Tuttavia, il significato di questi segnali varia da Paese a Paese: ciò che in una nazione è un gesto di cortesia, in un'altra può essere interpretato come un comportamento aggressivo.

In Romania, ad esempio, i lampeggi con gli abbaglianti rappresentano quasi un vero e proprio linguaggio. Oltre a essere utilizzati per segnalare un pericolo o chiedere a un altro veicolo di spostarsi, possono servire per salutare un collega (ad esempio tra camionisti o tassisti che si incrociano) oppure per esprimere apprezzamento davanti a un'auto rara o particolarmente prestigiosa. Al contrario, un lampeggio lungo e insistente può sostituire un insulto rivolto a chi ha appena effettuato una manovra scorretta.

All'estremo opposto si trova il Regno Unito, dove gli abbaglianti vengono utilizzati quasi esclusivamente come gesto di cortesia e collaborazione. In Finlandia, invece, lo stesso segnale assume un significato molto particolare: in Lapponia, un lampeggio proveniente da un veicolo che arriva in senso opposto indica quasi sempre la presenza di renne sulla carreggiata.

Anche il clacson è uno dei mezzi di comunicazione più diffusi sulle strade europee e, in generale, viene utilizzato per segnalare un pericolo immediato. In molti Paesi serve anche a richiamare un automobilista distratto o troppo lento a ripartire. Nelle zone rurali di Croazia, Romania e Francia, però, un breve colpo di clacson può semplicemente significare: "Ciao, vicino!". In Spagna è comune suonare quando si riconoscono amici o familiari lungo il tragitto.

In Francia e Portogallo è perfettamente normale annunciare il proprio arrivo davanti a casa di un amico con un colpo di clacson anziché suonare il campanello. L'Italia, invece, dimostra come le differenze possano esistere anche all'interno dello stesso Paese: se nel Nord il clacson è spesso considerato un gesto poco educato, nel Sud rappresenta ancora uno strumento quotidiano di comunicazione tra automobilisti.

I segnali che ogni automobilista europeo comprende

Se è vero che alcuni gesti assumono significati diversi a seconda del Paese, esistono anche segnali praticamente universali. Le quattro frecce, ad esempio, vengono spesso utilizzate per ringraziare un altro automobilista in Lituania, Polonia, Slovacchia, Repubblica Ceca, Romania, Croazia e in molti altri Paesi dell'Europa centrale e orientale.

Anche i gesti con la mano cambiano valore a seconda del contesto. Alzare una mano in segno di ringraziamento è un comportamento universalmente riconosciuto in Europa, mentre in Germania mostrare il dito medio a un altro conducente può avere conseguenze legali e, se segnalato alle autorità, comportare una multa.

In Belgio i camionisti hanno sviluppato un modo tutto loro per dire grazie: dopo essere stati sorpassati, azionano rapidamente prima l'indicatore di direzione sinistro e poi quello destro, un gesto di cortesia poco diffuso nel resto d'Europa.

Il clacson, inoltre, non serve solo a segnalare un pericolo o manifestare impazienza. Una colonna di auto decorate che attraversa la città suonando ripetutamente indica quasi ovunque un matrimonio. Si tratta di una tradizione perfettamente accettata nella Repubblica Ceca, in Slovacchia, Serbia, Ungheria, Polonia, Romania, Lituania e Lettonia, dove non viene percepita come un comportamento aggressivo. In Serbia, inserirsi accidentalmente in un corteo nuziale è anzi considerato di cattivo auspicio.

In Italia, Spagna, Portogallo e Romania il clacson viene spesso utilizzato anche per esprimere entusiasmo e sostegno dopo importanti eventi sportivi o durante manifestazioni pubbliche.

"Il lampeggio degli abbaglianti è probabilmente il segnale 'silenzioso' più diffuso in Europa per avvisare della presenza di pattuglie della polizia, autovelox, incidenti o altri ostacoli sulla strada. È una pratica comune in quasi tutto il continente. In Italia, tuttavia, segnalare la presenza delle forze dell'ordine è espressamente vietato dalla legge", spiega Matas Buzelis, esperto del settore automobilistico di carVertical.

Gli automobilisti conoscono le regole di casa, ma all'estero si sentono meno sicuri

L'indagine di carVertical evidenzia come gli automobilisti abbiano una buona conoscenza dell'etichetta di guida del proprio Paese: il 60% degli intervistati afferma infatti di conoscere le regole non scritte che caratterizzano la circolazione locale.

La sicurezza, però, diminuisce quando si guida all'estero. Sebbene gli episodi di forte disorientamento siano relativamente rari, circa due automobilisti su tre dichiarano di imbattersi almeno occasionalmente in abitudini di guida che non conoscono.

Questo conferma che chi desidera affrontare un viaggio estivo in tranquillità dovrebbe informarsi non solo sui pedaggi autostradali, ma anche sulle consuetudini di guida del Paese che visiterà. Gli automobilisti europei, infatti, non solo comunicano in modo diverso, ma interpretano anche le regole della circolazione con approcci differenti.

"A causa di sanzioni relativamente contenute e della tolleranza di alcuni sistemi di controllo della velocità, in Belgio, Repubblica Ceca, Slovacchia, Lituania e Lettonia esiste una sorta di norma non scritta che porta molti automobilisti a viaggiare leggermente oltre il limite consentito. Nei Paesi scandinavi, invece, anche un lieve eccesso di velocità può comportare multe molto elevate, tanto che molti conducenti ricevono la sanzione direttamente a casa una volta rientrati dal viaggio", spiega Buzelis.

Le tradizioni locali vanno oltre il Codice della Strada

La cultura della guida non è fatta soltanto di regole e segnali, ma anche di credenze e piccoli rituali. In Italia, Repubblica Ceca e Croazia alcuni automobilisti ritengono ancora che vedere un gatto nero attraversare la strada porti sfortuna, mentre in Romania, Serbia e Portogallo è comune tenere in auto rosari, croci o icone religiose come simboli di protezione. Altre consuetudini hanno invece un'origine più pratica.

In altri casi, si tratta semplicemente di abitudini radicate nella vita quotidiana. In Lituania il simbolo della foglia d'acero applicato sul veicolo invita gli altri automobilisti a essere pazienti con i neopatentati; nel Regno Unito molte persone danno un nome alla propria auto; nella Repubblica Ceca e in Slovacchia i passeggeri continuano a giocare al celebre "gioco dell'auto gialla". In Italia, alcuni conducenti evitano ancora di partire di martedì e di venerdì, mentre in Spagna e nel Regno Unito c'è chi trattiene il respiro quando attraversa una galleria o passa davanti a un cimitero per allontanare la sfortuna.

Conoscere alcune delle tradizioni locali prima di affrontare un viaggio in auto può sembrare meno importante che verificare i limiti di velocità o acquistare una vignetta autostradale. Eppure, queste informazioni possono rendere il viaggio molto più semplice, sereno e privo di spiacevoli incomprensioni.

[1] METODOLOGIA
Lo studio di carVertical si basa su un sondaggio visualizzato nella schermata di caricamento del report di carVertical, condotto tra giugno e luglio 2026 su oltre 4.000 intervistati in più di 25 paesi. Poiché il sondaggio era rivolto esclusivamente agli utenti di carVertical, il campione è costituito da persone attivamente interessate alle auto usate.