Spaccio di stupefacenti: custodia cautelare in carcere per un andriese
L'operazione è il risultato di una complessa indagine sviluppata in circa sette mesi
martedì 13 ottobre 2026
11.48
Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Trani ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un cittadino residente ad Andria, ritenuto responsabile dei reati di cessione e detenzione illecita di sostanze stupefacenti. Il provvedimento accoglie pienamente la richiesta della Procura della Repubblica di Trani, che ha coordinato le indagini condotte dal personale della Polizia di Stato della Questura di Barletta-Andria-Trani.
La misura restrittiva è stata disposta dal GIP all'esito dell'interrogatorio preventivo tenutosi lo scorso 1° ottobre. L'operazione è il risultato di una complessa e approfondita attività d'indagine sviluppata nell'arco di circa sette mesi, tra dicembre 2025 e luglio 2026. Gli agenti e gli ufficiali di polizia giudiziaria della Sezione Antidroga della Squadra Mobile della Questura di BAT, sotto la costante direzione della Procura tranese, hanno messo in atto una mirata strategia investigativa. Attraverso il ricorso ad attività tecniche, pedinamenti e prolungati servizi di osservazione sul campo, gli inquirenti sono riusciti a ricostruire un quadro indiziario solido e dettagliato, condiviso dall'Autorità Giudiziaria.
Il compendio probatorio raccolto ha delineato la responsabilità dell'indagato in ordine alla violazione dell'art. 73, comma 4, del D.P.R. n. 309/1990, in relazione alla detenzione ai fini di spaccio di 415 grammi lordi di hashish.
Nello specifico, l'episodio contestato risale al 1° dicembre 2025 in via Garibaldi ad Andria. In quella circostanza, gli agenti della Squadra Volanti avevano proceduto al sequestro della sostanza stupefacente che, sebbene inizialmente rinvenuta a carico di ignoti, è stata successivamente attribuita – secondo l'ipotesi accusatoria – all'indagato.
Le indagini hanno infatti accertato che l'uomo, nel tentativo di sottrarsi al controllo di polizia e di perfezionare la cessione a un acquirente rimasto ignoto, aveva repentinamente occultato il panetto di hashish al suolo, sotto un'auto in sosta.
La gravità della condotta si inserisce in un quadro di spiccata pericolosità sociale del soggetto. Il medesimo era già stato tratto in arresto in flagranza di reato lo scorso 20 aprile 2026 poiché trovato in possesso di un ingente quantitativo di hashish, pari a 2.037 grammi.
A confermare la persistenza dei canali di approvvigionamento e la prosecuzione dell'attività illecita è intervenuto un ulteriore episodio: il 5 maggio 2026, nel corso di una perquisizione delegata presso la sua abitazione, l'indagato è stato trovato in possesso di altri 63,92 grammi lordi di hashish, fatto per il quale è stato deferito in stato di libertà.
Si precisa che il procedimento penale verte nella fase delle indagini preliminari e che, nel pieno rispetto del principio costituzionale di presunzione di innocenza, la responsabilità dell'indagato sarà definitivamente accertata solo a seguito di una sentenza irrevocabile di condanna.
La misura restrittiva è stata disposta dal GIP all'esito dell'interrogatorio preventivo tenutosi lo scorso 1° ottobre. L'operazione è il risultato di una complessa e approfondita attività d'indagine sviluppata nell'arco di circa sette mesi, tra dicembre 2025 e luglio 2026. Gli agenti e gli ufficiali di polizia giudiziaria della Sezione Antidroga della Squadra Mobile della Questura di BAT, sotto la costante direzione della Procura tranese, hanno messo in atto una mirata strategia investigativa. Attraverso il ricorso ad attività tecniche, pedinamenti e prolungati servizi di osservazione sul campo, gli inquirenti sono riusciti a ricostruire un quadro indiziario solido e dettagliato, condiviso dall'Autorità Giudiziaria.
Il compendio probatorio raccolto ha delineato la responsabilità dell'indagato in ordine alla violazione dell'art. 73, comma 4, del D.P.R. n. 309/1990, in relazione alla detenzione ai fini di spaccio di 415 grammi lordi di hashish.
Nello specifico, l'episodio contestato risale al 1° dicembre 2025 in via Garibaldi ad Andria. In quella circostanza, gli agenti della Squadra Volanti avevano proceduto al sequestro della sostanza stupefacente che, sebbene inizialmente rinvenuta a carico di ignoti, è stata successivamente attribuita – secondo l'ipotesi accusatoria – all'indagato.
Le indagini hanno infatti accertato che l'uomo, nel tentativo di sottrarsi al controllo di polizia e di perfezionare la cessione a un acquirente rimasto ignoto, aveva repentinamente occultato il panetto di hashish al suolo, sotto un'auto in sosta.
La gravità della condotta si inserisce in un quadro di spiccata pericolosità sociale del soggetto. Il medesimo era già stato tratto in arresto in flagranza di reato lo scorso 20 aprile 2026 poiché trovato in possesso di un ingente quantitativo di hashish, pari a 2.037 grammi.
A confermare la persistenza dei canali di approvvigionamento e la prosecuzione dell'attività illecita è intervenuto un ulteriore episodio: il 5 maggio 2026, nel corso di una perquisizione delegata presso la sua abitazione, l'indagato è stato trovato in possesso di altri 63,92 grammi lordi di hashish, fatto per il quale è stato deferito in stato di libertà.
Si precisa che il procedimento penale verte nella fase delle indagini preliminari e che, nel pieno rispetto del principio costituzionale di presunzione di innocenza, la responsabilità dell'indagato sarà definitivamente accertata solo a seguito di una sentenza irrevocabile di condanna.