Ricordo e responsabilità: Targhe commemorative nelle stazioni della Ferrotramviaria
A un mese dal decennale della tragedia ferroviaria del 12 luglio 2016, completata l’apposizione
mercoledì 12 agosto 2026
Sono state posizionate tutte le targhe commemorative nelle 7 stazioni centrali della tratta ferroviaria che, il 12 luglio 2016, divenne teatro della tragedia che costò la vita a 23 persone e provocò oltre 50 feriti.
Su imput del Comune di Andria, d'intesa con la Regione Puglia, con i sindaci di Bari, Barletta, Corato, Ruvo, Terlizzi e Bitonto e con Ferrotramviaria, si è completata oggi l'apposizione delle lastre in pietra di Trani realizzate dall'azienda andriese CarloPastoreLab.
Sulle stesse si legge: "La Comunità si fa memoria. Ad imperituro ricordo delle vittime dell'incidente ferroviario del 12 luglio 2016".
Le targhe, per precisa scelta e volontà, sono uguali per tutti i Comuni. Uniti del dolore, uniti nel ricordo. L'incisione, eseguita con tecnica ad acquaforte, raffigura il tracciato ferroviario che si trasforma simbolicamente in un corso d'acqua: un fiume che attraversa la terra e alimenta la vita delle comunità. Come un fiume, la ferrovia porta movimento, relazioni, lavoro, studio, opportunità e speranza, diventando una risorsa essenziale per lo sviluppo del territorio. Attorno a questo percorso si raccoglie la comunità, evocata da una moltitudine di punti che rappresentano la presenza costante delle persone lungo la linea ferroviaria. Tra Andria e Corato, però, 23 vuoti interrompono questa trama: sono il segno delle 23 vite spezzate quel 12 luglio 2016, alle ore 11.05. Vuoti che nessun tempo potrà colmare e che rimarranno per sempre parte della storia di tutti.
Dal ricordo deve nascere una sempre maggiore responsabilità verso la sicurezza, il progresso e il bene comune. «L'apposizione delle targhe – dichiara la Sindaca di Andria Giovanna Bruno – è un ulteriore atto di memoria; un impegno assunto, che portiamo a compimento.
A un mese dalla giornata del 12 luglio e dalla presenza ad Andria del Presidente Mattarella, continua il percorso che deve vederci attenti a non dimenticare, sensibili ad accompagnare chi da quel giorno ha una ferita difficilmente sanabile. Un segno esteriore sì, che vuole essere pungolo costante a ricordare, a rispettare, a sentirci uniti nella elaborazione di un lutto dolorosissimo, per tutti».
Andria, in particolare, dopo aver istituito la Giornata in Ricordo del 12 luglio, ne ha promosso l'istituzione pure in Regione Puglia ed ha avviato la procedura per il riconoscimento nazionale di questa giornata. Inoltre, ha recentemente intitolato le nuove aree che contornano la stazione centrale "Largo 12 luglio", in cui è stata apposta la statua "La Comunità" del maestro Cosimo Giuliano, scultore pugliese originario di Latiano, inaugurata proprio dal Presidente Mattarella il 12 luglio scorso.
L'opera nasce dalla volontà di rappresentare la forza che emerge quando le persone si stringono le une alle altre di fronte al dolore. Le figure, scolpite in un unico corpo verticale, si sostengono reciprocamente in un equilibrio che richiama una crescita collettiva: ogni individuo trova stabilità grazie alla presenza dell'altro, fino a comporre un'unica forma, salda e armonica.
La scultura racconta una comunità che non si lascia sopraffare dalla tragedia, ma trasforma la sofferenza in vicinanza, solidarietà e responsabilità condivisa. Non esiste un protagonista: ogni figura è indispensabile all'insieme e contribuisce a sostenere le altre, in un continuo scambio di forza e umanità.
La composizione ascensionale diventa così il simbolo di una memoria che unisce, di un legame che resiste al tempo e della capacità di una comunità di ritrovarsi, sostenersi e guardare insieme verso il futuro.
«Il prossimo impegno – conclude Giovanna Bruno – sarà quello di raccontare le singole vite dei deceduti, se le famiglie lo vorranno, così come le storie dei sopravvissuti che lo volessero.
Perché quel 12 luglio, lo schianto tra due treni ha cancellato vite e cambiato percorsi di persone in carne ed ossa, non di pedine anonime sullo scacchiere di un gioco da tavolo. La memoria non è soltanto il ricordo di ciò che è accaduto: è una responsabilità collettiva. Non solo di una comunità locale, bensì di un Paese intero, come la presenza del presidente Mattarella al decennale ha saldamente dimostrato».
Su imput del Comune di Andria, d'intesa con la Regione Puglia, con i sindaci di Bari, Barletta, Corato, Ruvo, Terlizzi e Bitonto e con Ferrotramviaria, si è completata oggi l'apposizione delle lastre in pietra di Trani realizzate dall'azienda andriese CarloPastoreLab.
Sulle stesse si legge: "La Comunità si fa memoria. Ad imperituro ricordo delle vittime dell'incidente ferroviario del 12 luglio 2016".
Le targhe, per precisa scelta e volontà, sono uguali per tutti i Comuni. Uniti del dolore, uniti nel ricordo. L'incisione, eseguita con tecnica ad acquaforte, raffigura il tracciato ferroviario che si trasforma simbolicamente in un corso d'acqua: un fiume che attraversa la terra e alimenta la vita delle comunità. Come un fiume, la ferrovia porta movimento, relazioni, lavoro, studio, opportunità e speranza, diventando una risorsa essenziale per lo sviluppo del territorio. Attorno a questo percorso si raccoglie la comunità, evocata da una moltitudine di punti che rappresentano la presenza costante delle persone lungo la linea ferroviaria. Tra Andria e Corato, però, 23 vuoti interrompono questa trama: sono il segno delle 23 vite spezzate quel 12 luglio 2016, alle ore 11.05. Vuoti che nessun tempo potrà colmare e che rimarranno per sempre parte della storia di tutti.
Dal ricordo deve nascere una sempre maggiore responsabilità verso la sicurezza, il progresso e il bene comune. «L'apposizione delle targhe – dichiara la Sindaca di Andria Giovanna Bruno – è un ulteriore atto di memoria; un impegno assunto, che portiamo a compimento.
A un mese dalla giornata del 12 luglio e dalla presenza ad Andria del Presidente Mattarella, continua il percorso che deve vederci attenti a non dimenticare, sensibili ad accompagnare chi da quel giorno ha una ferita difficilmente sanabile. Un segno esteriore sì, che vuole essere pungolo costante a ricordare, a rispettare, a sentirci uniti nella elaborazione di un lutto dolorosissimo, per tutti».
Andria, in particolare, dopo aver istituito la Giornata in Ricordo del 12 luglio, ne ha promosso l'istituzione pure in Regione Puglia ed ha avviato la procedura per il riconoscimento nazionale di questa giornata. Inoltre, ha recentemente intitolato le nuove aree che contornano la stazione centrale "Largo 12 luglio", in cui è stata apposta la statua "La Comunità" del maestro Cosimo Giuliano, scultore pugliese originario di Latiano, inaugurata proprio dal Presidente Mattarella il 12 luglio scorso.
L'opera nasce dalla volontà di rappresentare la forza che emerge quando le persone si stringono le une alle altre di fronte al dolore. Le figure, scolpite in un unico corpo verticale, si sostengono reciprocamente in un equilibrio che richiama una crescita collettiva: ogni individuo trova stabilità grazie alla presenza dell'altro, fino a comporre un'unica forma, salda e armonica.
La scultura racconta una comunità che non si lascia sopraffare dalla tragedia, ma trasforma la sofferenza in vicinanza, solidarietà e responsabilità condivisa. Non esiste un protagonista: ogni figura è indispensabile all'insieme e contribuisce a sostenere le altre, in un continuo scambio di forza e umanità.
La composizione ascensionale diventa così il simbolo di una memoria che unisce, di un legame che resiste al tempo e della capacità di una comunità di ritrovarsi, sostenersi e guardare insieme verso il futuro.
«Il prossimo impegno – conclude Giovanna Bruno – sarà quello di raccontare le singole vite dei deceduti, se le famiglie lo vorranno, così come le storie dei sopravvissuti che lo volessero.
Perché quel 12 luglio, lo schianto tra due treni ha cancellato vite e cambiato percorsi di persone in carne ed ossa, non di pedine anonime sullo scacchiere di un gioco da tavolo. La memoria non è soltanto il ricordo di ciò che è accaduto: è una responsabilità collettiva. Non solo di una comunità locale, bensì di un Paese intero, come la presenza del presidente Mattarella al decennale ha saldamente dimostrato».