Perdere un figlio, la Giornata della memoria e della vicinanza ad Andria
Al Camposanto di Andria iniziativa della Multiservice e della Civica Amministrazione
giovedì 15 ottobre 2026
14.14
C'è un dolore silenzioso che per troppo tempo è rimasto relegato nell'intimità delle case, vissuto spesso nella solitudine e nell'incomprensione. Questa mattina la città di Andria ha scelto di rompere quel velo di riservatezza e di stringersi in un abbraccio comunitario in occasione del "Baby Loss Awareness Day", la Giornata Mondiale della Consapevolezza sulla Perdita Perinatale e Infantile.
A partire dalle ore 10.00, il Camposanto cittadino è diventato il fulcro di un momento di riflessione profonda. Insieme al cappellano don Savino Simone e a don Geremia Acri, tanti cittadini si sono raccolti attorno al luogo simbolo di questa memoria: la toccante stele in pietra a forma di cuore, installata lo scorso anno per offrire ai genitori un punto di riferimento fisico a cui affidare un pensiero, un fiore o una preghiera. Tra la luce fioca delle candele e la lettura di brani dedicati, la cerimonia ha visto la partecipazione commossa di numerose famiglie, con una forte e significativa presenza di mamme e papà riuniti fianco a fianco.
L'evento, nato dalla sinergia tra l'Amministrazione comunale e la società municipalizzata Multiservice, ha voluto lanciare un messaggio chiaro contro l'isolamento del lutto perinatale. Come ha evidenziato l'Amministratore Unico di Multiservice, Antonio Griner:«Abbiamo voluto fortemente questo momento di vicinanza alle famiglie che hanno subito un dolore così grande. Insieme alla Sindaca abbiamo pensato a questo luogo per dare conforto e unire la nostra voce alle tante iniziative che proprio oggi si stanno svolgendo nel resto del mondo».
Particolarmente denso di significato è stato l'intervento della Sindaca di Andria, Giovanna Bruno, che ha posto l'accento sulla necessità di abituare la comunità ad accogliere ogni forma di sofferenza: «Intorno a questo tema c'è una sensibilità delicata che spesso non viene colta, perché la dimensione di questo tipo di dolore viene vissuta in maniera molto intima. Sono contenta di aver visto un'ampia partecipazione e, soprattutto, la presenza di tanti papà: spesso si pensa che siano loro a dover nascondere per sempre uno strappo così profondo. Invece ogni sofferenza ha bisogno di un luogo e di un tempo per essere elaborata. Le tante fragilità della nostra città vanno comprese e ribaltate con umanità e dignità».
A conferire un'impronta ancora più autentica e vibrante alla mattinata è stata la testimonianza di Maria, una donna di 55 anni la cui storia ha commosso tutti i presenti. Nel 1990, a soli 19 anni, Maria perse il suo bambino, Domenico, verso la fine della gravidanza a causa delle violenze subite dall'allora marito. Travolta dal dolore, scappò ad Andria per rifugiarsi a Torino. Rintracciata nel 2022 dopo lunghi anni, la donna – spinta dal sogno del suo piccolo – ha fatto ritorno ad Andria portando con sé un cuoricino azzurro ricamato a mano durante un viaggio in autobus lungo una notte intera.
Il suo messaggio inviato a Domenico e letto durante la commemorazione ha trasformato una ferita individuale in una lezione d'amore per l'intera città: «A mio figlio Domenico: mi dispiace per come sono andate le cose, abbiamo sofferto entrambi. Ma sei sempre nei miei pensieri e nella mia anima. A volte trovo dei cuori per strada e penso che sia tu a mandarli per darmi forza. Ti amo, la tua mamma».
Tra il raccoglimento generale e il ricordo dei piccoli angeli mai dimenticati, la giornata si è conclusa con la consapevolezza che Andria ha compiuto un passo importante: trasformare la memoria privata in un abbraccio collettivo che non lascia più nessuno da solo. E questa sera invece, a partire dalle ore 19, Palazzo di Città sarà illuminato di rosa e di blu, i colori simbolo di questa Giornata Mondiale, per richiamare l'attenzione della comunità su un dolore profondo, che merita ascolto, rispetto e vicinanza.
A partire dalle ore 10.00, il Camposanto cittadino è diventato il fulcro di un momento di riflessione profonda. Insieme al cappellano don Savino Simone e a don Geremia Acri, tanti cittadini si sono raccolti attorno al luogo simbolo di questa memoria: la toccante stele in pietra a forma di cuore, installata lo scorso anno per offrire ai genitori un punto di riferimento fisico a cui affidare un pensiero, un fiore o una preghiera. Tra la luce fioca delle candele e la lettura di brani dedicati, la cerimonia ha visto la partecipazione commossa di numerose famiglie, con una forte e significativa presenza di mamme e papà riuniti fianco a fianco.
L'evento, nato dalla sinergia tra l'Amministrazione comunale e la società municipalizzata Multiservice, ha voluto lanciare un messaggio chiaro contro l'isolamento del lutto perinatale. Come ha evidenziato l'Amministratore Unico di Multiservice, Antonio Griner:«Abbiamo voluto fortemente questo momento di vicinanza alle famiglie che hanno subito un dolore così grande. Insieme alla Sindaca abbiamo pensato a questo luogo per dare conforto e unire la nostra voce alle tante iniziative che proprio oggi si stanno svolgendo nel resto del mondo».
Particolarmente denso di significato è stato l'intervento della Sindaca di Andria, Giovanna Bruno, che ha posto l'accento sulla necessità di abituare la comunità ad accogliere ogni forma di sofferenza: «Intorno a questo tema c'è una sensibilità delicata che spesso non viene colta, perché la dimensione di questo tipo di dolore viene vissuta in maniera molto intima. Sono contenta di aver visto un'ampia partecipazione e, soprattutto, la presenza di tanti papà: spesso si pensa che siano loro a dover nascondere per sempre uno strappo così profondo. Invece ogni sofferenza ha bisogno di un luogo e di un tempo per essere elaborata. Le tante fragilità della nostra città vanno comprese e ribaltate con umanità e dignità».
A conferire un'impronta ancora più autentica e vibrante alla mattinata è stata la testimonianza di Maria, una donna di 55 anni la cui storia ha commosso tutti i presenti. Nel 1990, a soli 19 anni, Maria perse il suo bambino, Domenico, verso la fine della gravidanza a causa delle violenze subite dall'allora marito. Travolta dal dolore, scappò ad Andria per rifugiarsi a Torino. Rintracciata nel 2022 dopo lunghi anni, la donna – spinta dal sogno del suo piccolo – ha fatto ritorno ad Andria portando con sé un cuoricino azzurro ricamato a mano durante un viaggio in autobus lungo una notte intera.
Il suo messaggio inviato a Domenico e letto durante la commemorazione ha trasformato una ferita individuale in una lezione d'amore per l'intera città: «A mio figlio Domenico: mi dispiace per come sono andate le cose, abbiamo sofferto entrambi. Ma sei sempre nei miei pensieri e nella mia anima. A volte trovo dei cuori per strada e penso che sia tu a mandarli per darmi forza. Ti amo, la tua mamma».
Tra il raccoglimento generale e il ricordo dei piccoli angeli mai dimenticati, la giornata si è conclusa con la consapevolezza che Andria ha compiuto un passo importante: trasformare la memoria privata in un abbraccio collettivo che non lascia più nessuno da solo. E questa sera invece, a partire dalle ore 19, Palazzo di Città sarà illuminato di rosa e di blu, i colori simbolo di questa Giornata Mondiale, per richiamare l'attenzione della comunità su un dolore profondo, che merita ascolto, rispetto e vicinanza.