L’oro verde della nostra terra sull’asfalto: ad Andria la rabbia si fa poesia

Tra i trattori in protesta e la rabbia per il caro-gasolio, i versi di Antonia Vurchio danno voce al dolore e alla dignità della terra andriese

sabato 17 ottobre 2026 4.59
A cura di Luisa Sgarra
Le sirene dei blocchi stradali sulla tangenziale, la colonna di trattori a passo d'uomo verso lo svincolo autostradale, i motori accesi che rompano il silenzio delle nostre campagne. Ad Andria, epicentro e polmone dell'olivicoltura pugliese, la protesta dei trasportatori e degli agricoltori non è semplicemente un fatto di cronaca o di viabilità: è il grido di dolore di un'intera comunità che vede soffocare il proprio motore economico e sociale.

Tra il rumore dei clacson, le rimostranze contro il caro-gasolio e l'incertezza per i costi di produzione schizzati alle stelle, c'è chi ha sentito il bisogno di fermarsi e guardare oltre la rabbia del momento. Alla nostra redazione è giunta la testimonianza di una nostra concittadina, Antonia Vurchio. Non una lettera di protesta formale, ma pochi versi sinceri, inviati con discrezione per dare voce a quel sentimento strisciante che attraversa le famiglie andriesi in queste ore di concitazione.

La poesia di Antonia Vurchio, intitolata "Oro verde sull'asfalto", cattura una fotografia nitida di ciò che sta accadendo lungo le nostre strade provinciali. L'immagine simbolo è quella di un secchio ribaltato e di un tappeto di olive disseminate sull'asfalto: frutti di mesi di sudore raccolti da «fiacche mani scure» che rischiano di finire calpestati non solo dalle ruote dei tir, ma dal peso indifferente delle bollette e dei prezzi del carburante.

«Un secchio ribaltato sull'asfalto grida muto, / il prodotto di un lavoro che non trova più un aiuto...»

Ad Andria, dove ogni famiglia ha almeno un parente, un amico o un ricordo legato alla raccolta delle olive e alla filiera dell'olio extravergine, queste parole risuonano con una familiarità amara. Quando il costo per muovere un trattore o un camion supera il valore stesso del raccolto, a spezzarsi non è solo un bilancio aziendale, ma la dignità di generazioni di lavoratori.

Il testo della concittadina andriese ha il merito di ricordarci che la protesta in corso non riguarda una singola categoria. Dal blocco dei mezzi alle difficoltà della distribuzione, le ripercussioni toccano direttamente i banchi del mercato cittadino e le attività di vicinato:

«E intanto nei negozi, tra i banchi del mercato, / lo spettro della crisi ha il carrello svuotato...»

È il corto circuito di un territorio ricco di eccellenze che rischia di trovarsi con gli scaffali vuoti e la filiera bloccata, schiacciata tra i costi insostenibili alla fonte e il carovita al consumo.

Nel finale della poesia, la sig.ra Vurchio trasforma quelle olive cadute sulla strada in «verdi pietre incastonate nei pugni chiusi di mani tediate». È l'immagine di un'Andria stanca ma non rassegnata, che chiede ascolto alle istituzioni centrali senza perdere la propria umanità.

Pubblicare questi versi sulle pagine del nostro giornale significa restituire alla cronaca locale il suo significato più profondo: dietro i numeri dei rincari e i disagi al traffico, c'è il cuore pulsante della nostra terra che chiede solo di poter continuare a produrre, vivere e guardare al futuro con dignità.

Oro verde sull'asfalto
di Antonia Vurchio

Un secchio ribaltato sull'asfalto grida muto,

il prodotto di un lavoro che non trova più un aiuto.

Un tappeto di olive, verdi e disparate,

cadute sulla strada e ormai calpestate,

raccolte con fatica da fiacche mani scure,

per pagare cambiali e bollette troppo dure.

Il caro carburante divora ogni guadagno,

e il frutto della terra diventa un disimpegno.

Il prezzo del gasolio supera ogni valore,

e gonfio è il petto di rabbia e dolore.

I trattori son fermi, la terra è sfinita,

da chi governa in alto, sordi al carovita.

Non è solo un raccolto buttato via per errore,

è il nostro primo cibo gettato nel rancore.

E intanto nei negozi, tra i banchi del mercato,

lo spettro della crisi ha il carrello svuotato:

scaffali semi-vuoti, la merce che non arriva,

mentre la filiera intera lentamente rallenta viva.

Raccogliamo ogni nostra oliva caduta nel rancore,

così innestate nei profondi solchi del livore.

Non sono solo olive, sono verdi pietre incastonate

nei pugni chiusi di mani tediate.